“Block Chain World”

Dire protocollo equivale a dire buone maniere. Quando diciamo a qualcuno “Grazie” la risposta normale che ci aspettiamo è “Prego”. Non c’è però una regola che imponga a qualcuno di rispondere così, anche se rimane un protocollo formale che nelle comunicazioni è generalmente seguito.

In modo simile, il protocollo TCP/IP introdotto nel 1974 era il primo sistema per qualsiasi computer di connettersi e comunicare con l’Arpanet (il “bisnonno” di Internet). Da allora, il progetto si è evoluto esponenzialmente fino a permettere oggi ad ogni computer di comunicare con qualunque altro computer e tramutarsi oggi nell’Internet of Everything.

La tecnologia di base è rimasta immutata. L’indirizzo IP tutt’ora si comporta come un indirizzo postale univoco che permette ad ogni dispositivo telefono, tablet o computer di identificare se stesso su internet, mentre la tecnologia TCP garantisce la consegna dei pacchetti dati dividendoli in segmenti. TPC e IP sono usati in simultanea per aumentare la possibilità che i pacchetti di dati passino da un origine a una destinazione.

Proprio come l’internet basato sul protocollo TCP/IP ha rivoluzionato il modo di comunicare, il Block Chain protocol sta ripercorrendo lo stesso processo, con grande successo. Molti sono arrivati a dire che stiamo assistendo alla nascita di un nuovo internet.

Quindi come funziona? Il Block Chain regola il network decentralizzato dei Bitcoin. Ogni volta che avviene una transazione tra i membri del network, la transazione deve essere verificata e validata per avere la certezza che sia effettivamente avvenuta tra due account individuali ed evitare il rischio di incroci fasulli.

Questo processo di verifica è portato avanti da alcuni membri del network chiamati miners. I miners usano software specializzati insieme al processore del loro computer per verificare le transazioni. Sembra semplice a dirsi, ma la potenza richiesta per processare i dati richiesta è a dir poco erculea. Dal momento che i miners utilizzano la loro connessione ed elettricità per fare ciò, ricevono anche loro un compenso, in Bitcoin, che ovviamente rientra nel meccanismo dei Block Chain.

In questo frangente inizia a prendere forma il Block Chain. Ogni 10 minuti un miner crea un “Block” di transazioni avvenute attraverso il network Bitcoin. In pratica il miner ha creato un file di transazioni verificate avvenute durante gli ultimi 10 minuti. Ognuno di questi “Block” è collegato a quello che lo precede e a quello successivo in modo lineare e facilmente analizzabile al fine di rintracciare univocamente ogni transazione.

La differenza fondamentale tra il protocollo TCP/IP ed il Black Chain è che il primo è utilizzato per le COMUNICAZIONI mentre il Block Chain è utilizzato e pensato per le TRANSAZIONI.

Ad oggi società come Reddit, Paypal e Dell accettano di venire retribuite in Bitcoin e lo stato delle Filippine sta pensando di collegare la sua moneta locale al Block Chain (sarebbe un fatto incredibile). Stiamo quindi parlando di un tema caldo i cui risvolti andranno seguiti da vicino durante il 2016.