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Categoria: Sport

Rio 2016: è il nuoto la superstar sui media!

Alle Olimpiadi di Rio nuoto e sport acquatici battono tutti.

Il nostro Team, composto di oltre 150 persone tra operatori e analyst, ha monitorato gli articoli pubblicati dai media italiani in relazione ai Giochi, dal quale emerge una forte attenzione per gli sport acquatici e per il nuoto in particolare:

olimpiadi stampa web

Federica Pellegrini, Tania Cagnotto e Gregorio Paltrinieri sono, infatti, gli sportivi più citati dai media italiani tra gli atleti impegnati nelle Olimpiadi di Rio 2016. Tra le star internazionali, Michael Phelps ha raccolto più interesse perfino di Usain Bolt.

Campioni della piscina, “re” dei media. Analizzando quanto apparso su stampa e web, la medaglia d’oro dell’atleta italiana preferita dai media va a Federica Pellegrini: tra l’1 e il 16 di agosto sulla portabandiera azzurra sono stati pubblicati ben 1.023 articoli, tra anticipazioni della cerimonia d’apertura, attese del pre-gara e commenti successivi. Sul secondo gradino del podio tra gli sportivi azzurri protagonisti su quotidiani e siti web c’è Tania Cagnotto, con 682 pezzi dedicati alle due medaglie vinte e al prossimo ritiro della tuffatrice. Il bronzo dell’attenzione mediatica rimane ancora in piscina con il trionfatore della 1.500 metri stile libero, Gregorio Paltrinieri, che si aggiudica 595 articoli. Tanta attenzione anche per le due medaglie d’oro di Niccolò Campriani, quarto con 571 pezzi, e i due bronzi di Gabriele Detti, a quota 565. Completano la top 10 degli atleti italiani di cui le testate giornalistiche nazionali hanno parlato di più gli schermidori Elisa Di Francisca (523 articoli), Daniele Garozzo (512) e Rossella Fiamingo (502). Chiudono lo sfortunato Vincenzo Nibali (454 pezzi) e Fabio Basile (369), che con la sua vittoria ha segnato la 200ma medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi.

Atleti italiani

Calcio-Olimpiadi: 10 a 1. Alle Olimpiadi sono stati dedicati complessivamente 19.170 articoli dal 1 gennaio al 16 agosto 2016, con un interesse crescente nel tempo: partendo dai 943 articoli di gennaio, si è arrivati al prevedibile boom di agosto, con 6.896 pezzi pubblicati solo nella prima metà del mese. Radio e tv hanno dedicato ai Giochi di Rio circa 340 ore di trasmissioni. Un’attenzione elevata, ma che non si avvicina neanche lontanamente a quella riservata dai media al calcio durante l’anno. Lo sport più seguito in Italia, infatti, ha fatto rilevare solo da gennaio a luglio oltre 195.000 articoli dedicati – circa dieci volte il numero di quelli relativi alle Olimpiadi – e quasi 4.300 ore di trasmissioni radio e tv.

olimpiadi calcio

Anche tra gli sportivi internazionali piscina batte pista: l’atleta straniero più citato sui media italiani è infatti Michael Phelps, il pluri-medagliato nuotatore statunitense a cui sono stati dedicati 795 articoli. Segue, come prevedibile, Usain Bolt che raccoglie 632 pezzi. Si torna in acqua per il terzo gradino del podio, con Katie Ledecky, che oltre alle 5 medaglie vinte in piscina si aggiudica 383 articoli. Molto spazio anche alle superstar del tennis, infatti Andy Murray (374 pezzi) e Rafael Nadal (304) si aggiudicano la quarta e la quinta piazza, precedendo il nuotatore Sun Yang (249 articoli), ancora il tennista Novak Djokovic (232), il velocista Justin Gatlin (220) e la nuotatrice Sarah Sjöström (197). Chiude la classifica degli atleti internazionali più citati dai media di casa nostra un altro campione del tennis, Juan Martín del Potro, a quota 187.

 sportivi olimpiadi

Spazio agli sport “minori”. Le Olimpiadi sono un’occasione di visibilità soprattutto per discipline sportive che durante l’anno trovano poco spazio sui giornali. Tra gli sport a cui le testate italiane hanno dedicato maggiore attenzione nel periodo olimpico (dal 1 al 16 agosto) si piazzano nei primi tre posti l’atletica, con 2.095 articoli dedicati, il nuoto con 1.389 pezzi e la scherma, a quota 1.012. Alle gesta dei campioni della piscina sono stati dedicati in media 86 articoli al giorno, oltre il triplo di quelli senza connessione con le Olimpiadi pubblicati quotidianamente durante i primi 7 mesi dell’anno (erano in media 25). Sui fuoriclasse di spada, sciabola e fioretto sono stati scritti 63 pezzi ogni giorno, quasi 10 volte quelli pubblicati quotidianamente da gennaio a luglio (meno di 7 in media). Seguono nella top 10 degli sport olimpici più seguiti dai media italiani: il ciclismo (796 articoli), il judo (669), il tennis (634), i tuffi (593), il beach volley (539), il canottaggio (533) e il tiro a segno (498). Quest’ultimo durante i Giochi fa registrare un numero di articoli quotidiani pari a 30 volte quelli pubblicati giornalmente nel corso dei primi 7 mesi dell’anno e non collegati a Rio 2016.

Il doping interessa più di terrorismo e Zika. Tra i temi di attualità connessi alle Olimpiadi, il doping ha destato più attenzione rispetto al terrorismo e al rischio Zika. Alle minacce di attentati, infatti, sono stati dedicati 1.154 articoli da gennaio, mentre il virus Zika è apparso solo in 474 casi. A farla da padrone è stato, invece, il caso doping che solo dal 1 luglio a oggi ha fatto registrare 2.887 pezzi, la maggioranza dei quali relativa al caso Schwazer (citato in 1.417 occasioni).

temi olimpiadi

Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna amano Olimpiadi e nuoto. Analizzando il numero di articoli apparsi sulle principali testate locali italiane dal 1 di agosto, la regione più interessata ai Giochi di Rio sembra essere la Lombardia, con 1.519 pezzi. Al secondo e posto troviamo i 1.146 articoli del Veneto e gli 866 dell’Emilia-Romagna. Nelle tre regioni lo sport a cui è stato dedicato maggiore spazio è il nuoto. Al quarto posto tra le regioni che hanno parlato di più di Olimpiadi si piazza la Sicilia, con 682 pezzi e la scherma protagonista sulle testate dell’isola. Seguono a pari merito Lazio e Campania, con 631 articoli, che danno spazio rispettivamente a tennis e canottaggio.

sport olimpiadi

[1] Analisi effettuata per ricerca di parole chiave su un panel comprendente oltre 14.000 testate italiane (testate stampa, maggiori siti web di attualità e principali emittenti radio-televisive italiane). Il periodo analizzato varia in funzione della specifica ricerca, è comunque compreso tra il 01/01/2016 e il 16/08/2016 ed è specificato all’interno del testo. In particolare, per le classifiche relative a sportivi e discipline olimpiche più citate e alle regioni con maggior numero di articoli a livello locale il periodo di rilevazione da dal 01/08/2016 al 16/08/2016.

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Dopo L’Eco della Stampa arriva un Documentario

Oki Doki Film, società di produzione cinematografica, comunica che sono iniziate ufficialmente le riprese de L’Aria sul Viso, film documentario per la regia di Simone Saponieri, che racconta i mesi di attesa e di preparazione della campionessa Martina Caironi alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, che si terranno a settembre 2016.

Simone Saponieri, emergente regista bergamasco e grande amico di Martina, è per noi quasi un collega dopo il video realizzato per L’Eco della Stampa con cui ha conseguito il “Premio Miglior Videomaker Emergente” nell’ambito della XI Edizione di “Movi&Co”.

Il film racconta la preparazione atletica ed emotiva di Martina Caironi, attraverso una molteplicità di punti di vista: la vita sportiva scandita da allenamenti, competizioni, test; la sfera pubblica costellata di incontri, interviste e apparizioni televisive; la dimensione privata vissuta attraverso il rapporto quotidiano con le persone che le sono più vicine. Le voci dei coinquilini di Bologna, degli allenatori, dei compagni di allenamento, della famiglia e degli amici creano infatti una coralità di voci che accompagna lo spettatore lungo l’arco narrativo del film, arricchita inoltre da uno “sguardo” unico.

Martina, infatti, ha sempre con sé una piccola videocamera a cui affidare pensieri, riflessioni ed emozioni, un intimo video-diario, unica lente che la racconta senza filtri.

Il documentario si permea e si alimenta così di sguardi e prospettive diverse, arricchito da materiali complementari che permettono alla storia e al tessuto narrativo di modellarsi anche in maniera indipendente dalla volontà originaria e contestuale del regista.

Auguriamo a Simone e Martina un grande successo per questo porgetto stupendo.

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Chi è il nuovo Presidente FIFA?

Gianni Infantino è nato in Svizzera da padre e madre italiani, possiamo quindi considerarlo semplicemente svizzero – italiano. Avvocato ed ormai ex Segretario Generale della FIFA conosce alla perfezione alcune lingue: tedesco, italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

Definito spesso il braccio destro di Blatter e Platini è stato eletto a Presidente della FIFA al secondo round di votazioni battendo il favorito Al-Khalifa 115 a 88.

Proprio così, lo sceicco del Bahrain è stato per molto tempo ritenuto da tutti favorito a diventare il primo uomo arabo a capo del calcio mondiale. Ma il maggior carisma di Infantino, la sua esperienza come segretario generale e la sua importante offerta di raddoppiare i contributi a tutte le federazioni calcistiche mondiali gli hanno garantito la vittoria.

Il suo motto è stato chiaro fin dall’inizio: “I will work endlessly to bring football back to FIFA and FIFA back to football”.

Consapevole del grande cambiamento che tutti si aspettano da questa presidenza Infantino ha utilizzato la sua attuale posizione di Segretario Generale per delineare al meglio le strategie da intraprendere.

A chi, come lo sceicco Al Khalifa sostiene che il suo piano di raddoppio dei contributi alle federazioni calcistiche nazionali sia insostenibile Infantino ribatte con i fatti:

“Gli introiti solo cresciuti anche in un periodo in cui il contesto finanziario è così pessimo. Se la FIFA avrà un flusso di 5 miliardi non sarà un problema reinvestire quei soldi.

Tutti gli altri costi ricoprono un ruolo secondario in un certo senso. Dobbiamo guardare alle aree dove possiamo invece ridurre le spese e questo certamente sarà fatto. A parte questo sono convinto del fatto che stia iniziando una nuova era per la FIFA. Andrò dai nostri partner commerciali, televisioni e sponsor. Loro devono riguadagnare fiducia nella FIFA. Sono sicuro che il flusso di introiti aumenterà e non possiamo che aspettarci un futuro roseo.

Ho disegnato riforme per restituire alla FIFA la sua immagine e prevenire frodi future separando il potere politico dal day-to-day della nostra organizzazione.”

Sulla rete @Gianni_2016 ha già avviato una comunicazione molto informale e corposa tramite il suo profilo twitter, ringraziando molti ex calciatori e membri del consiglio che lo hanno supportato. Ben 6142 articoli online hanno parlato di lui tra il 26 e 27 Febbraio!

E sulla stampa in Italia? Ancora un numero molto importante, sono infatti 162 gli articoli che lo hanno citato.

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F1 2016 – Tutti in pista per conquistare la pole sui social!

Tra primi fire-up, foto diffuse sui social e presentazioni in streaming web-tv, si apre la stagione 2016 di Formula 1. In controtendenza rispetto al passato ormai le presentazioni delle nuove vetture seguono la strada on-line.

La Mercedes ha anticipato con un Tweet il sound del suo propulsore, così come Honda, Mc Laren, Toro Rosso e Renault. La Red Bull fa crescere l’attesa sulle pagine social postando frammenti di video della nuova monoposto.Venerdì 19 febbraio la Ferrari ha creato l’evento in diretta streaming con tanto di interventi di tifosi da tutto il mondo in video call on Skype per quei tifosi che avevano vinto il contest ≠ReadingSetRed, concorso a punti social.

La FS16-H non ha certo avuto l’alone di mistero svelato dal solito telo che la copriva accrescendo il pathos, non ha avuto l’onore della presenza fisica del suo Presidente, non ha avuto la presentazione in pompa magna con acclamatio di un pubblico presente dal vivo. Ma questo è il nuovo mondo: una scatola che può sembrare al suo interno asettica, ma spaziando al di fuori si scopre una rete incredibile di persone connesse ovunque con chiunque.

I social sono così, rendono tutti partecipi agli eventi, tutti protagonisti: è una nuova visione orizzontale dei rapporti dove un Presidente decide di esserci ma stare dietro le quinte e godersi lo spettacolo come tutti gli altri, oppure lasciare la scena ai veri attori dell’impresa. Una visione in cui, presentandosi in tutta la sua nudità, la nuova vettura evoca l’immediatezza, la velocità, la facilità e la semplicità di una comunicazione che vuole porsi sulla stessa lunghezza d’onda delle nuove generazioni.

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TOK.tv, quando la TV diventa Social

Nel ricco panorama delle piattaforme digitali c’è una start-up unica nel suo genere: TOK.tv. Nata nel 2012 da un’idea di Fabrizio Capobianco, è una realtà tutta italiana, anche se ha sede a Palo Alto, e si pone come obbiettivo di conquistare il mercato della trasmissione degli eventi sportivi live. Si tratta di una piattaforma Social vocale e video che permette di ricreare l’esperienza del tifo sportivo comodamente dal divano di casa. Essa consente ai tifosi che si collegano in rete, di commentare le partite in tempo reale, con voci, suoni , statisitiche, notizie e Social Selfie, sfruttando la condivisione dell’emozione che suscita una passione sportiva e che difficilmente sarebbe possibile ricreare “live” su Facebook, Twitter o altra Messaggistica Istantanea: un vero e proprio salotto virtuale!

Ad agosto 2013 Juventus FC ha aderito a TOK.tv (Juventus Live è tra le app sportive più scaricate), a febbraio 2015 si è aggiunto il Real Madrid, mentre ad agosto 2015 la Serie A TIM. L’applicazione è in grado inoltre di sincronizzarsi con le pubblicità in onda in diretta tv o sui banner a bordo campo, quindi un’ottima opportunità per i brand di monetizzare cliccando su un device mobile, giacché si stima che almeno l’80% degli utenti televisivi usino un second screen per cercare informazioni o commentare ciò che sta guardando in quel momento.

 

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Il caso della Formula 1

“Che cosa fanno i social media? Non producono denaro, per cominciare… Da quando la gente ci ha rotto le palle riguardo i social media, ho dato un’occhiata a questo Twitter e non ci ho visto nulla… Come può questo aiutare la Formula 1?” parola dell’85enne Bernie Ecclestone.

Ora che l’unico mezzo per assistere alla F1 è a pagamento e che l’attenzione verso lo sport ha raggiunto i minimi storici, qualcosa si è mosso: il patron Ecclestone ha dovuto arrendersi e organizzare una ”entità” (così la chiama) che si occupa solo ed esclusivamente di social media (ben 8 persone!).

Grazie al profilo Twitter @F1 aperto dal 2009 ma effettivamente in uso solo da pochi mesi, dal Gran Premio di Singapore a fine stagione ci sono state più di 80 milioni di “interazioni”. Per quanto riguarda YouTube vade retro! Non se ne parla neanche di poter vedere spezzoni di gara gratis! La Formula 1 resta quindi notevolmente indietro rispetto ad altri sport.

Il paradosso è che la F1 in realtà, grazie alla tecnologia sviluppata nei laboratori di ricerca, ha cambiato la vita quotidiana delle persone con soluzioni straordinarie: la fibra di carbonio, lo studio dell’efficienza pit-stop per organizzare al meglio una sala operatoria e tanto altro… Un confronto più aperto con il proprio pubblico porterebbe certamente maggiore interesse e sarebbe anche l’occasione per raccogliere tutto ciò di buono che è stato seminato.

Scambiarsi le informazioni, far circolare il sapere, cooperare. Bernie forse se ne è reso finalmente conto? Senza pubblico chi guarderà la pubblicità? E senza sponsor come camperà la Formula 1? Siamo proprio sicuri che i social non producano business?

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Sign o’ the times: Kobe Bryant annuncia il ritiro via Twitter e Facebook

Kobe Bryant, il campionissimo dei Los Angeles Lakers, ha annunciato per fine stagione il ritiro dal basket giocato. Immaginiamo la scena: una conferenza stampa affollatissima – la notizia era nell’aria da tempo – i giornalisti stampa, radio e tv che sgomitano, i fotografi che cercano di immortalare il momento con uno scatto memorabile. E invece… ? E invece Kobe Bryant ha affidato il comunicato agli Kobe_Bryant_2014account personali su Twitter e Facebook. Pensate all’annuncio del primo ritiro di Michael Jordan ad esempio: niente di più lontano. Bryant ha preferito rivolgersi agli otto milioni di followers dell’account twitter.com/kobebryant, i suoi otto milioni di followers: il post ha immediatamente saturato l’accesso al sito linkato nel testo ed ha già raggiunto i 130.000 retweet. La stessa NBA
mezzora dopo ha twittato una dichiarazione ufficiale del Commissioner Adam Silver. Infine Bryant ha rincarato la dose con un post su Facebook molto semplice, ma che ha potuto contare su un bacino d’utenza di oltre venti milioni di like. Sicuramente, presto o tardi, Kobe Bryant opterà anche per una conferenza stampa tradizionale, ma a quel punto la stessa avrà una funzione differente che il giocatore di sicuro saprà sfruttare adeguatamente in termini mediatici. Per ora continuiamo a prendere diligentemente nota dei cambiamenti in atto: Sign o’ the times…

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Rugby: gli All Blacks vincono anche sui Social

Australia e New Zeland tra poche ore si affronteranno in un match di cricket, ma siamo quasi certi che gli spettatori avranno ancora negli occhi la partita che si è giocata qualche settimana fa’.

Facciamo un passo indietro fino al 30 Ottobre: Australia e All Backs si giocano la finale del mondiale di Rugby 2015, il più seguito nella storia grazie a una grande eco sui social media. Twitter e Instagram hanno dettato la velocità e anche l’agenda della manifestazione in qualche occasione.

Gli All Blacks ci dimostrano che anche nel campo digital hanno saputo adottare una strategia vincente e inclusiva. Gli elementi della marketing campaign “we belong” sono un mix perfetto di cultura Kiwi e digital design.

L’iniziativa, studiata per raggiungere audience più vaste e diversificate ha permesso un aumento significativo ella fan base anche grazie all’hashtag  #TeamAllBlacks. We belong porta un messaggio chiaro di integrazione tra sport e culture differenti.

Per partecipare alla campagna “we belong” all’utente è richiesto semplicemente di registrarsi qui. A quel punto è possible condividere la propria foto di “partecipazione” con la scritta bianca a fondo nero WE BELONG ed avere accesso a numerosi sconti sul merchandising ufficiale.

Il marchio New Zeland All Blacks va molto oltre i limiti dell’isola: basti pensare che i fan degli All Blacks sono praticamente lo stesso numero dei fan dell’intero mondiale di Rugby 2015. Squadra che vince non si cambia.

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La classifica degli sportivi ad Expo…. sulla Rosea!

Fabio Aru è lo sportivo più citato dai media dal primo giorno di Expo ad oggi.

Expo Milano 2015 è ormai alle battute finali. La più grande manifestazione organizzata in Italia negli ultimi decenni è stata un’occasione per parlare di alimentazione e cibo, ma non solo. Expo è stata anche sport. Sono numerosi, infatti, i campioni del mondo sportivo che hanno deciso di visitare l’Esposizione Universale, e la loro presenza non è di certo passata inosservata.

Noi, L’Eco della Stampa,  in quanto leader italiani e tra i più importanti operatori europei nell’industria del media intelligence, abbiamo voluto condurre uno studio complessivo sugli articoli apparsi nelle testate italiane: prendendo in considerazione stampa e web, dal primo giorno di esposizione a oggi per rilevare su quali aspetti si è focalizzato l’interesse dei media in questi sei mesi. Alcune delle nostre numerose classifiche hanno evidenziato dati inaspettati e sono stati a loro volta ripresi da alcune maggiori testate italiane, come la Gazzetta dello Sport.

Fa sempre un certo effetto ritrovarsi tra le pagine del giornale rosa, abbiamo quindi pensato di condividere questo risultato con voi!

 

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Twitter reagisce all’incidente Rossi-Marquez

Basta digitare #MalaysianGP per rendersi conto che twitter è stato invaso dai fan del motociclismo e non solo. Uno solo l’argomento di discussione: l’impatto tra l’iridato campione Marc Marquez e l’attuale leader del mondiali Valentino Rossi. Il contatto ha avuto come risultato una caduta nella sabbia per Marquez e un retrocedimento all’ultimo posto in griglia per Rossi al prossimo GP di Valencia, ultimo GP valido per l’assegnazione del titolo piloti.

Un gran numero di piloti del presente e del passato hanno usato Twitter per dare un’opinione sull’accaduto. La maggioranza si è schierata con Rossi ritenendo che se Marquez è volutamente retrocesso di posizione allora diventa giustificabile l’azione di Valentino Rossi.

Brookes

Ma troviamo anche chi non la pensa così. Casey Stoner è una voce fuori dal coro, con tanti retweets e tanti favorites.

Stoner

Chi ha ragione e chi ha torto? I molti sondaggi lanciati su Twitter ci dicono che Rossi resta il preferito su tutti i social.

Rossi stesso è ben consapevole della sua grande fama e dalla fine della gara non ha ancora espresso un parere definitivo su nessuno dei social network in cui è invece solitamente molto attivo.

Tutte queste considerazioni avranno certamente un peso nel prossimo messaggio che il pesarese rilascerà. Tutto ci porta a pensare che sarà più di un messaggio distensivo: potrà avere molte valenze o addirittura rivelare un ritiro dal decisivo GP di Valencia.

Tutti i dubbi sono stati sciolti:

Valer

Non ci resta che seguire il prossimo GP con molta attenzione!

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