Come riconoscere Media Analysis, Media Intelligence e Business Intelligence?

I continui sviluppi tecnologici negli ambiti della Media Analysis, della Media Intelligence e della Business Intelligence stanno rendendo sempre più necessario chiarirne le differenze e i punti di contatto.

Ecco i principali fattori che stanno migliorando le capacità di ognuna di queste discipline.

L’espansione della Media Analysis: l’analisi dei media è in rapida espansione grazie alla crescente richiesta di misurazione dei risultati. Si è sviluppata fino al punto in cui può effettivamente suggerire azioni adeguate e altamente affidabili per settori e business unit specifiche.

La Media intelligence è in evoluzione: la media intelligence si evolve continuamente con l’evolversi del panorama dei media. Grazie ai social media, il monitoraggio e l’analisi dei media si stanno affacciando verso un nuovo tipo di informazioni.

La Business Intelligence cerca semplificazione: la business intelligence continua a sviluppare una moltitudine di strumenti e tecnologie per elaborare una grande mole e varietà di dati. Questa continua ricerca si focalizza soprattutto nel restituire valori e informazioni facilmente consultabili da chiunque.

Ma definiamo in cosa consiste ognuna di queste soluzioni per scoprire in quali casi sia consigliabile affidarsi ad una o all’altra.

Media Analysis

“Analisi” è il termine più importante per definire i confini (sempre più lievi) tra queste 3 discipline. Questo per il semplice fatto che sia la Media Intelligence, la Media Analysis che la Business Intelligence utilizzano l’analisi, automatizzata o meno, per arrivare al loro scopo.

L’attività di media analysis identifica e attribuisce indici quantitativi e qualitativi, definendo il livello di importanza del contenuto rispetto a una serie di parametri rilevabili da articoli sulla stampa, servizi tv/radio, contenuti web e social media. In altre parole, compie un’operazione di sintesi tra una misurazione e l’attribuzione di un giudizio.

Questa sintesi è ottenuta grazie all’impiego di software sofisticati combinati con l’esperienza e attenzione degli analyst.

Il monitoraggio dei media è il punto di partenza per la media anlysis, che ha l’obiettivo di misurare l’efficacia delle relazioni con i media di tematiche, brand, o persone fisiche e la reputazione ottenuta.

Un’azienda che scelga di attuare l’analisi del proprio monitoraggio dei media riceverà come risultato grafici, misurazioni, valori e commenti per capire con chiarezza a che punto sia la propria strategia di comunicazione. Si tratta di un servizio ad alto valore aggiunto capace di potenziare notevolmente i processi di decision making aziendali.

Media Intelligence

La media intelligence consiste nella raccolta di tutti i dati disponibili sui media riguardanti una certa tematica, brand o persona fisica e nella successiva analisi dei dati al fine potenziare i processi di decision making.

Si tratta quindi della combinazione dei processi di media monitoring e media analysis.

Società come L’Eco della Stampa, che opera in questo settore, organizzano i Big Data del media monitoring per metterli poi a disposizone dei propri clienti tramite una piattaforma online. All’interno della piattaforma online di media intelligence sono disponibili dashborad contenenti grafici per la reportistica ed analisi automatizzata dei risultati.

La media analysis invece, non consiste in sistemi di reportistica automatizzata. Per questo i report di media analysis de L’Eco della Stampa, oltre a apparire all’interno della piattaforma di media intelligence, vengono consegnati direttamente al management.

Il risultato finale è una overview completa che rappresenta lo strumento più affidabile per supportare gli organi di comunicazione e marketing aziendali nei processi di decision making.

Business Intelligence

La business intelligence è l’insieme di processi utile a raccogliere dati ed informazioni strategiche per funzioni e reparti aziendali diversissimi tra loro.

La differenza tra business intelligence e media intelligence sta innanzitutto nelle fonti. Se la media intelligence ricerca nei media la business intelligence ricerca invece ogni tipo di dato ed informazione ricavabile online ed offline.

Questo non significa che i dati siano di più, ma sono certamente più vari rispetto a quelli provenienti dai media.

La business intelligence utilizza strumenti di analisi e reportistica automatizzati per determinare le tendenze dei dati. Per questo ogni società che distibuisce questo tipo di servizi prevede una vasta gamma di dashboard contenenti grafici per rendere l’utente indipendente nell’utilizzo.

Premettendo che i vari player di questo settore prevedono offerte molto diverse, con la business intelligence potremmo ad esempio ricercare informazioni su una persona specifica, sia essa un proprio dipendente o un potenziale partner. In questo caso le informazioni possono andare dalla verifica della fedina penale a quali posizioni sono state ricoperte in passato.

Media Intelligence e Business Intelligence più vicine che mai

La nascita dei social media ha causato uno tumulto nel settore della media intelligence. Se prima il monitoraggio e l’analisi dei media potevano effettivamente limitarsi ai mezzi di comunicazione come stampa, radio tv e web, oggi è semre più difficile fare una distinzione netta tra i media e le persone.

La necessità di dover considerare il parere dei singoli utenti e estabilire un qualche rapporto di valore tra un post social ed un articolo apparso sulla stampa cartacea sta facendo evolvere molte logiche tipiche della media intelligence.

Si tratta del primo passo di avvicinamento ma si incontreranno ancora. La digitalizzazione già in corso di ogni aspetto della nostra vita può solo velocizzare questo trend.