Dal libro al film, delusione o nuova scoperta?

Dopo oltre un anno di attesa, sabato sera mi sono recata al cinema per la proiezione del film Io Prima di te diretto da Thea Sharrock, tratto dall’omonimo libro di Jojo Moyes.

Il libro mi era stato regalato nel 2014, ancor prima che la scrittrice annunciasse con un tweet che il suo capolavoro sarebbe diventato anche un film: da allora attendevo con curiosa trepidazione la trasposizione cinematografica.

A creare l’attesa è stata senza dubbio l’attività svolta sulla pagina Facebook @IoPrimaDiTeFilm che in pochi mesi ha raccolto 2 milioni di Like, postando foto e video in anteprima.

Devo dire che ho sempre avuto delle remore nel guardare film tratti da libri: ricordo ancora parecchie delusioni, perché le immagini che ci creiamo leggendo un libro non saranno mai le stesse che anche il regista avrà in testa.

Una delle prime “delusioni” in questo senso fu “Zona Morta”, un film del 1983 diretto da David Cronenberg, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King.

Non andai al cinema perché troppo piccola, ma vidi anni dopo la VHS e seppur adesso non ricordi perfettamente la trama ho indelebile in mente la delusione nel vedere  la trasposizione cinematografica.

Una delle ultime, invece, fu l’adattamento in miniserie televisiva del “Mondo senza fine” di Ken Follett: interessante dal punto di vista geografico (le riprese si sono svolte in Ungheria, Slovacchia e Austria) ma deludente per quanto concerne la storia, che viene stravolta in molti particolari rispetto al libro.

io prima di te

Con “Io prima di te”, invece, sono rimasta impressionata da quanto un film riesca a ricalcare le immagini che emergono dal libro. La trama, sceneggiata dalla stessa autrice del libro, è stata mantenuta perfettamente (tranne qualche taglio qua e là ma che non nuoce al filo del discorso) e gli attori scelti totalmente fedeli rispetto alla descrizione del libro: Emilia Clarke incarna perfettamente la simpatica Lou, e Sam Claflin è affascinante al punto giusto nel ruolo di Will Trainor.

Ma rispetto al semplice guardare un film tratto da un libro, oggi la fruizione non si ferma più qui.

Nell’era dei social media l’esperienza inizia in anticipo, con l’attesa sulle pagine dedicate, e prosegue nei giorni a seguire: se un film ti affascina e vuoi farlo sapere a tutti puoi postare sui social la tua presenza al cinema, commentando in diretta e creando un filo virtuale con le tue amicizie per condividere la tua opinione, scoprendo chi tra i tuoi contatti l’ha già guardato.

Puoi lanciare un tweet con hashtags per seguire quante migliaia di persone hanno avuto la tua stessa idea, e scoprire che su Instagram esistono decine di pagine dedicate al film.

Per rendere l’idea, su questo film in particolare solo su Instagram sono stati pubblicati 32.160 post con il solo Hastags in italiano, #ioprimadite, e 350.336 post con l’hastags in inglese #mebeforeyou, oltre ad esistere numerose pagine, tra ufficiali, non ufficiali, dedicate alle sole frasi, alle sole foto, ai singoli attori o all’autrice. Oltre alle migliaia di video su Youtube.

Siamo tutti parte di questa comunità, che si unisce a seconda dei gusti personali, per proseguire una conoscenza virtuale che ci fa sentire legati a qualcuno che non conosciamo, ma che ci è vicino perché ha provato le nostre stesse emozioni leggendo quelle parole, guardando quelle scene.

Sarebbe interessante immaginare il lancio di La Ciociara oggi, con un tweet di Moravia che avvisa della scelta Sofia Loren nel ruolo di Cesira.

Ma quelli erano altri tempi.