La qualità conta ancora nel media monitoring?

Quando si ascoltano presentazioni pubbliche dei servizi di media monitoring, i presentatori si concentrano quasi esclusivamente su strategie globali e visioni sul futuro. Solitamente tutte le tematiche più pratiche vengono accuratamente evitate.

Forse perchè nessuno è realmente interessato a rivelare informazioni chiave sui propri clienti.

Di sicuro restare aggiornati su quello che viene detto è molto più importante oggi rispetto a qualche anno fa.

Questa mattina stavo facendo un po’ di media monitoring manuale dalla mia scrivania, quando mi sono imbattuto in due articoli che confermano quest’idea.

Il primo racconta di un acquisizione in corso da parte di Kantar Media in Irlanda che sta causando qualche problema ai clienti. Il secondo è un aggiornamento sul caso legale che vede contrapposti gli avvocati di Isentia e Meltwater.

Ci sono molti temi in comune in entrambi gli articoli e ho elencato qui quelli che mi sembrano emergenti:

1. Il monitoraggio della stampa è la chiave

Il mondo digitale ha aperto le porte del media monitoring a centinaia di nuove società. Mentre prima il monitoraggio era esclusivamente una questione regionale e logistica, oggi la maggior parte delle società fanno affidamento su una piccola sede amministrativa e software per fare lo scraping dei contenuti web.

Con il volume attuale dei contenuti online, se segui un grande numero di siti e forum sarà difficile incontrare una carenza di notizie. C’è solo un problema: queste notizie sono rilevanti?

Essere una società di media monitoring, significa anche che uno dei focus dovrebbe essere quello di categorizzare le notizie.

Per far questo, monitorare fonti diverse può essere di grande aiuto.

I giornali cartacei e i magazine sono probabilmente la fonte più affidabile nel mare magnum delle notizie di oggi! Sono facili da organizzare e forniscono un’alta qualità di contenuti.

Anche il problema dell fake-news ha fatto sì che i nostri nostri clienti siano consapevolil dell’importanza della stampa.

Mnetre le notizie online è un dato di fatto e sono necessarie come l’ossigeno, la carenza di articoli stampa in rassegna potrebbe mettere quella società nella difficile posizione di dover affrontare clienti insoddsfatti.

Il bandolo della matassa è che per monitorare la stampa è ancora necessaria una presenza locale forte oltre a una conoscenza della regolamentazione in materia, diversa per ogni paese.

2. Il nostro business non è ancora globale

Mentre oggi la distanza non è più una barriera nel mondo degli affari, le differenze politiche eculturali sono qui per restare.

I media tradizionali e digitali in giro per il mondo sono in ultima istanza giornalisti, utenti e persone che sono espressione della politica e della cultura del proprio paese.

Questo significa che dovrebbe essere presi in considerazione tantissimi aspetti ogni volta che si intende espandere il proprio buquet di paesi monitorati.

In Italia, come in ogni altra parte del mondo,  i clienti vogliono restare informati su quello che succede in ogni regione locale. Le pubblicazioni locali solitamente hanno un impatto più forte sulla comunità.

D’altro canto, non c’è dubbio che le richieste di monitoraggio su più peasi stiano aumentando.

Le società multinazionali vogliono coprire tutti i paesi dove hanno una presenza, come anche le società locali che esportano prodotti all’estero. Questo solitamente significa un focus preciso su due o tre regioni.

Ovviamente, la situazione ideale è esssere in grado di fornire il mediamonitoring di tutte le fonti locali, nazionali ed itnernazionali. Un servizio che molte poche società riescono a fornire, nonostante quasi tutte affermino il contrario.

Noi de L’Eco della Stampa abbiamo scelto di unirci con altre 5 società europee formando la Global Media Intelligence Alliance.

GMI può offrire un reale servizio di monitoraggio internazionale mantenendo lo stesso focus su scala globale e locale. Grazie alle tante sinergie e uffici dentro e fuori dall’Europa, forniamo già  questo tipo di servizio a importanti clienti.

3. I dettagli fanno la differenza

Come succede durante le finali di Champions Legue, la quadra vincitrice è quella che si concentra di più sui dettagli.

Periodicamente mi capita di sentire che il media monitoring sta diventando una commodity.  Considerando la nostra esperienza nel mercato italiano, questo non è assolutamente il caso. Posso dirlo con certezza dopo un recente meeting con un cliente a cui ho avuto occasione di partecipare.

Questo cliente importante ha ognanizzato 4 ore di meeting dedicato esclusivamente alla spiegazione della piattaforma Ecostampa. Questo per preparare i nuovi arrivati in azienda al lavoro e aggiornarli su tutte le novità in arrivo.

I clienti soddisfatti sono il cuore del business di ogni società, ragione sufficiente per coccolarli e stabilire un rapporto di collaborazione costante con loro.

Ascoltando le loro necessità è possibile impostare un servizio ad hoc altamente qualitativo che velocizza il loro lavoro e li rende proattivi verso i nuovi prodotti e servizi in arrivo.