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In prima linea per la difesa delle donne

Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Si tratta di un argomento delicato e al tempo stesso difficile da affrontare. Se da un lato suscita rabbia pensare che esistano questo tipo di problemi, dall’altro è allarmante anche solo dover pensare di doversi difendere dal pericolo generato da uomini violenti, quasi come se l’incapacità di reagire possa diventare una colpa. Purtroppo l’esigenza di difendersi può nascere dalla propria paura, soprattutto di notte.

All’Eco della Stampa lavorano molte donne, e molte donne lavorano di notte. Da sempre. Molti anni fa, quando ancora non esistevano i cellulari, le lavoratrici del turno notturno erano fornite di un fischietto con cui potevano dare l’allarme in caso di pericolo per strada. L’azienda è sempre stata molto sensibile al tema della sicurezza delle proprie dipendenti e ancora oggi si batte affinché possano sentirsi più sicure nel tragitto per recarsi al lavoro.

Per questo L’Eco della Stampa ha organizzato un corso di autodifesa tenuto da Milano Difesa Personale.

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Colpi e parate, un momento del corso tenuto presso L’Eco della Stampa

Il programma dei corsi è molto articolato e si sviluppa partendo dalle nozioni legali fino ad arrivare ai colpi e alle parate da mettere in pratica in caso di estrema necessità.

Dai dati ISTAT presentati il 5 giugno 2015 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri si evince che non più del 10% degli stupri che avvengono in Italia sono compiuti da stranieri: in questo (come in altri casi) bisogna prendere le distanze da facili quanto sterili pregiudizi.
Il 69% degli stupri avvengono ad opera del partner, mariti o fidanzati; in Europa il 12-15% delle donne subisce quotidianamente violenze domestiche, e queste rappresentano la prima causa di morte tra i 16 e i 44 anni, prima di cancro, guerre e incidenti. È evidente che la violenza domestica è un tema su cui si deve intervenire.
In Italia 6 milioni 743 mila donne dai 16 ai 70 anni hanno subito violenze (1 milione e 150 mila nel 2006: fonte intervista ISTAT citata sopra): 1.400.000 ragazze ha subito violenza sessuale prima dei 16 anni.

Cosa fare di fronte ad un quadro così sconcertante? Certamente non è una partita da giocare sul piano fisico.

Tuttavia non dobbiamo arrenderci, e alcune forme di difesa personale possono dare il via anche ad una trasformazione profonda in sé stessi, giacché una postura mentale forte e decisa aiuta a non cadere nella trappola della potenziale vittima, aiuta ad avere coraggio: l’arte dell’autodifesa aiuta a sentirsi più sicure, insegna a gestire la violenza e l’aggressività, proietta verso un presa di coscienza di sé stessi e della propria autostima.

E’ un modo per agire e reagire subito, in attesa che il lento e lungo percorso culturale scavi finalmente il solco del rispetto e della responsabilità e abbatta definitivamente il muro della violenza di genere.

 

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