Sharing or not sharing?

E’ di inizio settimana la notizia secondo cui il colosso francese dei viaggi online, voyages-sncf.com, controllato dalle Ferrovie francesi e da Expedia, sarebbe stato pronto ad un’alleanza con Airbnb, la piattaforma online che mette in contatto persone in cerca di alloggio a breve termine con i locali pronti ad affittare a sconosciuti una camera del loro appartamento o la loro intera casa.
La collaborazione sarebbe consistita nella “sola” pubblicità di Airbnb tra gli utenti del sito voyages-sncf.com, che avrebbe evidenziato la possibilità di “viaggiare gratis” affittando il proprio appartamento durante i giorni d’assenza. Alla base del concetto Airbnb vi è infatti uno dei capisaldi della sharing economy: mettere a disposizione le proprie risorse (in questo caso il proprio alloggio) in cambio di un compenso, (nella specifica economico, per arrotondare i conti a fine mese) ma in un’ottica di mutuo vantaggio. A guadagnarci, infatti, non sono solo i proprietari, ma anche i viaggiatori, che possono così rinunciare a costosi e anonimi hotel abitando in alloggi “personalissimi”, sentendosi a casa in ogni parte del mondo e risparmiando.
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La disponibilità di voyages-sncf.com alla partnership non rappresenta dunque solo la piena accettazione dei modelli della sharing economy da parte di realtà affermate, ma anche l’ennesima dimostrazione del successo economico di Airbnb, nata come startup solo qualche anno fa per l’iniziativa quasi scherzosa dei suoi fondatori Brian Chesky,
Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. I tre, in occasione di un’importante conferenza a San Francisco, dopo aver notato la carenza di alloggi di fronte all’enorme flusso di avventori, decisero di mettere a disposizione parte del loro loft per poterne pagare le alte spese. Oggi la società avrebbe un valore di 24 miliardi di dollari.
La collaborazione tra voyages-sncf.com e Airbnb è poi stata smentita nel corso della settimana in seguito alle pressioni delle lobby degli albergatori, indignate dalla prontezza delle Ferrovie francesi ad allearsi con uno dei loro concorrenti più temuti. Ma ciò non fa altro che dimostrare il crescente successo della sharing economy e di iniziative come quelle di Airbnb.