Starbucks sbarca in Italia

La più grande catena Americana di caffetterie sta pianificando l’apertura di uno store a Milano nel 2016.

Dopo anni di rumors la notizia viene data dal Corriere della Sera, a indicazione che probabilmente si tratta della volta buona.

Howard Schultz, fondatore di Starbucks, pianifica da tanti anni questa operazione. L’Italia rappresenta la terra promessa per un brand che ha esportato i nostri ideali di gusto oltreoceano e li ha adattati al mercato americano creando un impero mondiale.

Dall’altro capo dell’operazione c’è Antonio Percassi, imprenditore dell’industria immobiliare e presidente dell’Atalanta Calcio: l’accordo potrebbe essere siglato già prima di Natale.

Percassi e Schultz non hanno voluto commentare ancora nulla in merito alle voci ma pare che per attecchire nel Paese che ha fatto dell’espresso una bevanda di tradizione e culto, l’imprenditore bergamasco e l’uomo d’affari della West Coast abbiano valutato una formula originale, che avrà il suo punto di forza nel hi-tech. Si parla di programmi per realizzare uno Starbucks digital network con l’offerta di film, serie tv e news.

La sfida è lanciata: anche da noi ci sarà spazio per Frappuccino e Caramel Mocha?

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Sentiamo il parere di Luigi Ordello, presidente di Iiac, Istituto Internazionale Assaggiatori di Caffè, fondato nel 1993 con l’obiettivo di mettere a punto e diffondere metodi scientifici per la valutazione sensoriale del caffè.

“Sicuramente questo sbarco non metterà a rischio il caffè italiano, Starbucks oggi rappresenta uno standard internazionale di caffè, nulla a vedere con quello italiano. In quanto esperto assaggiatore, sono quasi sicuro che non avrà successo”

Ma perché no?

“Un Espresso italiano si beve in pochi secondi – ma l’aroma resta con te fino a ore dopo” ha spiegato.

“mentre i clienti di Starbucks solitamente comprano un caffè xl che portano in giro, sorseggiando per un ora quando vogliono assaggiare un po’ di caffè.”

Detto questo, Percassi sembra la persona giusta per trasformare questo sbarco in una realtà di successo, avendo già curato l’espansione di Zara, American lingerie e Victoria’s Secret in Italia.

Un approdo di questo tipo richiede una ricerche di mercato approfondite che Starbucks hanno già avviato da tempo.