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Zuckerberg e i buoni propositi per il 2017

Come uscire dalla propria “comfort zone” nel 2017? “Visitare tutti gli stati  americani parlando con più gente possibile”.

Questo è quanto Zuckerberg ha presentato come una delle sue risoluzioni per il nuovo anno, cioè gli impegni che prende con se stesso, e in genere mantiene, come quello preso in passato di imparare il mandarino.

Per decenni la tecnologia e la globalizzazione ci hanno reso più produttivi e connessi. Questo ha creato molti vantaggi ma per molti ha anche reso la vita più difficile contribuendo al più grande senso di divisione mai visto in vita mia. Dobbiamo trovare come cambiare le regole del gioco in modo che funzioni per tutti.

Una causa davvero nobile che ha portato a ipotizzare una discesa in politica del fondatore di Facebook.

Si tratta anche di un cambiamento notevole nella sua strategia di comunicazione in quanto personaggio pubblico.

Proviamo a comparare la frase di seguito con la famosissima immagine di Mark che passeggia in mezzo al pubblico al Mobile World Congress di Barcelona tenutosi a Febbraio 2016.

3 Gennaio 2017: “Dopo un anno tumultuoso, la mia speranza imboccando questa sfida è di uscire dagli schemi e parlare con più persone possibili di come vedono la vita di tutti i giorni, il lavoro e i pensieri per il futuro.”

21 Febbraio 2016

Mark all’epoca aveva condiviso la foto dal suo profilo ufficiale.

Sia la foto in se sia il fatto che lui l’abbia ritenuta così bella da pubblicarla sul suo profilo hanno probabilmente danneggiato la sua immagine, accostandolo pericolosamente alla figura di un guru che manipola le menti inermi degli spettatori.

Ma andiamo per gradi seguendo gli ultimi sviluppi del pensiero di Zuckerberg dopo le sorprendenti elezioni americane e lo scandalo delle notizie false su Facbook.

Dopo la vittoria di Trump, Mark ha dapprima ignorato le critiche sulle notizie false che avrebbero aiutato Donald, ma si è poi mobilitato per correggerle.

Qualche settimana fa non è andato alla riunione che il presidente eletto ha tenuto con diversi leader della Silicon Valley, per siglare la pace post elettorale e lavorare insieme per il futuro del paese.

Mark ha anche rivelato di non essere più ateo. Ora si considera ebraico e ritiene che la religione abbia un ruolo importante nelle vite degli esseri umani.

Sembra in effetti in corso una profonda evoluzione personale anche se è comunque difficile ipotizzare una sua discesa in politica.

Speriamo davvero che tutto questo sia autentico e che il processo di umanizzazione si rifletta negli sviluppi  futuri del suo progetto numero 1, ovvero Facebook.

Published in Arte e Società Marketing e Comunicazione Social Media