2018: l’anno dei record per l’Equity Crowdfunding

Ho un progetto imprenditoriale ma non ho fondi necessari a far decollare la mia idea.

L’opzione più plausibile è quella di farmi finanziare.

Ma da chi? Dalle banche?

Bisogna considerare che oggi le banche hanno difficoltà a erogare crediti a soggetti, privati o pubblici, con rapporti bancari irregolari. Questa situazione ha quindi aperto le porte a un nuovo metodo di finanziamento che si è fatto largo nel mercato.

Stiamo parlando del Crowdfunding, letteralmente “finanziamento della folla”, da crowd = folla e funding = finanziamento.

Esistono però diversi tipi di crowdfunding.

Le 5 tipologie di Crowdfunding

  1. DONATION CROWDFUNDING.

Consiste in una donazione spontanea senza l’aspettativa di un qualsiasi ritorno sia economico che di qualsiasi altro genere. Solitamente sono donazioni a enti e organizzazioni no-profit per sostenere una giusta causa (sociale/benefica).

  1. REWARD-BASED CROWDFUNDING

Consiste nel finanziare un progetto a fronte di una ricompensa non monetaria.

Facciamo un semplice esempio. Una ragazza produce dolci in casa da sempre ma ha il grande sogno di aprire una sua Bakery. Richiede così un finanziamento “alla folla” in cambio di pacchi di biscotti fatti in casa o ricettari di dolci a seconda della somma investita.

  1. LENDING CROWDFUNDING

È un prestito in denaro peer-to-peer, ossia tra persone. Simile al finanziamento da parte delle banche con la differenza che viene effettuato direttamente dalla community, senza intermediazione. L’assenza di un passaggio intermedio fa sì che i tassi di interesse siano più bassi, andando a beneficio dei soli investitori.

  1. ROYALTY-BASED CROWDFUNDING

Consiste nel finanziamento di una determinata iniziativa con lo scopo di ottenere i profitti generati dalle vendite future.

  1. EQUITY-BASED CROWDFUNDING

È uno strumento che prevede il finanziamento di progetti in cambio di quote societarie. L’investitore, in questo caso, diventa socio dell’impresa a tutti gli effetti.

L’Equity crowdfunding è utile soprattutto alle grandi imprese per fare open innovation.

Boom dell’Equity Crowdfunding nell’anno 2018

Non molto tempo fa ci chiedevamo se ci fosse posto in Italia per il crowdfunding. Oggi ne abbiamo una prova.

I numeri del crowdfunding hanno riscontrato una crescita esponenziale nel 2018 in Italia. In particolare, possiamo affermare che il 2018 è stato l’anno in cui l’Equity Crowdfunding ha toccato cifre da record.

Secondo i dati dell’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano, vediamo un mercato in forte crescita: 36 milioni nel 2018 contro i 12 del 2017 (incremento del 200%).

Un dato in forte crescita è anche il numero di campagne, che è passato da 50 del 2017 a più di 120 nel 2018, rilevando un incremento del 150%.

Come funziona un finanziamento Equity?

Una Startup, una PMI innovativa e, da poco, anche una qualsiasi PMI presenta online il proprio progetto, illustra gli obiettivi e fissa il target di raccolta da raggiungere entro la fine della campagna.

Business plan e comunicazione del progetto

Un buon business plan è indispensabile per la riuscita di una campagna di crowdfunding.

Trasparenza, comunicazione efficace e monitoraggio dei media sono elementi imprescindibili.

Per prima cosa è necessario definire con chiarezza la propria business idea. Per essere sicuri che l’idea sia realmente innovativa, per prima cosa è importante monitorare il mercato.

In secondo luogo, bisogna redigere un piano di business che sintetizzi i contenuti, le caratteristiche e le aspettative del progetto, da poter condividere con i potenziali investitori.

Lo stumento che crea maggior engagement, anche in questo caso, è un video esplicativo. Ma non devono mancare dati e grafici che supportino la tesi.

In ultimo, ma non meno importante, c’è il monitoraggio dei media. Seguire le citazioni del proprio brand, prodotto (anche se in divenire) o settore di riferimento è l’unica soluzione per rintracciare endorsement da parte di qualche fonte autorevole.

Vantaggi di un media monitoring continuativo

Qualsiasi presenza sui media del proprio progetto garantisce infatti una serie di “vantaggi competitivi” rispetto agli altri progetti in cerca di finanziamento:

  • Maggiore appetibilità rispetto ai progetti dei competitor
  • Possibilità di entrare in contatto con finanziatori “terzi”, ovvero al di fuori del pubblico della piattaforma che ospita il progetto
  • Nuove possibilità di partnership o sinergie con realtà in settori affini
  • Idee applicative future per il progetto in corso di finanziamento

Un servizio di media monitoring potrebbe poi risultare molto utile nella fase di “fine tuning” del prodotto o servizio. Sarà cioè possibile misurare il sentiment delle citazioni, prendere nota delle richieste del mercato e agire di conseguenza.

Fase finale

Se il target viene raggiunto, l’impresa incassa l’importo ottenuto e procede con il proprio business plan.

In caso contrario le donazioni tornano nelle tasche degli investitori, che non perdono nulla.

È il caso di sottolineare che il crowdfunding è un INVESTIMENTO AD ALTO RISCHIO.

Questo perché, se il progetto superasse lo step iniziale di raggiungimento del target, non ci sarebbero comunque garanzie del suo successo aziendale.

Se, invece, tutto andasse a buon fine, gli investitori otterrebbero una quota di partecipazione nell’impresa, in base all’importo investito.

In questo caso, più l’impresa ha successo più il valore delle azioni crescerebbe. Così l’investitore ne trarrebbe profitto vendendole o percependo la sua quota annuale di utili (dividendi) risultanti dal bilancio.

I successi del 2018

Il primo progetto degno di nota è “Glass to Power” su CrowdFundMe, progetto spin-off dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

La Startup, fondata nel 2016, produce finestre trasparenti fotovoltaiche. Un’idea innovativa in cui sono le finestre stesse a produrre energia.

Il target da raggiungere era stato inizialmente fissato a quota 500 mila euro. Nel luglio 2018, in meno di 50 giorni, gli investimenti sono ammontati a 2 milioni e 250 mila euro, con un overfunding del 350%.

È la più grande campagna di Equità crowdfunding di sempre in Italia. La prima ad aver raggiunto il record degli anni precedenti, superandolo addirittura di 1 milione di euro.

CrowdFundMe raggiunge un altro importante traguardo in Italia. È la prima piattaforma di Equity crowdfunding, in tutta Europa, a quotarsi in Borsa. Nata nel 2013, solo nello scorso anno è riuscita a raccogliere quasi €9.000.000 (rispetto i 3.500.000€ dell’anno precedente). L’obiettivo della società è quello di affermarsi come leader nel mercato dell’Equity crowdfunding.

Ultimo, ma non per importanza, è il successo ottenuto da Mamacrowd di SiamoSoci Srl, una tra le principali piattaforme di Equity Crowdfunding italiane.

La società è la prima in Italia per capitale raccolto, percentuale di successo e numero di campagne finanziate. Stiamo parlando di oltre €10.000.000 raccolti per un totale di 47 società finanziate. Solo nel trimestre luglio-settembre sono state chiuse con successo 9 campagne, pari al 26% di tutte le campagne chiuse in Italia in quel periodo.

Il primo posto, per capitali raccolti, spetta al progetto Fidelity House, Social Content Network che permette di trarre profitto dai contenuti.

Il target iniziale era stato puntato a 180 mila euro. Nel giro di sole 24 ore, con un overfunding del 260%, il progetto ha raggiunto una quota di investimento pari a €652.000.

L’Equity Crowdfunding è un mercato ancora piccolo ma in forte crescita. Negli ultimi anni è diventato un utile strumento per investitori, di qualsiasi tipo, che intendono investire in quelle società con un alto potenziale di crescita, che altrimenti sarebbero inaccessibili, soprattutto agli investitori retail.

 

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