Anche le piante parlano! Nasce la Carta dei loro diritti

Le piante parlano. Noi non siamo ancora in grado di decifrare il loro linguaggio, ma possiamo vederne i risultati. Scienza, non magia. Se un campo di pomodori viene aggredito dal bruco “caterpillar”, la nottua gialla, le pianticelle colpite avvisano tutte le altre che mettono subito in atto la loro difesa, producendo una sostanza amara e repellente. I vegetali, dunque, comunicano. È strano, perciò, che nessuno abbia mai pensato di tutelarli come organismi senzienti. Ma una ricercatrice, Alessandra Viola, adesso lancia una proposta: istituire la Carta dei diritti delle piante per conoscere e proteggere alberi e fiori, che costituiscono il 90 per cento del nostro patrimonio ambientale.

Alessandra Viola e i diritti universali delle piante - Donnamoderna
Alessandra Viola

I diritti universali delle piante

Quarantotto anni, laureata in Storia, la paladina delle piante ha un dottorato di ricerca in Comunicazione della scienza e uno in Scienze agrarie e ambientali. Si intitola “Flower Power. Le piante e i loro diritti” il suo ultimo libro, appena uscito da Einaudi. Tra le pagine, una bozza della Carta dei diritti che contiene otto articoli: dal diritto alla vita, alla rappresentanza legale, compreso il risarcimento del danno. Il libro, insomma, vuole svegliare le coscienze ed avviare una discussione.

Alessandra Viola non è nata con il pollice verde. Come tutti, per lungo tempo ha usato le piante come ornamento e spesso, per incapacità, le ha fatte morire, al punto di autodefinirsi in un recente convegno una serial killer! La svolta è avvenuta quando ha scoperto l’intelligenza delle piante e le loro incredibili abilità. 

“Le piante imparano – afferma la ricercatrice – ed hanno memoria. Se fanno una brutta esperienza, se ne ricordano”. Eppure, poiché non si muovono, l’uomo le ha sempre considerate esseri inferiori. Se ognuno di noi fosse in grado di comprenderle, le piante vivrebbero centinaia, migliaia di anni, come le sequoie. Una scoperta molto importante per la salvaguardia del pianeta.

Perché le piante sono intelligenti

Ma cosa significa intelligenza delle piante? Viola fornisce esempi concreti. Esistono alberi che riescono a modificare il metabolismo di alcuni insetti parassiti, rendendoli cannibali. Mangiandosi fra loro, gli ospiti indesiderati si estinguono. In Africa, in un parco di acacie, le gazzelle spogliavano i rami, essendo ghiotte delle foglie. Dopo un primo periodo, le piante si sono attrezzate, rendendo velenoso il loro fogliame. E ancora, l’esempio dei pomodori che abbiamo citato all’inizio. Se arriva il bruco che distrugge le coltivazioni, la nottua gialla, la notizia circola e ciascuna piantina emette una sostanza che rende amari i frutti. 

Come ascoltare le piante

È evidente, secondo la studiosa, che le piante comunichino. Come? Emettendo rumori, sostanze volatili, segnali elettrogenici con le radici che trasportano le informazioni. Non è facile per gli esseri umani comprendere il linguaggio dei vegetali. Ma alcuni comportamenti sono già stati decodificati, ad esempio quelli che indicano l’arrivo della siccità o di un predatore. Viola è sicura che il cammino sia solo all’inizio. Come è avvenuto per i geroglifici, l’uomo riuscirà a “leggere” ciò che scrivono le piante e allora scoprirà non una civiltà morta, bensì un “popolo” che abita fra noi, nel nostro tempo. 

Per facilitare il percorso verso studi più approfonditi, Viola ritiene necessaria la Carta dei diritti. È la prima volta, a livello mondiale, che se ne parla. La studiosa ha cercato di comprendere perché i vegetali siano sempre stati esclusi da un riconoscimento formale. Nessuna tesi l’ha convinta. “Noi non abbiamo certezza che le piante soffrano – ammette – ma non possiamo escluderlo, anche perché il dolore è soggettivo”. Da qui, l’esigenza di mettere nero su bianco che tutti contiamo nel creato. Riconoscere diritti alle piante significa obbligare ognuno a rispettarli e, progressivamente, a relazionarsi in modo nuovo con la natura

“Pensiamo ai diritti delle donne – invita a riflettere Alessandra Viola – che hanno sancito la parità di genere, senza che sia stata ancora realizzata pienamente. Quando riconosceremo che le piante sono intelligenti, comunicano e soffrono come tutti gli esseri viventi, potremo costruire un mondo in cui vige la giustizia ambientale”. Un mondo dove anche l’uomo vivrebbe meglio.

Il futuro è adesso

Perché proprio adesso si avverte questa esigenza? Il cambiamento climatico e l’emergenza sanitaria hanno sicuramente accelerato un processo in atto da tempo. Ma c’è dell’altro. Storicamente, come spiega la studiosa nel suo libro, i diritti sono sempre stati concessi a categorie oppresse, con intenti riparatori. È sotto gli occhi di tutti il maltrattamento dell’ambiente. E le piante, che rappresentano il 90 per cento di esso, hanno subìto oltraggi di ogni tipo, attraverso disboscamenti, tagli indiscriminati, diffusione di sostanze inquinanti. 

Nominata ambasciatrice della natura, nel 2019, dal Centro parchi internazionale, Alessandra Viola lancia un appello anche alle istituzioni scolastiche, affinché i bambini vengano guidati e spronati alla conoscenza delle piante. Nessuno, oggi, sa più distinguere un faggio da un tiglio, perché nessuno ha tramandato la cultura contadina. È la felicità che fa crescere gli alberi, cantava Lucio Dalla. Riproviamo, allora, ad essere felici

 

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