Il vino diventa digital: 12 cantine da cui farsi ispirare, anche online

Chi si occupa di comunicazione è sempre alla ricerca di novità, di case studies da analizzare per trarre ispirazione. Oggi ci dedichiamo ad un settore in crescita, il marketing del vino. Se un tempo le etichette fornivano informazioni, oggi riescono ad emozionare, valorizzando il prodotto, ma anche il territorio dal quale proviene. L’Eco della Stampa ha già affrontato l’argomento, dispensando consigli per iniziare a muoversi nel mondo digital del vino.

Adesso ci immergiamo virtualmente tra account e siti web di alcune realtà che, in tutta la penisola, spiccano per l’uso dei social media e per una comunicazione visiva particolarmente suggestiva ed efficace. Non dimentichiamo che l’enogastronomia è una voce importante anche per il comparto turistico che, dopo l’emergenza Coronavirus, stenta a riprendersi.

Ecco allora un percorso d’esperienza, ma anche di ispirazione, per trarre spunti e idee dal mondo del vino.

Gli ingredienti: community, internazionalità e coerenza

Facciamo un passo indietro per ricordare gli aspetti significativi delle strategie di comunicazione messe in atto dai maggiori consorzi italiani. Della comunicazione del Trento DOC è interessante lo stimolo rivolto alla community attraverso hashtag dedicati, che permettono di creare un racconto collettivo del vino, intrecciando storia e territorio.

Altrettanto articolata, ricca ed internazionale è la comunicazione del Prosecco DOC, che propone un glossario a clienti ed appassionati che possono, così, imparare qualcosa in più. Si tratta di un canale non solo di ispirazione e promozione, ma anche educational.

Infine, dello Schioppettino di Prepotto abbiamo apprezzato il branding che, partendo da un vino dimenticato, ha messo al centro della comunicazione il legame tra produzione e regionalità. Lo stile fresco ed efficace è il primo step per costruire, poi, una campagna pubblicitaria articolata.

I numeri del vino “social”

Approfittiamo per osservare anche qualche numero a proposito di cantine, viticoltori e presenza sui social network. Secondo una ricerca realizzata da OmnicomGroup, le maggiori aziende del settore wine in Italia utilizzano con costanza i social e, in particolare, Facebook, Instagram, YouTube e Twitter, sebbene questi ultimi due non sembrino particolarmente funzionali alla promozione della cultura del vino.

Facebook è ancora il canale presidiato con più costanza: l’82% delle cantine pubblica nuovi contenuti ogni settimana, mentre su YouTube il 36% del campione analizzato non carica video promozionali da oltre 6 mesi. Il 90% delle cantine italiane ha un sito web, ma ancora poche sfruttano l’e-commerce.

12 cantine da cui farsi ispirare

Ma veniamo alle 12 cantine da cui trarre ispirazione. Perché le abbiamo scelte? Ci hanno colpito per l’eleganza, la struttura e la completezza della comunicazione. In ciascun caso, già il sito internet di riferimento è facile da trovare e user friendly. I social sono piccole chicche che presentano contenuti originali, esteticamente belli e coerenti con il messaggio globale.

In tutti questi siti web troviamo un bilanciamento interessante tra estetica e funzionalità. L’esperienza dell’utente è guidata in maniera chiara ed immediata: chi approda qui trova facilmente quello che sta cercando: qual è la storia della cantina, dove si trova, dove acquistare.

Colpisce, poi, l’attenzione posta all‘identità visiva. Pensiamo, per esempio, al sito de La Tognazza, che presenta una scelta visual ispirata al mondo del fumetto, decisamente inusuale per questa categoria di prodotto. Eppure il sito è in piena armonia e continuità con le etichette e quello che il consumatore trova a tavola. In questo modo, è anche più probabile ricordare il brand.

In altri casi, come nel sito della Tenuta Mastro Janni, sono le fotografie ad essere protagoniste di una comunicazione che è orientata a valorizzare il legame tra vino e territorio. Questo aspetto è un elemento che accomuna moltissime realtà vitivinicole in tutta Italia e che può essere reso più o meno protagonista. L’approccio attraverso il quale le cantine citate hanno scelto di farlo è un esempio utile sia per osservare modi diversi di mostrare lo stesso territorio, sia per imparare che mostrare un vigneto non significhi mettere in secondo piano la propria identità.

Infine, ultimo aspetto curioso è la multimedialità. Abbiamo notato sui vari siti presi in esame video promozionali e video interviste che tengono conto di un trend riconosciuto. Questi mezzi non devono essere inseriti in maniera forzata nella propria comunicazione, ma possono trovare un solo spazio all’interno del sito, rafforzando ancora una volta la propria identità e mostrando chi siano le persone dietro all’etichetta. Fattore di sicuro successo!

 

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