Coronavirus: le iniziative benefiche in Italia

Grandi realtà industriali, istituti bancari, associazioni e privati sono scesi in campo per sostenere ospedali, regioni e personale sanitario, messi a dura prova dalla pandemia di Coronavirus. Le iniziative benefiche sono tante, così come le raccolte fondi: eccone alcune, partendo da quelle verificate e aggregate da Italia non Profit, il motore di ricerca del terzo settore.

Donare alle strutture ospedaliere: le campagne verificate da Italia non Profit

Sul sito di Italia non Profit si trova una pagina dedicata alle donazioni a sostegno del sistema sanitario. Le raccolte fondi sono verificate dai volontari di Assif, Associazione Italiana Fundraiser, che sostiene questa iniziativa assieme alla stessa Italia non profit, la più grande community digitale del terzo settore italiano.

Ogni campagna rispetta i requisiti stabiliti dall’associazione per quanto riguarda l’attendibilità e la completezza. È promossa direttamente da un ospedale, anche tramite la sua Fondazione ufficiale, oppure da soggetti terzi autorizzati. I beneficiari sono sempre l’ospedale o la Fondazione.

Tra le strutture ci sono l’Ospedale San Raffaele di Milano, il Sant’Orsola di Bologna, l’INMI Lazzaro Spallanzani e il Policlinico Gemelli di Roma, l’Asl Frosinone, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa. Sul sito, inoltre, è possibile segnalare altre campagne di raccolta fondi.

Il fondo istituito dall’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme con la Fondazione Nazioni Unite e Swiss Philantropy Foundation, ha lanciato Solidarity response fund. Cittadini, aziende ed istituzioni possono dare il loro contributo attraverso il sito ufficiale o la pagina Facebook. Si tratta del primo fondo di questo genere e le donazioni sono destinate a vari obiettivi: dalla raccolta dati, al potenziamento dei reparti di terapia intensiva e allo sviluppo di vaccini.

Coronavirus: altre iniziative benefiche

Diversi gruppi industriali che lavorano in ambito farmaceutico e medico hanno intrapreso iniziative di solidarietà, tramite donazioni di denaro, farmaci e altre forniture mediche. Tra questi, Angelini, Novartis, Menarini, il gruppo Bracco, Lloyds Farmacia. 

In tutta Italia la solidarietà e gli aiuti al personale medico ed infermieristico sono tanti e arrivano dai più svariati settori. Alcune società di affitti, come The Best Rent e CleanBnB, per esempio, hanno messo a disposizione delle squadre d’emergenza appartamenti a Milano e in altre città colpite, a titolo gratuito. I volontari selezionati “Medici per Covid”, la task force costituita dalla Protezione Civile a supporto della aree in difficoltà, possono, inoltre, viaggiare gratuitamente sui treni di Trenitalia, per iniziativa del gruppo FS Italiane.  

Per facilitare la riconversione produttiva di alcune industrie, infine, UNI, l’Ente Italiano di Normazione, ha reso liberamente scaricabili le norme tecniche per maschere filtranti, guanti e occhiali protettivi, indumenti e teli chirurgici.

Le donazioni delle banche

La Banca d’Italia sostiene con contributi straordinari, oltre 20 milioni di euro, alcune strutture del territorio nazionale, come l’INMI Spallanzani, l’Istituto Superiore di Sanità, la Regione Campania, così come alcune città particolarmente colpite dal Coronavirus.

Molti gruppi bancari e assicurativi hanno fornito il loro sostegno attraverso donazioni. Tra questi, Unipol, tramite UnipolSai Assicurazioni, ha destinato oltre 20 milioni di euro distribuiti alle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e altri 11 milioni alla Protezione civile. Banca Carige sostiene la Liguria con 150mila euro; UniCredit ha donato 360mila euro alla Croce Rossa Italiana.

Banca Sella ha messo a disposizione fondi per l’acquisto di dispositivi digitali per smartworking e scuola a distanza. Anche Intesa Sanpaolo si è mossa in favore delle strutture sanitarie e, inoltre, ha istituito un fondo destinato alla ricerca sul Covid-19. Molte altre organizzazioni, come Ubi Banca, hanno disposto finanziamenti per le attività commerciali.

Gruppi industriali, aziende e altre realtà

Restare informati e fare riferimento a fonti attendibili è uno dei consigli che arriva da più fronti. E le iniziative benefiche sono volte anche a questo. Per esempio, Altroconsumo, che ha donato 100mila euro all’Ospedale Niguarda di Milano, ha messo a disposizione dei cittadini un team di esperti per rispondere a quesiti di vario genere. Un’idea simile a quella dalla testata giornalistica Osservatorio Malattie Rare (OMaR).

A sostegno dei presidi ospedalieri, invece, la raccolta fondi “Un respiro per“, lanciata da FiordiRisorse con il supporto di Banca Etica.

Dalla ristorazione all’ospitalità

Coop, Anci (Associazione dei Comuni italiani) e Protezione Civile hanno siglato un protocollo d’intesa sulla spesa a domicilio. Le persone “non autosufficienti o in condizioni tali da non poter uscire da casa” e impegnate in servizi di emergenza possono beneficiare gratuitamente del servizio di Coop.

Nutribees è uno dei servizi di food delivery che devolve parte del ricavato di ogni ordine all’ospedale Sacco di Milano; alcune realtà offrono invece gratuitamente pranzi e cene in consegna per il personale ospedaliero, come MiScusi. Api Ip, invece, dona carte carburante ai lavoratori sanitari che fronteggiano il Coronavirus allo Spallanzani di Roma, al San Raffaele di Milano e al Giovanni XXIII di Bergamo.

Da segnalare, infine, l’iniziativa annunciata da Coldiretti. Nelle province di Bergamo, Brescia, Milano, Mantova, Pavia e Sondrio, gli agriturismi di Campagna Amica sono a disposizione per accogliere le persone dimesse dagli ospedali dopo la guarigione dal Coronavirus. I convalescenti potranno trascorrere in queste strutture l’ulteriore periodo di isolamento a scopo precauzionale.

 

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