Design Thinking e Design Sprint: che cosa sono?

Cos’è e come funziona il Design Thinking? Che differenza c’è tra Design Thinkint e Design Sprint? Che strumenti e che tipo di approccio bisogna avere per applicare con successo queste strategie? In questo articolo, cercheremo di fare chiarezza e di individuare le caratteristiche e le differenze tra Design Thinking e Design Sprint. Si tratta di due approcci efficaci in moltissimi casi: per costruire un progetto da zero, come una startup, per affinare la propria brand identity, per concepire una nuova campagna pubblicitaria, ma anche per modificare o migliorare un prodotto già esistente. Gli ambiti di applicazione sono infiniti! Infatti, il Design Thinking e il Design Sprint, non sono solo delle nuove tecniche per concepire idee creative, ma un vero e proprio modo di pensare e di risolvere problemi.

Il Design Thinking

Partiamo dall’origine, il Design Thinking. Questo approccio verte sulla capacità umana di risolvere problemi attraverso visioni e soluzioni creative. Il Design Thinking nasce principalmente negli studi di design e nelle agenzie creative, ma può essere utilizzato anche in altri settori. Perché si utilizza questo approccio?

Nello scenario odierno, la trasformazione digitale ha aumentato l’uso della metodologia del Design Thinking per risolvere problemi all’interno dell’ambiente web. La presenza di un brand, all’interno dell’ambiente digitale oggi è importante. Per questo, il servizio di monitoraggio web de L’Eco della Stampa favorisce una raccolta di dati, che permettono di sviluppare una strategia di comunicazione consapevole. A partire da queste fondamenta, un approccio come quello del Design Sprint, risulta efficace per attuare progetti e risolvere problemi di diversa natura.

Design Sprint: una metodologia di Google

Design Thinking; Design Sprint; creatività; comunicazione; problem solving; brainstorming; risolvere problemi

La metodologia del Design Sprint proposta da Google ha permesso di generare uno strumento simile al Design Thinking, principalmente però a supporto di progetti di natura digitale.

Questo nuovo metodo nasce nei primi mesi del 2016, facendo leva su alcune caratteristiche chiave del Design Thinking. Il Design Sprint, è stato denominato così da Jake Knapp, autore del famoso libro “Sprint”. Nuove esperienze digitali, crescita di startup nell’ambito digitale, sono tutte situazioni in cui l’applicazione di questa metodologia risulta vincente. In questa metodologia rimangono dei principi di fondo del Design Thinking, come la componente creativa. Detto questo, vediamo come viene sviluppato nel dettaglio un progetto di Design Sprint.

Come funziona?

Questo approccio consiste nella creazione e nella partecipazione ad una serie di workshop. Queste attività permettono di creare e convalidare nuove idee, spunti o prodotti, ma anche migliorare quelli già esistenti. La durata di un progetto di Design Sprint, con tutte le sue attività, si svolge in pochi giorni di lavoro, solitamente una settimana.

Lego, AirbnbUberZalandoFacebook e tante altre realtà, adottano questa metodologia già da molti anni. Inoltre, ultimamente, anche piccole realtà sembrano sempre più interessate, molte già hanno tratto giovamento da questo metodo. I workshop hanno come obiettivo quello di accendere la creatività necessaria per risolvere questioni legate ai processi produttivi, organizzazione aziendale e strategie branding.

Design Sprint e Design Thinking: creatività e cose in comune

Design Thinking; Design Sprint; creatività; comunicazione; problem solving; brainstorming; risolvere problemi

Sia il Design Sprint che il Design Thinking poggiano le proprie basi sul principio fondamentale della creatività. In particolare, facendo fede alla capacità delle persone partecipanti al processo di essere e mostrarsi creative

Non a caso, durante un progetto di questo tipo, troverete strumenti e metodi mirati proprio alla generazioni di idee, come il fantasioso: How Might We oppure il Crazy’s 8. Due esempi giocosi ma molto efficaci nella costruzione di scenari ipotetici che favoriscono la creatività.

In particolare, il Design Sprint, incentiva una visione critica. In questo caso infatti si prevede un numero di sessioni maggiori dedicate alla riflessione individuale, cosa che non sempre accade in larga parte nell’ambito del Design Thinking.

Il secondo aspetto che accomuna queste due metodologie è il ruolo svolto dalla componente di prototipazione. Infatti, il Design Thinking e il Design Sprint, non definiscono solamente i passi necessari per poter immaginare un’idea creativa o una soluzione. Grazie a questi metodi, il team di lavoro, partecipa per produrre un’idea il più pratica e concreta possibile. Ecco perché diventa importante la realizzazione di un vero e proprio prototipo.

Nel caso del Design Thinking parliamo di roadmap con passaggi precisi in cui si individua come verrà sviluppata e messa in pratica la soluzione. Nel Design Sprint parliamo di prototipi digitali più concreti e, quasi, funzionanti.

Le differenze

Vediamo ora le differenze tra i due metodi, come ad esempio il ruolo dell’utente nei due processi. Il Design Sprint nasce spesso da una sfida che è interna all’azienda. Il Design Thinking, più spesso, nasce dalla necessità di osservare i bisogni e risolvere i problemi degli utenti finali. Uno strumento molto utilizzato nel Design Thinking sono le ricerche etnografiche. Il Design Sprint, invece, preferisce strumenti come l’AB test.

Un’altra differenza è sicuramente la durata dei due approcci. Un progetto di Design Thinking ha una durata variabile, che va da giorni a mesi, addirittura anni. Un progetto di Design Sprinti ha una durata che viene più spesso definita nell’arco di 5 giorni lavorativi

Questa differenza ovviamente ha una ripercussione sulla dinamica utilizzata. Da una parte il Design Thinking prevede fasi di “divergeza” più ampia, in cui vengono generate innumerevoli idee a ruota libera, veri e propri momenti di brainstorming. Nel Design Sprint, viene data più importanza alla fase di “convergenza”, presente nella maggior parte dei giorni dedicati al progetto. In questo caso, i momenti decisionali hanno dunque una maggiore enfasi.

Entrambi gli approcci, prevedono un momento di aumento del potenziale del successo, andando a valutare i pro e i contro della soluzione trovata. Questo momento avviene per il Design Thinking a distanza di tempo, in modo che l’idea possa essersi sedimentata. Nel Design Sprint questa fase invece avviene direttamente l’ultimo giorno del processo.

 

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