Digital detox per i professionisti della comunicazione

E-mail, WhatsApp, Teams, social media, Zoom call ecc.: le giornate di una o un professionista nell’ambito della comunicazione oggi sono costellate da strumenti digitali. E in questo turbinio tecnologico è importante preservare il proprio capitale intellettuale. In particolare la capacità di produrre idee e di avere focus nelle attività da svolgere. In questo articolo parliamo di digital detox e sane abitudini digitali per funzionare al meglio da un punto di vista cognitivo.

Capacità cognitive per il business: focus e pensiero creativo

Le professioniste e i professionisti dell’ambito della comunicazione hanno la necessità di mantenere e allenare due capacità cognitive fondamentali: focus e pensiero creativo. La prima permette di ottimizzare le proprie energie mentali lavorando in modo preciso e attento. La seconda aiuta nella scoperta di nuove idee e nella progettazione e creazione di contenuti.

Entrambe queste capacità rischiano di essere compromesse dalle proprie abitudini digitali in quanto trascorrere le giornate bombardati da notifiche, news dell’ultimo minuto e aggiornamenti continui porta il cervello ad uno stato di sovraccarico che abbassa lucidità e performance.

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Gloria Mark, professoressa dell’Università della California, ci dice che in media i knowledge workers riescono a stare focalizzati su un task mentre lavorano al pc per circa 40 secondi. Insomma, un tempo che non può permettere di affrontare in modo adeguato la maggior parte delle attività. Eppure, ci troviamo in un mondo che continua a frammentare la nostra attenzione.

Lo sviluppo del pensiero creativo è legato a momenti di vuoto in cui lasciamo sedimentare l’enorme quantità di informazioni captata per permettere al nostro cervello di creare connessioni appunto creative. E questo vuoto è puntualmente minato dal digitale che ci porta a riempire di contenuti, scroll, like, condivisioni e letture a spizzichi e bocconi ogni minuto che avremmo libero.

La risposta per i professionisti del settore

Dunque, cosa fare in questo contesto? Un’esperienza digital detox. Ossia dedicarsi dei giorni per staccare completamente dalla tecnologia e farlo per poter individuare strategie che permettano di usare in modo sano il digitale una volta rientrati nella propria routine. 

A tal proposito, io organizzo esperienze di questo tipo dal 2017 e tra i partecipanti c’è sempre qualche professionista che lavora nell’ufficio stampa, marketing e comunicazione in generale. Questo proprio perché si tratta di una tipologia di lavori che risentono particolarmente del sovraccarico informativo legato al digitale in cui oggi siamo tutti immersi. 

Pensiamo per esempio al lavoro degli Uffici Stampa, che veicolano un flusso di informazioni cruciali per i brand verso la propria sfera dirigenziale. E al ruolo in particolare dei Responsabili o Addetti Stampa che pianificano strategie, coordinano il lavoro del team, progettano, gestiscono imprevisti e valutano i risultati della comunicazione. L’impiego di strumenti digitali come ad esempio le soluzioni de L’Eco della Stampa è imprescindibile in questi casi. 

Un allontanamento netto rispetto al mondo digital può sembrare controproducente ma in realtà, al fine di preservare il benessere della persona, risulta necessario. È qui che la soluzione del digital detox assume le sue connotazioni più limpide: una disintossicazione per riequilibrare le capacità di concentrazione e pensiero creativo

Energy Boost, il prossimo appuntamento di digital detox in Kenya

La prossima esperienza digital detox sarà dal 10 al 18 marzo 2023 in Kenya.

Il tema del retreat è Energy Boost proprio perché, grazie alla natura selvaggia del territorio, useremo quel tempo e spazio per ricaricare le nostre batterie.

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Cosa faremo durante la settimana?

Ricordandoci che l’obiettivo di questo retreat è di resettare e rinnovare e intercettare nuovi stimoli in favore di una crescita del nostro focus e pensiero creativo, ci diletteremo tra yoga, mindfulness, workshop di benessere digitale e poi ovviamente andremo alla scoperta del territorio. Il tutto inizierà con la cerimonia di consegna del proprio cellulare per immergersi in una dimensione totalmente nuova oggigiorno. Riporto qui l’esperienza di una giornalista che ha partecipato al retreat dello scorso agosto 2022 e racconta la sua esperienza.

I benefici di un’esperienza di questo tipo?

Staccare dalla quotidianità per avere l’occasione di osservarsi e analizzare quali abitudini digitali vogliamo mantenere e quali lasciare andare. Il tutto rivolto al nostro benessere e alla nostra efficacia. È vero che ognuno potrebbe farsi un digital detox da sé, ma nella mia esperienza, finché qualcuno non ci ritira pc e cellulare, sarà difficile che riusciremo a farlo facendo appello solo alla nostra forza di volontà. In ogni caso invito tutte e tutti a sperimentare una qualche forma di disconnessione dal digitale, ogni tanto! 

Monica Bormetti
Psicologa del lavoro, fondatrice di SmartBreak.it, progetto che dal 2017 promuove un uso consapevole del digitale. Autrice di #Egophonia, gli smartphone fra noi e la vita (Hoepli). Co-fondatrice di YogaDigitalDetox.com. 

 

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