Diritto d’autore: l’equo compenso regolamenta anche il media monitoring

Grazie al ruolo di AGCOM, il rapporto tra editori e imprese di media monitoring diventa trasparente

Con l’approvazione in via definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del 4 novembre scorso del Decreto legislativo che recepisce la Direttiva Europea 2019/790 sul “Diritto d’autore e diritti connessi nel mercato unico digitale”, anche l’Italia ha uno strumento regolatorio su diritto d’autore e copyright. Tra le tante novità virtuose, il decreto legislativo riconosce la piena legittimità delle società di media monitoring e l’importanza della loro attività all’interno del settore editoriale.

La norma, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vara il concetto dell’equo compenso a favore degli editori e si sviluppa in modo da tutelare tutte le parti che saranno coinvolte nella fase di negoziazione dello stesso per quanto riguarda l’utilizzo dei contenuti.

L’individuazione poi in AGCOM dell’arbitro super partes per la definizione di un equo compenso e regolamentazione dei rapporti tra editori e imprese di media monitoring è la conferma del percorso già intrapreso da L’Eco della Stampa.

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L’Eco della Stampa, prima impresa di Media Monitoring italiana

Come siamo arrivati qui

È stato un percorso non facile, partito da lontano e che ha prodotto risultati concreti già nel 2020 grazie agli accordi stipulati con editori e fornitori di contenuti giornalistici, come ad esempio l’accordo con Promopress, società di servizi della FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, cui aderiscono 64 Aziende editoriali con 381 testate, firmato da L’Eco della Stampa il 20 novembre 2020.

La funzione regolamentare ed arbitrale attribuita ad AGCOM garantisce ora una trasparente e solida collaborazione tra tutti gli attori interessati, a vario titolo, alle rassegne stampa: clienti pubblici e privati, editori e imprese di media monitoring. Proprio quello che L’Eco della Stampa auspicava da tempo.

Prossimi step importanti

Entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevista nei prossimi giorni, e quindi dell’entrata in vigore del Decreto, L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, emanerà un Regolamento in cui saranno definiti i criteri per l’equo compenso.

Questi criteri che terranno in considerazione vari elementi tra cui – per esempio – gli anni di attività e la rilevanza degli editori, il numero di giornalisti impiegati (che potranno ricevere minime percentuali dell’equo compenso attraverso accordi collettivi), i costi sostenuti per gli investimenti tecnologici.

L’equo compenso sarà deciso grazie a un accordo tra le parti che, se non troveranno un accordo, potranno rivolgersi all’AGCOM, che interverrà indicando il quantum facendo riferimento ai criteri del Regolamento emanato.

Il decreto prevede anche la possibilità di ricorrere alla giustizia ordinaria nel caso non fosse accettata la proposta “di ufficio” dell’equo compenso dell’Autorità. Ma al di là di quelle che potranno essere le aspettative dei vari attori del settore, finalmente c’è una legge che mette fine al Far West delle interpretazioni sul diritto d’autore.

 

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