Donne e denaro, l’emancipazione finanziaria comincia in Rete

In Italia il 37% delle donne non possiede un conto corrente. La percentuale cresce, fino a raggiungere il 100%, per le donne che hanno un livello culturale basso e si servono del conto del marito. Il dato, sconcertante, emerge da una ricerca condotta da Episteme e pubblicata con il titolo “Le donne e la gestione familiare”.

È naturale domandarsi se nel nostro Paese le donne non gestiscano il denaro perché non ne guadagnano, per motivi culturali, per entrambe le ragioni.

Le colpe della pandemia e della cultura

A causa della pandemia, in Italia hanno perso il lavoro 800 mila persone, di cui 447 mila donne. A ciò si aggiunga che, nell’ultimo anno, si sono dimesse 37 mila neo-mamme, a fronte di 14 mila neo-papà.

Questi dati, recentissimi, vanno ad innestarsi su una tendenza ormai consolidata. Nel 2019, prima dell’emergenza sanitaria, l’Istat fotografava questa situazione: le donne in Italia guadagnano, in media, 3 mila euro in meno all’anno rispetto ai colleghi maschi. Costrette spesso a richiedere il part-time, per il 73,2% dei casi, hanno un reddito pari al 59,6% di quello maschile. Gli effetti della disparità si registrano a lungo termine: le pensioni delle donne italiane sono inferiori del 36% a quelle degli uomini.

Bisogna correre ai ripari. Da dove cominciare? Senza dubbio, dall’educazione finanziaria. Sono diverse, in Rete, le iniziative per l’emancipazione economica della donna.

A scuola da BPM e Feduf

Feduf – la Fondazione per l’educazione finanziaria – e Banco BPM hanno avviato una collaborazione per realizzare un percorso che si intitola “Il denaro con gli occhi delle donne”. L’obiettivo del progetto risiede nell’alfabetizzazione finanziaria, ma anche nella creazione di un empowerment finanziario rivolto alle donne.

Donne che aiutano le donne sul Web

Anche Soroptimist International d’Italia ha varato un progetto educativo per le donne. Dopo una serie di incontri online con le formatrici, alla fine di gennaio, in streaming, si è svolto un importante convegno nelle Marche. Durante i lavori, Laura Zuccarino, vice direttore di Banca d’Italia Ancona, ha fatto notare come etica e finanza sembrino inconciliabili. “La prima evoca comportamenti corretti – ha incalzato Zuccarino – mentre la seconda ricorda la spregiudicatezza dei lupi di Wall Street. Eppure etica e finanza possono convivere, trovare un equilibrio. E l’educazione finanziaria delle donne, che hanno un ruolo importante nella famiglia e nella società, può migliorare le condizioni di vita di tutti”.

Laura Zuccarino

Banca d’Italia per il benessere femminile

Si chiama “L’Economia per tutti” il portale di Banca d’Italia per diffondere cultura finanziaria. Il 22 aprile, in occasione della Giornata nazionale della salute femminile, è stata lanciata una campagna per il benessere finanziario della donna. Un’intera settimana è stata dedicata a webinar informativi e, da remoto, le utenti hanno potuto apprendere notizie nei settori sanitario ed economico. “Più consapevoli, più indipendenti, più in salute!”. All’insegna di questo slogan è possibile continuare a seguire corsi e leggere articoli che Banca d’Italia diffonde anche attraverso YouTube, Twitter, LinkedIn.

L’educazione in classe

Video ed esercizi sui concetti di base di economia e finanza si trovano su Redooc. L’Advisory Board di redooc.com è composto da docenti, studenti e genitori appassionati di educazione. Chiara Burberi, fondatrice della piattaforma digitale, è convinta che la trasformazione dell’economia e l’emancipazione finanziaria della donna debbano partire dalla scuola. Per questo il 27 aprile, in diretta su Facebook e YouTube, si è svolto il webinar “ABC dell’educazione finanziaria”. Tutti e particolarmente gli insegnanti che vogliano conoscere iniziative future possono scrivere a scuola@redooc.com per visionare il calendario.

Chiara Burberi

Propone giochi online il portale di Consob. Si possono simulare investimenti, tra rischi e possibilità di guadagno. Poste Italiane, invece, ha un sito con tanto di glossario e percorsi didattici in videopillole.

La piattaforma ministeriale

Tra gli strumenti istituzionali, “Quello che conta” è il portale gestito dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito nel 2017 dal ministero dell’Economia di concerto con il ministero dell’Istruzione. Qui si trova di tutto, da un’agenda degli eventi ad articoli, grafici, interventi autorevoli.

La fragilità finanziaria della donna, su questa piattaforma, emerge dai risultati di diverse ricerche. Mentre gli uomini appaiono disposti a rischiare nelle decisioni, oltre il 40% delle donne risulta affetto da ansia finanziaria.

La pandemia ha fatto cambiare gli obiettivi femminili di medio e lungo periodo ed ha minato la resilienza finanziaria: quasi il 40% delle donne oggi non riesce a sostenere una spesa imprevista di 2 mila euro, contro il 26% degli uomini.

Ma il dato più preoccupante, ancora una volta, riguarda l’ignoranza in materia: ultime della classe in alfabetizzazione finanziaria sono le studentesse! E solo in Italia il gender gap nasce molto presto, proprio tra i teenager.

Investire nell’educazione finanziaria delle donne, allora, è fondamentale per la ripresa del Paese.

 

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