Editoria online, il progetto formativo EDIGHO di Maddalena Mariani

Il mondo dell’editoria e, in generale, quello della scrittura su commissione, possono essere spaesanti per chiunque voglia farne parte senza sapere da dove iniziare.

Quando si decide di intraprendere la carriera dell’editor, sono tante le domande che ci si pone a priori. Fortunatamente, la editor, ghostwriter e formatrice Maddalena Mariani ha creato una community per confrontarsi tra professionisti del settore e rispondere ai quesiti più frequenti, attraverso percorsi di approfondimento.

Si tratta di EDIGHO, un nuovissimo progetto legato all’universo editoriale, ma non solo: abbiamo incontrato la fondatrice per capire nel dettaglio di cosa si tratti e di come sia nata la brillante idea.

Prima di tutto, vorremmo sapere qualcosa di te, delle tue esperienze e della tua professione attuale.

“Questa è sempre la domanda più difficile! Cosa dire di me? Che sono un’imprenditrice digitale e nomade. Ho creato, cioè, un’azienda fluida, completamente remote based e, da qualche anno, giro il mondo mentre faccio crescere il mio business.

Attraverso la mia società porto avanti tre progetti. Un’agenzia di servizi editoriali rivolta agli autori di fiction, un’agenzia di scrittura su commissione per imprenditori e professionisti che vogliano comunicare la loro professionalità attraverso un libro e un’accademia di formazione per aspiranti professionisti editoriali”.

Maddalena Mariani

Come è nata la passione per il mondo dell’editoria?

“Credo sia nato tutto quando, nella biblioteca buia e mal fornita del piccolo paese ligure in cui vivevo ai tempi, presi in mano un volume più pesante di me e iniziai a leggere le prime righe. Era Verne, Il giro del mondo in 80 giorni. Da quel momento, più o meno coscientemente, mi sono mossa in quella direzione: la direzione che mi avrebbe permesso di passare ogni mia giornata con la testa china sui libri!

Ho iniziato con l’articolismo generico. Dopo un paio d’anni e scarse soddisfazioni (economiche e professionali), ho capito che per essere davvero felice avrei dovuto prendere coraggio e dedicarmi esclusivamente alla mia vera passione: l’editoria. E così ho fatto!”.

Parliamo di EDIGHO: di cosa si tratta e com’è nata l’idea di realizzare questo progetto?

EDIGHO è il punto di riferimento italiano per gli aspiranti professionisti editoriali. O, almeno, questo è l’obiettivo. Tutto è cominciato dalla mia voglia di fare parte di una comunità che parlasse la mia stessa lingua. Una comunità i cui membri fossero capaci di pensare all’editoria come un qualcosa di vivo, di attivo, e non solo come «ad un settore in crisi». Avevo voglia di parlare di libri, di professioni editoriali. E avevo voglia di essere d’aiuto a chi, come me, nella vita non ha mai desiderato fare altro che correggere e scrivere libri.

Il progetto è agli inizi (siamo partiti ad agosto 2020), ma la risposta è stata incredibile e i risultati ottenuti sconvolgenti:

  • il gruppo Facebook di EDIGHO, la community, la piazza, ha raggiunto e superato i 1.700 membri;
  • ogni giorno nascono nuove interessanti discussioni circa l’editoria, gli eventi letterari, le questioni editoriali;
  • i primi corsi (uno di introduzione, uno premium) proposti dalla scuola di formazione contano già più di 300 allievi, coraggiosi di intraprendere un percorso innovativo e fuori dagli schemi;
  • i feedback ricevuti e il senso comunitario che si sta creando sono così belli, veri e spontanei da far venire le lacrime agli occhi. La vera soddisfazione sta nel fatto che tutti si sentono finalmente compresi e motivati.

E per il 2021 abbiamo in serbo una lunga serie di novità. Progetti mai visti, che vogliono portare i membri della community a raggiungere i propri obiettivi”.

EDIGHO di Maddalena Mariani

Anche la novità “EDIGHO News” è un’utilissima iniziativa: vuoi spiegarci qualcosa in merito?

“EDIGHO News è una rubrica settimanale riservata ai membri del gruppo Facebook. Ogni martedì, io e il mio staff proponiamo le notizie più interessanti relative al mondo dell’editoria e cerchiamo di stimolare una discussione. La community sta rispondendo molto bene a questa iniziativa che, piccolo spoiler, si prepara a diventare presto qualcosa di più grande!”.

Quali sono le qualità che un bravo editor deve avere per svolgere questo lavoro?

“Dando per scontate le abilità tecniche, direi: istinto, empatia, pazienza. Aggiungo anche una grande capacità di riconoscere i limiti: i propri, quelli dell’autore, quelli del testo. Un bravo editor è colui che riesce a rispettare il tono e lo stile dell’autore anche quando rivoluziona la struttura narrativa (o scrive un testo da zero, su commissione)”.

E quali sono, invece, i segnali che dovrebbero scoraggiare qualcuno dal fare questo mestiere?

“Supponenza, fretta, arroganza, scarsa motivazione. Questo è, per chi lo ama, il mestiere più bello del mondo. Eppure la concorrenza è spietata, per impararne i segreti ci vuole tempo, trattare con i clienti è difficile, è difficile farsi rispettare e imparare dai propri errori… Chi sottovaluta le professioni editoriali, o sopravvaluta se stesso, è destinato a fallire”.

Come si entra nel mondo della scrittura su commissione?

“Direi che non è un mondo in cui «si entra», quanto più un mondo che si può creare. Io, almeno, ho fatto così (ed è questo che insegno ai miei allievi).

Quello del ghostwriter (o scrittore ombra, o scrittore fantasma) è un mestiere incredibilmente divertente e incredibilmente complicato: come un attore, il professionista deve calarsi nei panni del suo committente, recitarne la parte, mimarne lo stile e il tono. E non è semplice «farsi da parte», rendersi invisibili. Come non è semplice non essere riconosciuti in pubblica piazza per il proprio contributo. Eppure… che spasso!”.

La copertina del gruppo Facebook di EDIGHO

Hai qualche considerazione sulla situazione attuale dell’editoria?

“Dicono tutti che l’editoria è morta o che poco ci manchi. Molti pensano che di editoria non si possa vivere. Sento tanta gente dire che le persone non leggono, che i libri pubblicati ormai fanno pietà e che riesce a farsi pubblicare solo chi ha «le mani in pasta». Forse. Io preferisco vedere le cose da un altro punto di vista.

L’auto-pubblicazione ha aperto le porte a chiunque: basta una manciata di click per pubblicare la propria «opera» su Amazon. Non costa nulla, non serve l’approvazione di nessuno. Risultato? La maggior parte degli auto-pubblicati ignora i processi della filiera editoriale, ne snobba i professionisti e noi ci troviamo con un mercato sporco, pieno di libretti mal scritti, mal stampati, mal comunicati. E poi ci sono le librerie in ginocchio. C’è un pubblico che deve riscoprire la magia della lettura.

C’è un gran lavoro da fare! Ci sono infinite possibilità per migliorare le cose, infinite azioni concrete per dare il nostro contributo e ritagliarci uno spazio in questo mondo. Prima, però, bisogna studiare e fare pratica”.

Esiste qualche regola d’oro per riuscire a far entrare e a gestire le proprie collaborazioni? E soprattutto, c’è un numero “giusto” di collaborazioni?

“Il numero giusto di collaborazioni è quello che si riesce a gestire con rilassatezza. Anche io ho commesso l’errore di «riempirmi di clienti». Il lavoro cresceva ed io, avidamente, non volevo perdere nemmeno un’occasione. Poi, però, mi sono accorta che le cose non stavano andando come avevo previsto: iniziavano le lamentele, aumentavano i refusi, io ero sempre più stanca. La soluzione? Alzare le tariffe, selezionare i clienti all’ingresso, imporre le proprie regole”.

Sappiamo che recentemente hai partecipato al meetup virtuale “Nomadi Digitali Italiani”: raccontaci com’è andata.

“Si è trattato del primo esperimento digitale della community, la traduzione virtuale di un evento molto caro al gruppo Nomadi Digitali Italiani. Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare come sponsor e nel mio stand virtuale ho accolto chi volesse saperne di più sulle professioni editoriali e sul nomadismo digitale. È stata una bellissima esperienza, che so si ripeterà molto presto: ci sarò!”.

Nomadi Digitali Italiani

Ultima domanda: basandoti sia sulle tue esperienze personali, sia sulle tue conoscenze, cosa consiglieresti a chiunque volesse diventare un editor?

“Parlo direttamente a te, aspirante professionista editoriale: chiediti se è veramente questo che vuoi per te, per la tua carriera, per il tuo futuro.
Sì, lo so, i libri sono una cosa bellissima… ma il lavoro è una cosa seria! C’è tanto da studiare (e non solo sull’editoria), c’è tanto da sbagliare. Inizia facendoti le giuste domande:

  • vuoi lavorare per una casa editrice o vuoi essere indipendente?
  • preferisci la narrativa o la saggistica?
  • aspiri a girare il mondo o a trovare la stabilità?

Solo quando avrai risposto a queste domande (e a molte altre), sarai davvero in grado di tracciare il tuo percorso”.

Ringraziamo Maddalena Mariani per l’intervista e auguriamo a tutti gli aspiranti professionisti del mondo dell’editoria di avere la stessa pazienza, costanza e determinazione di questa editor!

 

Articoli correlati

camilleri montalbano

Il miracolo (editoriale) di Camilleri

Editoria e Stampa, Giornalismo

Facebook Journalism Project: il colosso social tende la mano all’editoria

Digital Marketing, Editoria e Stampa, Giornalismo, Informatica, Social Media Monitoring
Torna su