Essere inclusivi sui social per i brand – Consigli per comunicare

Essere inclusivi sui social oggi è di fondamentale importanza per le aziende, in un mondo sempre più attento ai diritti individuali e alla tutela delle persone e della community. In questo scenario i brand sono chiamati a fare la loro parte e creare una comunicazione in grado di contribuire alla costruzione di un mondo più friendly.

I consumatori sono molto attenti e preferiscono i brand che riescono ad essere inclusivi, parlando ad un pubblico sempre più vasto e dimostrando nel concreto di avere a cuore determinate problematiche sensibili alla community.

Le aziende dovrebbero realizzare contenuti pensati per essere accessibili e permettere a tutti i componenti del loro pubblico di consumatori di riconoscersi e identificarsi.

Quanto conta essere inclusivi?

Comunicare vuol dire, anche indirettamente, riflettere i valori di un’azienda, e grazie ad un linguaggio inclusivo si esprime una maggior sensibilità verso tematiche importanti. Usare un linguaggio corretto ed inclusivo è essenziale per avvicinare un pubblico più ampio e consapevole.

Il modo di veicolare messaggi permette di esibire e condividere con il pubblico i valori e le scelte di un’azienda. Essere inclusivi nel modo in cui si comunica non è semplice. Richiede uno sforzo empatico e la capacità di immedesimarsi nei confronti dei consumatori, e capire che sono in primis persone. Utilizzare un linguaggio inclusivo evita di compiere discriminazioni e permettere di rivolgersi ad una community più ampia di persone, e consumatori.

La comunicazione inclusiva, chiaramente, si esprime soprattutto in forma di linguaggio, basta tenere a mente dei semplici accorgimenti. E’ molto importante riconoscere e tutelare l’identità delle persone all’interno della tua community, sia essa sessuale, di genere, etnica o religiosa. Ad esempio, una delle più interessanti proposte avanzate negli ultimi tempi è quella di utilizzare la schwa (ə) per eliminare differenze di tipo binario. Il simbolo permette di rendere fluida una parola o un pronome così da potersi rivolgere ad una platea completa. In alternativa si può sempre ricorrere all’asterisco (*) finale.

Il linguaggio in forma testuale può venire in aiuto anche per supportare persone con disabilità. Ad esempio un altro consiglio è quello di integrare video, storie instagram o reel con dei sottotitoli per permettere anche ad individui non udenti di seguire il format. O ancora, allegare un testo descrittivo a delle immagini per persone ipovedenti. Insomma, il limite alle pratiche per fare un uso corretto della comunicazione inclusiva sui social è l’immaginazione. Sono cose che diamo per scontato a volte, ma è molto importante per altri che le riconosciamo.

A volte basta un piccolo passo

Chiaramente essere inclusivi sui social non si limita alla comunicazione o al linguaggio adottato con il pubblico. Le aziende che abbracciano questa filosofia devono estendere il principio dell’inclusività a tutti gli aspetti dell’attività aziendale. Innanzitutto, bisogna coinvolgere i propri dipendenti per collaborare tutti insieme.

L'inclusività è fondamentale per la reputation aziendale: qui, un approfondimento a tema inclusive marketing con segnalati consigli ed errori da non commettere per una strategia di inclusive marketing di successo. 

Il fatto che un’azienda, grande o piccola che sia, decida di comunicare ai propri clienti con un linguaggio inclusivo, è un forte segnale. In questo modo partecipa alla presa di coscienza generale e prende parte al cambiamento. Chiaramente indirizzarsi su questa strada determina assumersi delle importanti responsabilità e porta enormi vantaggi, sia al brand che al pubblico.

Il modo di comunicare è in continua trasformazione e riflette i cambiamenti sociali e culturali che avvengono nella nostra comunità. Tu da che parte stai?

 

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