Generazione R di rinascita nel libro MBA Power di Filippo Poletti

C’è sempre un posto dove è possibile cambiare verso o prospettiva di lavoro. È la lezione di “MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose”. Il libro-manifesto edito da Lupetti di quella che l’autore Filippo Poletti chiama la Generazione R di rinascita.

Si parla oggi di matures, baby boomer, generazione X, generazione Y (o millennial) e generazione Z (o nativi digitali). Parliamo anche della generazione di coloro che non smettono mai di imparare. O, per citare il sociologo americano Alvin Toffler, della generazione che impara, disimpara e impara nuovamente.

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La carica dei 101 con l’MBA Power provenienti da tutto il mondo

In piena pandemia, quando il mondo sembrava che non avesse più un domani, Filippo Poletti – giornalista professionista, comunicatore d’azienda e uno degli influencer più seguiti su LinkedIn Italia – e 100 altri professionisti hanno deciso di rinnovare la loro cassetta degli attrezzi. L’hanno fatto frequentando – chi a 30 anni o a 60 anni – la business school del Politecnico di Milano.

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Tra di loro ci sono donne e uomini da tutto il mondo: chi dall’Europa, chi dall’Asia, chi dall’America Latina. Alcune di loro, durante il biennio della pandemia e della rigenerazione professionale, sono diventate neo-mamme, altre bis-mamme, altre tris-mamme, altri papà.

C’è chi ha studiato da remoto, dall’Ucraina, sotto alle bombe di Kiev. Chi è venuto a Milano da un paese lontano. Chi ha cambiato lavoro o ha aperto una startup.

È il caso di Ecircular, ideata da Alessandro Giudici per stimolare l’adozione di scelte orientate ai principi dell’economia circolare da parte dei cittadini, o di Play4future, piattaforma digitale progettata da Ghaieth Guerine per coniugare l’intrattenimento con l’educazione alla sostenibilità e all’inclusività.

In arrivo tanti posti di lavoro: servono nuove competenze

Facciamo i conti assieme al World Economic Forum: nei prossimi tre anni si perderanno nel mondo 85 milioni di posti di lavoro, ma se ne creeranno ben 97.

Pensiamo all’Italia e alle sei missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza con la previsione, tra pubblico e privato, di oltre tre milioni di posti di lavoro.

Per restare competitivi sul lavoro serve acquisire nuove competenze, sui banchi di scuola e fuori dalle aule. Occorre studiare e ristudiare come si governa la trasformazione digitale. Come si fa innovazione radicale o incrementale. Come si sviluppa il pensiero progettuale e come si mette in piedi una startup. Oppure come si gestisce il cambiamento in azienda.

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Occorre tenersi aggiornati su materie strategiche come l’economia internazionale e industriale, la contabilità finanziaria, i processi aziendali e la catena di approvvigionamento. Senza poi trascurare le cosiddette “competenze soffici” come la creatività e l’intelligenza emotiva, quella che lo psicologo americano Daniel Goleman ha insegnato a tutto il mondo.

Inoltre, pensandoci bene, quelle che indichiamo come competenze “soffici” come l’empatia, sul posto di lavoro si rivelano invece essenziali e “dure”. Non è infatti forse vero che con un collega o un capo empatico lavoriamo di più e meglio?

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La stella polare della Generazione R: massima attenzione all’impatto sociale

Punto di partenza e di arrivo della generazione R di rinascita è l’individuazione e la realizzazione del cosiddetto “purpose” o “scopo”. Parola associata al verbo inglese to propose e traducibile in italiano come “proporre”.

Lo scopo sul lavoro di oggi – come spiega Filippo Poletti nel libro “MBA Power” – non può che essere la creazione di un futuro sostenibile, che metta al centro del fare impresa proprio l’impatto sociale. Per concretizzare tutto ciò, ai tempi dell’innovazione senza frontiere, è necessario fare gioco di squadra.

Nessun professionista e nessuna organizzazione possono infatti affermare di avere tutto il sapere del mondo necessario per conquistare la terra promessa della crescita sostenibile.

Il futuro sarà in grado di soddisfare le nostre necessità, senza compromettere quelle di chi verrà dopo di noi, solo se sapremo attingere alla conoscenza diffusa. Quella che gli anglosassoni chiamano il “saper dove”.

Generazione R, la responsabilità di dare risposte concrete ai problemi reali

Nel libro-manifesto è contenuto un chiaro piano d’azione: quando è necessario un cambiamento, non è mai troppo presto per farlo.

L’invito è quindi quello di non aspettare, rigenerandosi tutti i giorni e organizzandosi. Concentrandosi sul tempo della responsabilità intesa come l’impegno a dare risposte concrete ai problemi reali della collettività in cui operiamo come professionisti.

Questa è la splendida lezione della generazione R di rinascita custodita nel libro di Poletti “MBA Power”.

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