Giornalisti, a caccia di notizie anche su LinkedIn

Il 29% degli italiani ha un profilo su LinkedIn e lo utilizza per costruire la propria rete professionale (anche se non sempre in maniera efficace).

Ma le potenzialità di questo social, evolutosi molto negli ultimi anni, non finiscono qui e variano in base alle esigenze di ciascuno. Non è detto, infatti, che debba essere utilizzato solo per cercare o offrire lavoro.

Un esempio? Pensiamo a chi, per natura e per professione, ha bisogno di trovare e individuare trend e notizie in un determinato settore.

È il caso dei giornalisti che su LinkedIn possono attingere ad un bacino di informazioni tecniche e settoriali che possono fare la differenza.

Giornalisti su LinkedIn: perché è utile?

La motivazione primaria che porta i giornalisti ad utilizzare i social network è promuovere il proprio lavoro. Un’esigenza vera e propria per i molti freelance che popolano il settore e le cui opportunità dipendono anche dalla popolarità di articoli e reportage.

Solitamente, i social media più utilizzati dai giornalisti sono YouTube, Facebook e Twitter.

Ma troviamo spesso i reporter anche su Instagram oppure su SnapChat. La curiosità tipica di questo mestiere, infatti, stimola soprattutto i più giovani a sperimentare anche le nuove piattaforme. Solo il 16,4% utilizza regolarmente LinkedIn, principalmente per attività di networking.

creare fake news

Si tratta, però, un’occasione persa. E lo confermano i dati di una ricerca condotta da L45: il 70% dei giornalisti che si occupano di questioni economiche e finanziarie usano proprio LinkedIn per raccogliere notizie ed informazioni per gli articoli. Una percentuale anche più alta rispetto a Twitter che, nell’immaginario comune, resta il social media del giornalismo.

Colpisce, inoltre, come per il 40% degli intervistati LinkedIn sia la principale fonte di news. Come trovarle, allora e come comportarsi su questo social?

Costruire un profilo da giornalista

Il profilo, a maggior ragione su LinkedIn, funziona come un vero e proprio biglietto da visita. Ma dove posso inserire molte più informazioni e collegamenti multimediali.

Va curato e integrato con una presentazione breve, ma efficace della propria attività.

Ma facciamo un passo indietro. La prima cosa da fare, dopo l’iscrizione, è appunto quella di compilare tutti i campi necessari per completare il proprio account personale. È importante scegliere una fotografia professionale in cui si veda il viso su sfondo neutro.

È utile l’opportunità di allegare per ogni esperienza lavorativa media o link. In questo modo, qualsiasi altro utente potrà leggere, guardare o ascoltare qualche servizio a cui si ha partecipato.

Infine, è consigliato scrivere la propria job description in ottica SEO e modificare l’URL del proprio profilo in maniera coerente. Ad esempio, linkedin.com / nomecognomegiornalista.

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Condividere le notizie: comincia tu

L’interfaccia di LinkedIn, non troppo distante da quello di Facebook, consente di condividere articoli, riflessioni, post, fotografie, video, e altro ancora. Il suggerimento è quello di pubblicare non soltanto i frutti del proprio lavoro, ma anche notizie (dall’Italia e dall’estero) che sono particolarmente interessanti per il proprio settore di riferimento.

Se uno degli obiettivi dei giornalisti su LinkedIn è quello di raccogliere storie, il suggerimento è di iniziare, per primi, a condividerle. Questo può generare discussioni e commenti che, a loro volta, possono offrire spunti di approfondimento.

Come costruire una rete efficace

Per poter scoprire e mantenere le relazioni con gli altri professionisti e le aziende è possibile compiere due azioni: seguire le pagine vetrina aziendali, oppure entrare in collegamento con altri profili privati.

Quando accettare e quando rifiutare un collegamento? Accogliere nella propria rete chiunque potrebbe non essere la scelta strategica vincente. Al contrario, è buona abitudine applicare almeno una selezione parziale.

Porte aperte per colleghi, conoscenti, clienti, collaboratori ed ex collaboratori, persone che potrebbero fare da ponte verso altri professionisti o realtà che ci interessano. Meglio evitare, invece, gli utenti con cui non abbiamo nulla in comune e, naturalmente, i fake.

I gruppi per far crescere il network

Sono più di 80.000 nel mondo i gruppi su LinkedIn. Divisi per temi e aperti all’iscrizione, sono un’ulteriore risorsa preziosa per individuare persone che si occupano dello stesso settore del giornalista, ma non solo.

Laddove le discussioni sono attive, gli scambi di opinioni e la condivisione di notizie e aggiornamenti è quotidiana. Un modo in più per restare aggiornati sui trend del proprio settore di riferimento.

Esistono alcuni gruppi, inoltre, specifici per giornalisti tra cui:

9 minuti al giorno per essere presenti

Non c’è nemmeno bisogno di dedicarci molto tempo, una volta impostato correttamente il proprio profilo.

I curatori di LinkedIn assicurano che 9 minuti al giorno (neanche 10!) sono sufficienti per farsi vedere, interagire, rispondere ai messaggi privati, condividere una news e chiudere il social fino al giorno dopo.

5 motivi per cui i giornalisti dovrebbero stare su LinkedIn

Se ancora non siete convinti delle opportunità di LinkedIn per giornalisti, concludiamo con cinque motivazioni proposte dal giornalista e formatore Gianluigi Bonanomi che consentono di arrivare dritti al punto.

  1. Visibilità;
  2. Personal branding;
  3. Network personale;
  4. Acquisizione di conoscenze;
  5. Business.

Non resta che provare, 9 minuti al giorno, per trovare la propria strada giornalistica anche su LinkedIn.

 

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