Hashtag, app e tutte le armi segrete degli ambassador

La fortuna del business model di Instagram risiede nel fatto che si possa diventare “virali” usando immagini d’effetto, che siano foto, grafiche o video, copy sintetici, ma ben studiati e, caratteristica iconica di quest’applicazione, gli hashtag giusti.

Facendo ricerche per hashtag e seguendo quelli che interessano maggiormente, infatti, l’utente può crearsi vere e proprie “pagine tematiche”, che raccolgano tutti i contenuti dello stesso target.

Se, per esempio, l’interesse è il cibo, tenendo d’occhio gli hashtag #food, #instafood, #igfood o, ancora, #instafoodie, #foodbloggers e simili, si possono trovare milioni di post che li contengono e altrettanti profili che trattano questo argomento, dai più ai meno seguiti.

Usare hashtag mirati e correlati tra loro è fondamentale se si vuole provare a diventare virali. Grazie ad app e siti per conoscere gli hashtag legati ad un tema, come TagsFinder o best-hashtags, possiamo creare una vera e propria lista alla quale ricorrere a seconda dei post.

instafood

Ambassador o influencer?

Anche i brand hanno capito l’importanza di utenti targettizzati con hashtag simili per sponsorizzare i propri prodotti. È in questo modo che nasce l’ambassador, diverso dall’influencer. L’influencer rappresenta mediamente un modello di lifestyle quasi inarrivabile e ha un elevato numero di follower che non lo conoscono direttamente. L’ambassador, invece, è un utente normale con un seguito superiore ai 300 follower, molti dei quali sono conoscenze personali, mentre gli altri lo hanno trovato tramite la ricerca per hashtag. Sarà, dunque, molto più facile fidelizzare questo bacino più ristretto parlando di aziende accessibili a tutti.

Che cosa fa il brand ambassador

Il compito dell’ambassador consiste nel postare immagini o video per mostrare i prodotti di un determinato brand e parlare delle proprie impressioni. In sintesi, condividere con la community la propria esperienza. La pagina del marchio, poi, riutilizzerà le foto scattate sul proprio profilo e nelle proprie storie per creare un feed “reale”.

L’ambassador, spesso, gode di un codice sconto da far usare ai propri follower. Ecco l’importanza di un seguito ridotto, ma fidato, grazie al quale poter guadagnare una percentuale sull’acquisto, oltre ad un ritorno in visibilità sulle pagine ufficiali dei brand.

Insomma, anche se l’azienda fornisce ad un prezzo scontato o gratuitamente i prodotti da sponsorizzare, utilizzare gli ambassador è la migliore strategia per:

  • avere un ritorno economico;
  • incentivare la brand awareness;
  • delineare la brand identity;
  • tenere sempre alta la brand reputation.

Per trovare ambassador su Instagram esistono figure specifiche che contattano direttamente potenziali collaboratori. Le selezioni mirate avvengono principalmente tramite la ricerca per hashtag su Instagram, ma ci sono altre risorse da sfruttare per reclutare profili interessati a questo ruolo.

hashtag like

Alcuni strumenti per trovare l’ambassador ideale

Tramite le impostazioni avanzate del tool Combin Growth, per esempio, si possono cercare potenziali brand ambassador. Si inizia con una ricerca per hashtag; si prosegue filtrando luoghi, commenti e like ai loro post, ma anche il genere, la lingua e il numero dei follower e dei following. Una volta scelti profili tramite questa ricerca automatica, non resta che analizzare i singoli utenti, la loro web reputation, il loro feed ed, eventualmente, contattarli.

Per chi, invece, preferisce utilizzare esclusivamente il proprio smartphone, è possibile scaricare app specifiche ed inserirsi nei database dei profili interessati al ruolo di ambassador; oppure selezionare personalmente un brand e proporsi per sponsorizzare alcuni prodotti.

In entrambi i casi, è indispensabile inserire i propri profili Instagram e Facebook, in modo che le aziende possano valutare alcuni parametri: il numero di follower, il proprio target e la tipologia di feed. Tra i software più usati, ci sono Brandbassador, Collabor8 e Koli.

L’ultimo metodo dei brand per trovare ambassador è quello più semplice e scontato: la candidatura attraverso le pagine social o il sito Internet del marchio. Molte aziende predispongono form appositi da compilare per chi sia interessato a sponsorizzare prodotti, contenuti sia nelle storie e nei post sponsorizzati, sia nella sezione apposita del loro sito.

influencer

La rivincita della normalità

Che si faccia una ricerca per hashtag o utilizzando appositi software, ciò che emerge dalla necessità delle aziende di avere degli ambassador è che gli utenti hanno sempre più bisogno di rispecchiarsi in brand che esaltino la normalità, piuttosto che la perfezione degli influencer più noti.

Ormai, queste figure sono celebrità, hanno perso l’aura di realtà e proiettate, invece, in una dimensione ideale, che sui social – soprattutto su Instagram – viene creata ad hoc con discreta facilità. Utilizzare profili di utenti “normali” come ambassador, allora, è un ottimo modo che hanno le aziende per farsi pubblicità celebrando la bellezza della normalità.

 

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