Social advertising: ecco come scegliere il social giusto per il proprio brand

L’ultimo biennio, anche a causa della pandemia, è stato caratterizzato da un massiccio passaggio al digitale dei consumi mediali degli italiani, con il parallelo incremento dell’uso dei social come fonte di ispirazione, scoperta e informazione: ma esistono differenze tra piattaforme in termini di credibilità percepita? In che misura la comunicazione sui social aiuta i brand a catalizzare la fiducia degli utenti-consumatori? Oggi parliamo di social advertising e vi proponiamo qualche accorgimento per scegliere il social network più adatto al tuo marchio e al tuo target.

Questo andamento è andato a riflettersi sugli investimenti delle aziende nel social media advertising che ha mostrato un trend di crescita non solo in Italia ma a livello mondiale.

I social network sono diventati una risorsa indispensabile in cui il consumatore ripone molta fiducia e questa fiducia si riflette nel fatto che i consumatori ricercano informazioni sui brand di loro interesse proprio sui social network.

Secondo i dati riportati da Assirm nel corso del live streaming dal titolo “Le Frontiere dell’Advertising: targeting, canali e strategie narrative di prossima generazione” , in vetta alla classifica degli utilizzatori dei social network quale fonte di informazione si trova il mondo della moda: l’88% degli utilizzatori dei social ricercano informazioni sul tema proprio sulle piattaforme social. Stessa percentuale riguarda il settore “beauty & personal care” e “media e intrattenimento”.

Allo stesso modo anche mercati come quello del “Food & Beverage”, il settore automobilistico e quello farmaceutico mostrano percentuali elevate, a testimonianza del fatto che i consumatori considerano questi social come una fonte importante di informazione.

E’ all’interno di questo scenario che diventa quindi importante per un brand tenere in considerazione quelle che sono le caratteristiche dei diversi social network, avendo sempre consapevolezza di cosa significhi comunicare in modo coerente su queste piattaforme. E padroneggiando agilmente le diverse modalità attraverso cui ciascun social network arriva a catalizzare la fiducia degli utenti, imparando a cogliere le leve della credibilità in relazione a quello che è il proprio mercato di riferimento.

“Facebook” o “La casa comune”

Facebook è un social immediato e flessibile, con una grande capacità aggregativa, che è la caratteristica su cui i brand possono puntare per consolidare ed allargare il proprio mercato di riferimento.

Su questo social gli utenti si uniscono intorno a interessi comuni, che è proprio la sua funzione primaria, e ricalca le dinamiche sociali della vita reale.

Dal punto di vista del brand e della comunicazione funzionale al social, è necessario interagire con questi gruppi che si aggregano intorno ad interessi comuni. I messaggi devono quindi essere molto semplici, di immediata decodifica e non ambigui, in linea con lo stile del social stesso. In questo caso sarà fondamentale usare consapevolmente l’elemento testuale, alternandolo e arricchendolo da brevi contributi audio-visivi o grafici. Una buona strategia di copy è essenziale.

Facebook è un social adattissimo per il “Food & Beverage” perché può puntare sui gruppi che si aggregano intorno alla passione per il cibo, per le ricette e può quindi produrre contenuti in cui utilizzare il proprio brand all’interno di ricette che verranno poi ripostate e ricondivise.   

“Instagram” o il “regno dell’apparenza”

La vocazione di questo social network è quella di esibire, esaltare e anche un po’ ostentare. Su questa piattaforma il linguaggio è molto più visuale e immediato rispetto ad altre piattaforme come ad esempio Facebook.

Il suo punto di forza è l’”individualismo condiviso”, nella misura in cui ognuno su Instagram presenta se stesso agli altri, condividendo ogni aspetto della propria esistenza.

Il contenuto veicolato dal brand deve essere curato, bello, impeccabile, deve essere ottimizzato lo studio di luci e colori, curata la fotografia, nulla può essere lasciato al caso. Una grande attenzione deve essere rivolta all’estetica, cercando di accentuare il potenziale evocativo e suggestivo dei messaggi e sfruttando al massimo gli influencer che su Instagram sono potentissimi, proprio perché si sfrutta l’aspirazionalità.

Anche gli influencers devono essere scelti in modo che siano coerenti con il proprio target.  

I marchi del fashion trovano su Instagram la principale piattaforma di riferimento.

“Tik Tok” o “Il party”

Tik Tok è un social molto divertente, dinamico e creativo, dove la vocazione è quella di sorprendere ed energizzare.

Lo stile comunicativo è molto ironico e leggero ed ha con un grandissimo potere viralizzante dei contenuti. Gli utenti, pur essendo molto giovani, hanno una buona potenzialità di spesa e soprattutto sono dei grandissimi trend setter.

Per comunicare al meglio su questo social bisogna sfruttare al massimo quella che è la sua vocazione, ossia rivolta all’intrattenimento e al divertimento.

Esiste inoltre un potenziale didascalico, ma soprattutto quello che è molto forte su TikTok, è il meccanismo di manipolazione creativa determinata dai brevi video che vengono reinterpretati dagli utenti per essere poi ricondivisi e viralizzati. Tik Tok è infatti il social in cui regnano i video più che le immagini e i testi, per lo più realizzati dai professionisti del settore, come può essere nel caso dei brand di cosmesi e Beauty Care.

“Twitter” o “Il Verbo”

Twitter è un social network più serioso che ha come vocazione quella di informare gli utenti, stimolare il confronto, trasmettere dei valori. Di conseguenza il mood e lo stile comunicativo sono molto più seri, densi e approfonditi.

Si tratta comunque di un social network dinamico, non nell’accezione di dinamicità propria di tik tok, ma nel senso che si nutre del costante aggiornamento.

E’ un social giornalistico che ha l’obiettivo di fare notizia, stare sul pezzo, stare al passo con quello che succede nel mondo in tempo reale.

Il brand che vuole comunicare su twitter deve puntare sulla coerenza fra il proprio prodotto e quello dell’utente consumatore prendendo posizione. Bisogna sfruttare il live twitting inserendosi nei flussi di quello che accade.

Il linguaggio è prevalentemente testuale, sebbene le immagini restino molto importanti.

“Youtube” o “La memoria”

Youtube è un social che ha una forte vocazione istruttiva, è il mondo dei tutorial che permette di approfondire perché è un social meno veloce, dove si possono creare dei contenuti anche un po’ più lunghi.

Per comunicare su questa piattaforma i brand devono fare leva sulla vocazione didattica entrando più nel dettaglio del prodotto e raccontando i propri valori anche con l’utilizzo di colori, tono della voce e messaggi chiave. In questo caso, i professionisti più indicati sono i blogger. Abili nell’assorbire e trasmettere in chiave narrativa e accattivante i valori che si vogliono trasmettere.

Si può infatti fare un racconto di brand e di prodotto. Pensiamo a “Media & Entertainment” in cui puntare ad esempio sui teaser, sulla condivisione di recensioni video ecc.

Social advertising: le nostre considerazioni

I social network sono strumenti estremamente adatti alla comunicazione e i brand stanno investendo sempre di più perché sono molto utili per una comunicazione efficace.

Si può comunicare qualsiasi categoria di prodotto sui social network purchè lo si faccia in modo coerente rispetto alla propria industry di riferimento. Ma, soprattutto, rispetto alle caratteristiche della piattaforma.

Per risultare credibili infatti agli occhi dei consumatori non si può pensare di utilizzare uno stesso messaggio, una stessa comunicazione su tutti i media (tradizionali e social). E allo stesso tempo non si può veicolare lo stesso messaggio su diverse piattaforme social. Questo perché ogni social network ha le proprie caratteristiche comunicazionali e quindi i messaggi che vengono veicolati devono essere allineati.

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Per essere sempre aggiornati sulla reputazione e sul successo del proprio brand, l’Eco della stampa offre il servizio “Analisi dei media”, che associato al servizio di social media monitoring, è in grado di offrire la panoramica più completa sugli esiti delle proprie campagne di comunicazione.

 

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