Internet of Things e Internet of Behavior: tra opportunità ed etica

Raccogliere e analizzare una mole di dati ancora più specifici e personalizzati: si può grazie ad IoT e IoB?

È il presupposto su cui si basa l’Internet of Behavior o IoB, strettamente collegato al concetto di Internet of Things: se quest’ultimo descrive il sistema di dispositivi fisici, o Smart Objects, in grado anche di scambiarsi informazioni tramite la connessione a internet, l’IoB ne costituirebbe lo step successivo, ossia l’attività di raccolta, analisi e utilizzo dei dati di comportamento dettagliati prodotti dall’interazione degli utenti con i dispositivi dell’Internet of Things.

Certo, l’idea di acquisire e analizzare i dati dei consumatori non è una novità, ma il concetto di IoB va oltre, adottando una prospettiva più psicologica e legata alla scienza del comportamento umano per interpretare l’immensa quantità di informazioni che generiamo tramite il nostro uso della rete o, in più, dei device fisici ad essa connessi, come, per citarne solo alcuni, automobili, dispositivi e tracker indossabili, assistenti vocali intelligenti, elettrodomestici.

Numeri in crescita per l’IoT

A giudicare dalle proiezioni, il trend dell’IoB è destinato a una crescita esponenziale.

I 15 miliardi di Smart Objects connessi nel 2015 potrebbero raddoppiare di numero entro il 2025, un balzo favorito anche dalla diffusione delle tecnologie 5G.

Anche in Italia si registra una situazione analoga: secondo i dati degli Osservatori Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’IoT nel 2019 ha raggiunto il valore di 6,2 miliardi di euro, mantenendosi pressoché stabile anche nel 2020.

Di conseguenza, appare chiaro che l’Internet of Behavior si affermerà sempre più come pratica di data analysis e spingerà le aziende a trovare nuove soluzioni soprattutto per il monitoraggio e l’elaborazione più corretta ed efficace dei dati di comportamento degli utenti, e report e media intelligence, fondamentali in questa fase, sono solo alcuni dei servizi che L’Eco della Stampa offre.

5G, Internet of Things e dati

Esempi concreti di IoB

Ma quali possono essere le applicazioni pratiche dell’ottica IoB? E in quali situazioni questa viene già utilizzata?

Un esempio molto attuale: con la pandemia, è stato necessario ricorrere alla telemetria per la misurazione della temperatura corporea, o anche a sistemi di controllo e sensori per valutare l’uso corretto delle mascherine.

Oppure, ma in realtà gli ambiti di sviluppo sono davvero molteplici, nel settore automotive vengono raccolti dati dalle Smart Car come i parametri di guida per questioni di sicurezza al volante o per ridurre il consumo di carburante, e lo stato dei componenti per l’eventuale manutenzione.

Opportunità per le aziende: IoB e marketing

Oltre alle situazioni quotidiane, però, l’approccio dell’IoB costituirà uno strumento fondamentale anche dal punto di vista del Digital Marketing.

I Big Data frutto dell’uso dei dispositivi intelligenti consentono di avere accesso a informazioni estremamente dettagliate su clienti o potenziali clienti, sulle loro abitudini e interessi, per meglio intercettare le loro esigenze di consumatori e proporre così una comunicazione e un’offerta più a misura ed adeguata.

Previsioni dei trend e delle vendite più accurate atte a influenzare i clienti, pianificazioni più precise ma anche una maggiore efficienza delle operazioni interne alle aziende o alle aree di lavoro sono solo alcuni dei benefici che le strategie connesse all’Internet of Behavior possono apportare.

Privacy e sicurezza dell'Internet of Behavior

Etica e privacy di IoT e IoB

Ma se “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, la raccolta e l’uso di dati così personali su larga scala pone inevitabilmente l’accento sulla questione della privacy, della sicurezza e perfino dell’etica dietro l’IoB.

Il primo compito da portare a termine riguarda la trasparenza nella gestione dei dati sensibili degli utenti e il rispetto dei diritti di privacy dell’individuo: senza delle norme chiare in materia, non solo il problema assume un peso etico, ossia fino a che punto sia moralmente accettabile sfruttare le informazioni anche strettamente personali dei singoli, ma anche e forse soprattutto esso diventa un pericolo sul fronte della cybersecurity, in quanto senza solide misure di sicurezza informatica ci si espone ad possibili attacchi e furti di dati.

La strategia da adottare resta quella dell’aggiornamento continuo delle competenze e più un brand sarà in grado di dimostrare di proteggere le informazioni dei clienti, più sarà in grado di fidelizzarli e incrementare il proprio business.

 

Articoli correlati

“New Normal” e futuro del Digital Marketing

Comunicazione, Digital Marketing
5G

Oltre il complottismo: tutto ciò che dobbiamo sapere sul 5G

Comunicazione, Società
Digital Mindset

Digital Mindset: un’opportunità per il futuro

Digital Marketing, Società
Torna su