Klout chiude, il primo algoritmo per gli influencer ci saluta

Klout, la prima piattaforma per calcolare l’influenza social degli utenti, chiuderà la sua attività il 25 Maggio 2018.

Ma ripercorriamo brevemente la sua storia decennale per provare a capire meglio che cosa ne ha determinato l’ascesa e poi la caduta.

Nascita e successo del Klout Score

Klout è stata fondata nel 2008 da Joe Fernandez.

L’obiettivo iniziale di Joe era quello di farsi notare per essere assunto da Twitter.

Come farlo? Ideare un algoritmo in grado di classificare le persone in base all’influenza sui social si è rivelata un’idea decisamente vincente. Non tanto per permettere a Joe di essere assunto in Twitter ma per raccogliere da alcuni grandi investitori un totale di 40 milioni.

Nel suo periodo di massimo splendore, Klout era noto per il suo sistema di classificazione social noto come “Klout Score”.klout score obama

In pratica consentiva agli utenti di condividere i propri dati, i propri post su Facebook, Twitter, LinkedIn e li analizzava tramite un algoritmo per fornire agli utenti una metrica sulla propria popolarità online. Il risultato di questo calcolo era un numero compreso tra 1 e 100. Solo Obama e pochi altri erano in grado di raggiungere 99, il punteggio più alto.

Ma questo meccanismo causava anche molte critiche.

Soprattutto per il modo in cui incoraggiava le persone a sfoggiare la propria reputazione “online” o “social” come se fosse un distintivo d’onore.

Nonostante questo, nel 2014 tutti utilizzavano Klout.

Lithium Technologies acquista la società

Nel 2014 Klout è stata acquisita dalla società Lithium Technologies (attiva nel settore del marketing digitale) per un valore di 200 milioni di dollari.

Nel frattempo però, sul web si sprecavano gli articoli che denunciavano l’inaccuratezza del Klout Score elencando infiniti motivi per cui fosse un meccanismo obsoleto.

In realtà molte delle critiche sembravano a dir poco soggettive. L’aspetto principale dell’algoritmo, ovvero il fatto che poteva essere applicato a qualsiasi utente anche se iscritto solo ad alcuni social media, non veniva mai considerato con il giusto peso.

A Giungo del 2016, Lithium ha lancia un prodotto chiamato Reach, alimentato da Klout, per “riportare l’aspetto social al centro del marketing per i social media”.

Questa mossa ha probabilmente danneggiato la reputazione di Klout. Quando la stessa società che lo ha acquistato decide di modificarne l’algoritmo per utilizzarlo con un nome diverso all’interno del suo tool proprietario, qualcosa vorrà pur dire.

Una lenta agonia ed una fine annunciata

Stando a una dichiarazione rilasciata oggi da Lithium, Klout è ora incompatibile con la strategia a lungo termine della società. Apparentemente l’accordo ha comunque permesso a Lithium di implementare nel suo sistema capacità di IA e di apprendimento automatico.

“Lithium si impegna a fornire la tecnologia e i servizi che consentono al cliente di differenziare la sua esperienza”, ha affermato Peter Hess, CEO di Lithium. “Il nostro recente lancio di Lithium Messaging è la prova della nostra attenzione su questa missione. L’acquisizione di Klout ha fornito a Lithium preziose funzionalità di intelligenza artificiale (AI) e machine-learning, ma adesso mantenerlo come servizio autonomo non sarebbe in linea con la nostra strategia a lungo termine.”

Klout ha fatto un annuncio separato su Twitter.

Secondo molti, il punteggio Klout era già agonizzante da diversi anni. La notizia di oggi lo rende semplicemente ufficiale.

Esistono delle alternative per misurare l’influenza degli utenti?

Quasi ogni tool per il social media monitoring dispone di questa funzione. L’elemento che ne distingue l’accuratezza è soprattutto la base di dati sulla quale viene effettuato il calcolo.

Eco Social, il sistema per il monitoraggio social de L’Eco della Stampa (che monitora Facebook, Twitter, Instagram, Youtube e Google+ in modo realmente efficace) prevede una intera sezione Influencer dedicata a questo scopo.

Sezione influncer

Da qui è possibile scoprire i dieci utenti più influenti e l’autore più attivo risptetto al proprio brand.

Come si vede dall’immagine, oltre a scoprire chi sono i dieci influencer top, si può riconoscere immediatamente il sentiment dei loro post e l’audience reale raggiunta da ognuno. Il vantaggio quasi unico di Eco Social, è che permette di applicare tantissimi filtri per segmentare i risultati di ogni sezione del tool.

Così, anche se l’engagement di Twitter è solitamente inferiore rispetto a Facebook, sarà possibile capire quali sono gli influencer su quel canale filtrando i risultati provenienti da Facebook, Instagram, YouTube e Google+.

Per vedere il funzionamento della sezione Influencer di Eco Social in una presentazione live, è possibile iscriversi al webinar gratuito del 7 Giugno da qui.

 

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