Parola chiave per la comunicazione digitale del futuro: consapevolezza

Chi si occupa di comunicazione sa che persone e mercati sono in continua evoluzione e che fermarsi di tanto in tanto per un confronto con chi fa questo mestiere, per indagarne direzioni e tendenze, è stimolante quanto necessario. L’Eco della Stampa, insieme a Rinascita Digitale, lo ha fatto il 6 maggio durante un evento live sulla piattaforma Media Intelligence Arena in cui sedici speaker, provenienti da realtà aziendali affermate e molto diverse tra loro, hanno portato il loro punto di vista e raccontato la loro esperienza, per provare a ricostruire una realtà comunicativa sempre più sfaccettata e sempre più cangiante. Ne è emerso un quadro interessante i cui confini sono stati delineati da parole chiave per il “futuro” della comunicazione digitale che servono a orientare obiettivi e azioni per il 2022. Una di queste parole è consapevolezza.

Dopo un anno di pandemia in cui tutti, nessuno escluso, dalle persone alle aziende, si sono dovuti reinventare il loro posto nel mondo, ripartendo dalle origini per trovare nuovi modi di stare e di fare, nuovi modi per comunicare e raggiungere gli altri, ecco che la consapevolezza di un contesto sempre più articolato e complesso, ma allo stesso tempo fertile e aperto al cambiamento, deve guidare la definizione di ogni obiettivo futuro della comunicazione digitale.

Consapevolezza e comunicazione

Partire dalle definizioni è sempre una buona idea. Il vocabolario Treccani definisce la consapevolezza come “l’esser consapevole; cognizione, coscienza: avere cdelle proprie responsabilità”. La parola comunicazione deriva dal latino communicare, mettere in comune, che compie il suo dovere con gli altri.

Cosciente delle proprie responsabilità e del ruolo che gioca, la comunicazione mette un valore al servizio di qualcuno o qualcosa che è fuori da sé. Ecco dunque che la comunicazione si configura già di per sé come un atto consapevole. Difatti quest’ultimo periodo non ha fatto altro che far emergere un aspetto fondante della comunicazione stessa. La comunicazione, in quanto tale, non può prescindere dalla consapevolezza. Certo, prenderne atto, e diventarne consapevoli, è un gioco di parole tutt’altro da poco.

Ma vediamo in quali ambiti la consapevolezza dovrà guidare la comunicazione digitale nei prossimi anni.

Consapevolezza nella comunicazione per gli utenti

La pandemia ha portato un numero sempre maggiore di persone ad affidarsi ai canali digitali per più ragioni, sia per informarsi e cercare notizie in merito a prodotti e servizi, sia per comprare prodotti da piattaforme digitali e e-commerce. Corollario di questa tendenza, senza dubbio positiva, è che gli utenti nel frattempo sono diventati sempre più attenti e consapevoli, facendo di conseguenza innalzare le aspettative in risposta ai loro bisogni e richieste.

Ecco quindi che la sfida delle aziende, nel prossimo futuro, sarà proprio quella di tenere bene a mente questo grado di consapevolezza raggiunto e su questo costruire canali digitali sempre più accessibili e fruibili e approntare strategie per costruire una Customer Experience sempre più allettante. Nel definire queste nuove strategie diventa imprescindibile un approccio comunicativo Human Centric che metta al centro l’aspetto più umano e valoriale, anche dell’azienda stessa. 

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Consapevolezza nella comunicazione per le organizzazioni aziendali

A livello professionale, il 2020 sarà ricordato come l’anno dello smart working e del lavoro a casa. Una tendenza che sicuramente continuerà a essere in auge anche nel prossimo futuro, seppur ridimensionata e rivisitata. Tutte le aziende si sono dovute attrezzare in termini di digitalizzazione per consentire ai propri dipendenti e consulenti di lavorare da remoto. Ma oltre a questo aspetto, fondamentale per quel processo di innovazione che da anni si auspicava, ciò che è emerso durante questo periodo è stato il bisogno di una maggiore comunicazione.

I dipendenti, non più immersi in ambienti condivisi, ma isolati in provvisorie e spesso creative postazioni di lavoro, hanno acquisito consapevolezza della propria organizzazione e sentito l’esigenza di conoscere le strategie adottate dalla propria impresa per capire in che direzione si stava andando e come lo si stava facendo. L’esigenza di conoscere meglio l’identità e i valori fondanti della propria impresa e di una maggiore comunicazione basata sull’ascolto e l’empatia.

Fastweb: un esempio di comunicazione interna

Un’azienda che ha fatto tesoro di questa lezione è stata Fastweb. Durante il primo lockdown, con gran parte dei suoi dipendenti a casa, la Intranet aziendale è stata adattata per rispondere a nuove esigenze, sia di informazione, creando una pagina dedicata all’emergenza, consultabile anche tramite App, con aggiornamenti in tempo reale, sia di condivisione e chiacchiere tra dipendenti nelle nuove pause caffè digitali.

Un’altra iniziativa interessante ha riguardato una serie di incontri online, chiamati Connessioni, aperti a dipendenti per condividere discussioni con ospiti d’eccezione (hanno partecipato, ad esempio, lo psicanalista Massimo Recalcati con il suo intervento “Rispondere al trauma”, Daria Bignardi con il suo intervento “Quando il gioco si fa duro i veri ansiosi smettono di esserlo”, l’attore, regista e drammaturgo Corrado D’Elia con il suo viaggio “La Divina Commedia e il nostro tempo”).

Spesso trascurata, ecco quindi che la consapevolezza di una comunicazione interna più valoriale non può più essere rimandata nel prossimo futuro.

 

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