La mia casa è bio. Vivere sano per noi e per il futuro del pianeta

Entro il 2041 la Terra potrebbe tornare ad essere un pianeta senza inquinamento. Uno studio appena pubblicato dalla rivista Earth System Science Data dimostra che le emissioni da motori e industria sono diminuite, nel 2020, di circa 2,4 miliardi di tonnellate. Un calo così drastico non si ricordava dal 1991 e il primo effetto è stata la parziale chiusura di uno dei maggiori buchi nell’ozono, quello artico. Se riuscissimo a mantenere questi livelli, raggiunti grazie al lockdown, secondo gli scienziati la Terra tornerebbe sostenibile nel giro di un ventennio.

Ciascuno di noi deve fare la sua parte. Come? Cominciando a ripensare la casa. Lo spazio in cui viviamo incornicia la nostra vita, è importante dunque che sia sano, oltreché funzionale e bello.

Quando l’architetto cura

La bioarchitettura è la progettazione di costruzioni ben integrate nell’ambiente. Quando ci rivolgiamo ad un architetto per affidargli la nostra casa, ma anche una parte di essa, possiamo chiedergli di lavorare nel rispetto della nostra salute e senza danneggiare la natura che circonda l’edificio.

Il professionista studierà il contesto e sarà in grado di proporci soluzioni che considerino in primo luogo il “bioclima” della nostra casa. Come isolarla, come ridurre le dispersioni termiche, come deumidificarla, sfruttando la ventilazione naturale, la luce del sole e perfino la pioggia saranno i primi obiettivi del progetto bioarchitettonico.

Stefano Boeri

Verrà calcolata, poi, la possibilità di utilizzare le fonti di energia rinnovabili, ossia l’energia solare, geotermica o idroelettrica. Attraverso il consumo “passivo”  delle risorse, che minimizza l’impatto ambientale, in casa nostra potremo adottare le brezze marine per rinfrescare le camere al posto dei condizionatori, le serre per riscaldare la zona giorno, l’acqua piovana per lavare il bucato ed irrigare il giardino.

Fantasia? No. Queste ricerche, già nel decennio scorso, sono state particolarmente sviluppate e sistematizzate in Germania dal Passiv Haus Institut di Darmstadt, che ha reso famoso il concetto di casa passiva. Ma è l’Italia la patria dell’architettura. E, come sempre, i nostri professionisti sono andati oltre.

Il Bosco Verticale ha fatto scuola

Si deve a Stefano Boeri la rigenerazione di tanti spazi urbani, attraverso l’utilizzo del verde come parte integrante degli edifici. Il suo Bosco Verticale, ormai conosciuto in tutto il mondo, non è soltanto un palazzo, ma un progetto di sopravvivenza ambientale per la città contemporanea. È l’ultima generazione di edifici, completamente avvolti dalle foglie di alberi e piante. Non c’è turista che, attraversando Piazza Gae Aulenti, non si fermi a fotografare le torri di Boeri. Ma gli smartphone non immortalano soltanto bellezza. 

Se circa 350 alberi costituiscono un bosco da un ettaro, gli oltre 700 alberi del primo Bosco Verticale – inaugurato a Milano nel 2014 – corrispondono a due ettari di bosco. La biodiversità anche nel centro delle metropoli, secondo l’architetto Stefano Boeri, dovrebbe essere un diritto. Non mangia suolo come le villette delle periferie e migliora la qualità della vita.

I boschi verticali di Milano visti da Marco Sala

Non è un caso se, dopo il successo milanese di cui ha parlato a lungo la stampa, lo studio Stefano Boeri Architetti abbia esportato la sua esperienza in Asia. Dopo aver realizzato due grattacieli verdi a Nanjing, a febbraio inaugurerà due nuove torri a Huanggang, in Cina.

Punto di riferimento internazionale, Boeri si avvale della collaborazione di un’ampia rete di professionisti. Dai consulenti di ingegneria agli architetti paesaggisti, dagli agronomi fino agli esperti di scienze sociali. Per la sua partecipazione attiva al miglioramento del nostro Paese, l’architetto è stato anche invitato da Domenico Arcuri, Commissario Straordinario per l’emergenza sanitaria, ad elaborare un concept comunicativo nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-Covid 19. Boeri ed il suo staff non si sono tirati indietro e, gratuitamente, hanno affidato all’immagine di una primula rosa il compito di veicolare l’importante messaggio di rinascita.

Letti volanti per camere pulite

Anche chi ama la casa, senza essere un professionista, nel corso del 2020 ha approfittato dell’isolamento per rinnovare e sanificare gli interni. Le camere da letto sono state le più ristrutturate e il materasso è diventato l’oggetto più venduto. I designer si sono concentrati, così, su questo settore, rivoluzionando la zona notte.

L’azienda Lago ha prodotto un letto sospeso che galleggia nell’aria, sorretto da un telaio invisibile. Il letto si chiama “Fluttua” e permette di igienizzare il pavimento della camera anche nei punti più difficili da raggiungere.

“Biombo”, collezione Cassina, invece, ha un giroletto in tessuto purificante che sanifica l’aria e una testiera fonoassorbente. C’è poi il letto che scompare nel soffitto per lasciare posto ad un soggiorno, con tanto di divano e tavolinetto. Si chiama “Orl Cloud Bed” ed è l’ultimo nato in casa Orl Living. Per chi non vuole rinunciare all’eleganza, ma nemmeno alla sanificazione sotto il letto, “Chelsea” ha piedini e testata molto alti, con personalità da palcoscenico, ed è stato ideato da BertO.

Fluttua di LAGO

E chi sogna una sala cinematografica tutta per sé? Sembra impossibile, ma Hi-Interiors ha pensato proprio alle persone più esigenti, creando “HiBed”, un modernissimo letto a baldacchino dotato di proiettore HD e di schermo retrattile da 70 pollici. Non mancano una console di gioco e tende che garantiscono la privacy. Tecnologia, nuove forme e scienza migliorano la qualità del riposo e la nostra vita in casa. E se anche l’edificio è bio, o si avvia a diventarlo, la salute è più tutelata.

La casa in legno, un sogno per tutti

Una soluzione per vivere immersi nella natura senza spendere troppo viene proposta, sempre più spesso, anche dai costruttori delle case in legno. Se a tutti è capitato di considerare questa scelta per i ricoveri attrezzi da giardino, comincia a diffondersi anche in Italia la moda della prima abitazione in legno naturale. Numerosi sono i gruppi di appassionati che hanno dato vita a community su Facebook e ve n’è uno, Bioedilizia = case in legno da sogno, che conta oltre 40 mila iscritti. Costruire un edificio a struttura portante in legno, garantiscono le aziende che dialogano su questo gruppo pubblico, dimezza i tempi ed i costi. Molto positive le testimonianze dei clienti. “Ho una casa in legno da dieci anni – scrive per esempio Costanza Favero – e vi assicuro che ha mantenuto le sue promesse.  Efficienza e comfort  sono garantiti”.

Casa in legno Kager

Tra tanti modelli, colpisce particolarmente Casa Elastica, prodotta da Arredoline Costruzioni. Si tratta di un’abitazione che svolge anche una funzione sociale, perché è divisibile in tanti appartamenti e può evitare il trasferimento degli anziani malati nelle strutture sanitarie. In questo momento di pandemia, non è poco.

 

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