Nascono le app di trading per principianti, un mix di finanza e gaming

Investire dal proprio smartphone in azioni, obbligazioni, valute e derivati oggi è possibile, anzi, è diventato un fenomeno globale, che assomiglia sempre di più al gaming ed elettrizza un pubblico di giovanissimi.

Molte delle app di trading online sono state sviluppate nella Silicon Valley: da Robinhood, nata nel 2013 ed utilizzata soprattutto da millennials, a WealthFront, fondata nel 2016 da Andy Rachleff.

Facciamo un passo indietro prima di approfondire l’argomento.

Che cosa si intende per trading online

Partiamo dalle basi. Letteralmente, il trading online – TOL, per gli amanti degli acronimi – consiste nella compravendita di strumenti finanziari attraverso Internet. Con l’espressione generica “strumenti finanziari” si intendono titoli di Stato, obbligazioni, futures ed altre operazioni che si fanno in Borsa. In pratica, anche se differiscono nella forma e nell’aspetto, stiamo parlando di denaro.

Le app di trading permettono di informarsi autonomamente, oppure tramite intermediari, sull’andamento di un titolo in Borsa, e di ottenere grandi ricavi, speculando sulle vendite di titoli, proprio come nella Borsa tradizionale, ma anche facendo short selling, ossia vendite su azioni finanziarie che non si possiedono, con lo scopo di riacquistarle ad un prezzo più basso.

Il trading online in Italia

I servizi di trading online sono arrivati nel nostro Paese nel 1999; la CONSOB regolamenta e vigila sull’onestà e sui diritti degli investitori, che spesso si improvvisano esperti o, peggio, si affidano a società che non ne hanno evidentemente a cuore il benessere economico.

Per la velocità, nella speranza di una vittoria facile, senza considerare il rischio della perdita, per il fascino della sfida, il trading online può diventare una vera e propria dipendenza, oltre a comportare ingenti perdite economiche. Questa è forse una e, sicuramente la più preoccupante, delle similitudini con il gaming.

La gamification in Borsa con Robinhood

Tra euforie e critiche, il pubblico si è diviso. Abbiamo citato poco fa un’app di trading particolarmente discussa: Robinhood. Si tratta di una piattaforma dal layout allegro, colorato e funzionale, semplice ed intuitivo, che sfrutta tecniche di gamification, applicandole al complesso mondo del trading.

Un esempio? Al momento dell’iscrizione, l’utente – che ha un’età media di 31 anni – riceve in omaggio alcune azioni. Quando il trader passa di livello, lo schermo si riempie di coriandoli, proprio come accade su Facebook. Le notifiche che l’app invia sono ricche di emoji.

Vlad Tenev e Baiju Bhatt, fondatori di Robinhood

I parallelismi che rendono l’app attrattiva e vicina al game sono diversi, ma le verità riguardo questa piattaforma, in realtà, sono due: la prima è che, sin dall’inizio, Robinhood ha avuto successo perché è stata la prima ad eliminare le commissioni, che invece normalmente si pagavano su ogni singola transazione, e a togliere il deposito obbligatorio, rendendo possibile iniziare a fare trading anche acquistando un numero davvero ridotto di azioni.

La seconda grande verità riguardante Robinhood – ed app analoghe – è che il lockdown le ha fatte letteralmente volare. Ci siamo ritrovati a casa, perennemente connessi. Alcuni di noi sono incappati nelle innumerevoli pubblicità del facile guadagno. Una fetta della popolazione, negli USA, ha ricevuto aiuti economici dal Governo, che ha deciso di investire in questo modo.

Una vera e propria moda del brokeraggio sembra esser scoppiata in Occidente quanto in Oriente, coinvolgendo persone di varie età e professione, allettate dall’idea di riuscire a guadagnare o racimolare qualcosa in un momento particolarmente cupo.

Alcune fra le migliori app di trading online

Oltre alla già citata Robinhood, che al momento è disponibile soltanto in Inghilterra e negli States, esiste Betterment: qui l’utente ha a che fare con un robo-advisor che crea il portafoglio sulla base delle opzioni che si selezionano, in modo da correre un rischio meno alto.

Anche eToro è semplice da utilizzare, è disponibile in Italia e sfrutta una specifica tecnica per fare trading: il cosiddetto copy trading. Come si può dedurre dal nome stesso, questa tecnica implica proprio il copiare le azioni di altri utenti più esperti che riportano grandi successi.

Per chi, invece, è attratto dal trading online, ma non se la sente di lanciarsi con i propri capitali in un gioco potenzialmente pericoloso, la soluzione potrebbe essere Investous, dove il broker finanziario è gratuito. L’intuizione dell’utente consta nell’indovinare il giusto asset di azioni con cui partire.

IqOption dà la possibilità di partire con un deposito di 10 euro, si ha a disposizione una chat per interagire con altri trader ed una serie di video gratuiti e formativi sul mondo del trading online.

Wealthfront, che citavamo all’inizio, è un’altra app per principianti. Anche qui, per iniziare, basta rispondere ad un breve test, sul quale si formerà il proprio portfolio di trading.

Il futuro del trading online

Se queste app avranno o meno vita lunga, a seconda del protrarsi della pandemia, lo vedremo nel tempo. Certo è che, come per moltissimi altri servizi e attività che sono approdate sul web dopo essersi sviluppate offline, anche in questo caso la disintermediazione e la diffusione dei sistemi una volta in mano di pochi è stata una delle conseguenze più immediate e visibili, con tutti i pro’s e i con’s del caso.

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