Opere d’arte su Instagram: quali sono gli artisti da non perdersi

Le opere d’arte su Instagram, esistono davvero?

Quali sono gli elementi immancabili per fare di una qualsiasi creazione una vera e propria opera d’arte? Le forme di arte, soprattutto online, si contraddistinguono a mio parere per la volontà di presentare un elemento o un messaggio ricorrente all’interno delle proprie opere.

Nel 1968 Andy Warhol, durante una mostra al Moderna Museet di Stoccolma, dichiarava:

Nel futuro ognuno di noi sarà famoso per 15 minuti.

Il massimo esponente della pop art americana aveva intuito un po’ le sorti dell’umanità pur non immaginando ancora gli strumenti di comunicazione che utilizziamo oggi.

Il desiderio di essere protagonisti, unito alla necessità di comunicare in maniera veloce la propria quotidianità, ha permesso ai social di avere successo. Da quando sono nati loro, la volontà di comunicare online in ognuno di noi sembra essere cresciuta a dismisura.

Inizialmente Instagram aveva un’unica funzione: fare belle foto.

Oggi Instagram ha fatto nascere nuovi lavori, permettendo alla comunicazione organica e alla pubblicità di coesistere al suo interno in modo estremamente felice. Basti pensare che lo scorso anno erano 19 milioni gli utenti attivi in Italia mentre nel mondo si è toccato il tetto del miliardo.

Con numeri così, i 15 minuti di celebrità si riducono a pochi secondi di attenzione che quasi tutti provano a raggiungere percorrendo la strada più veloce: la bellezza estetica.

Ma alla necessità di essere belli, belli in modo assurdo (cit. Zoolander), si deve aggiungere la capacità di saperlo fare in qualsiasi situazione della vita quotidiana.

Non esattamente quello che ci si aspetta da un’opera d’arte!

Fortunatamente sono nate anche pagine che diffondono l’arte vera e propria, tra cui i profili di artisti come Bansky e Steve McCurry. Altri hanno deciso di puntare invece sull’ironia: pagine come “Se i quadri potessero parlare” oppure “Quadri indie” aggiungono didascalie simpatiche sotto i quadri.

Vediamone insieme alcuni, meno conosciuti, che hanno deciso di portare la bellezza sui social riuscendo comunque ad allontanarsi dall’estetica standard di Instagram.

Sono autori di vere e proprie opere d’arte? Lasciamo il giudizio a voi!

Stefan Draschan

Immaginate di fare visita ad un museo, di vestirvi cromaticamente in pendant con la vostra opera d’arte preferita e trovare qualcuno che immortala il momento dell’incontro. Non è immaginazione ma è quello che realizza Stefan Draschan, fotografo, sul suo profilo Instagram.

E’ una ricerca che ha a che fare con l’arte e con la capacità di saper aspettare, tipica di un fotografo. Stefan Draschan ha fondato un blog ispirato a questi lavori dal titolo: “People Matching Artworks”.

All’interno del blog ci sono diverse categorie in cui vengono suddivide le fotografie. “Le Tre Grazie”, “persone che dormono nei musei”, “persone a contatto con l’opera d’arte” (la gente che non riesce a non toccare una tela o una scultura) e, per finire, i visitatori camaleontici.

Dal 2013 coloro che si recano a fare visita ad un museo tra Parigi, Berlino e Vienna potrebbero diventare pezzi arte attorno alle stesse opere.

Attimi che vengono immortalati in modo del tutto naturale grazie alla grande pazienza del fotografo che attende silenziosamente l’arrivo della sua prossima “vittima”.

Sara Shakeel

I glitter la contraddistinguono e l’hanno resa famosa. Sara studiava odontoiatria quando ha iniziato a realizzare opere che fossero in grado di raccontare la bellezza. Con la sua arte cerca di portare in luce la bellezza delle piccole imperfezioni impreziosendole con luccichii.

Incrocia lo stile dadaista con quello surrealista grazie all’aiuto dei suoi mille glitter.
I suoi lavori stravolgono la percezione della realtà, a volte la rendono assurda, interpretando con grazia uno stato d’animo spesso troppo complicato da gestire nella vita reale.

Il luccichio che ha riscosso maggior successo è rappresentato da una foto di smagliature femminili che vengono trasformate in fili scintillanti. Una foto che ha fatto grande scalpore perché riesce ad impreziosire ciò che solitamente vediamo solo come un grande difetto.

Durante un’intervista su Elle ha raccontato la storia che c’era dietro questa foto: una sua amica le aveva chiesto di photoshoppare le smagliature della foto. Sara non ci pensa due volte e aggiunge fili scintillanti su ogni segno trasformando una foto in un’opera d’arte. Dichiara poi nell’intervista che ogni segno impresso su di noi brilla di luce propria.

Oltre alle pubblicazioni online lavora anche per installazioni. Una delle ultime sarà con la NOW Gallery Greenwich di Londra che vede esposta una tavola con ogni genere di cibo impreziosito da veri cristalli!

La sua idea è quella di raccontare il suo concetto di famiglia tra convivialità e condivisione. Portando in scena delle vere emozioni.

Bernulia

Giulia Bernardelli, in arte Bernulia, dal 2014 ha la capacità di trasformare ciò che la natura offre, in opera d’arte. Ha iniziato trasformando il caffè in acquerello.

Le opere con il caffè riscontrano maggior successo. Il processo consiste nell’utilizzo del caffè vero e proprio per dipingere un foglio bianco, con la bevanda che si trasforma in inchiostro creando ritratti. Tra i più Famosi ci sono Amy Winehouse, Marilyn Monroe, la Venere di Botticelli, James Dean e molti altri.

Nella sua biografia troviamo una frase che non lascia dubbio sulla sua propensione artistica.

My future starts when I wake up every morning. Every day I find something creative to do with my life”


Miles Davis.

Julia S. Powell

Julia è famosa per il suo lavoro di pittrice. Lavora con oli e acquerelli dipingendo paesaggi urbani o naturalistici con colori vivaci.

Julia vive e lavora a Cambridge, nel Massachusetts; ha una laurea a Stanford e Yale. È rappresentata dalla Abigail Ogilvy Gallery a Boston, nel Massachusetts. Recentemente, Julia è stata scelta come artista di stampa VIP per il Galà estivo di Boston 2017 del Museum of Fine Arts (MFA).

La sua opera è attualmente presente nello show televisivo “The Mindy Project” (già su FOX, ora su Hulu). I suoi dipinti si possono trovare anche in molte collezioni private negli Stati Uniti, in Canada, in Europa e in Sud America.

Benedettodemaio


Nelle opere di Benedetto si mescolano diverse tecniche (fotografia, pittura, body art, mosaico, elaborazione digitale, ecc.), che danno vita a mondi fantastici nei quali l’occhio si tuffa deliziato.

Ha iniziato quattro anni fa ad immergersi nel suo universo contraddistinto dal turchese. Nel mondo offline Benedetto è un insegnante e vive a Milano.

Ha collaborato in questi anni con molte aziende che lo hanno scelto per i suoi lavori. Sulla sua pagina di Instagram ritroviamo creazioni che spaziano da foto a dipinti.

Il tutto ha un minimo comune denominatore: il turchese. Un colore non casuale perché richiama in lui il mare della Calabria.


Jago artist

Jago è prevalentemente uno scultore. Vuole riportare all’interno delle sue sculture le tecniche dei maestri rinascimentali, riadattandole ad una lettura contemporanea legata al sociale e alla politica.

Una delle sue opere più famose è “Habemus Hominem” del 2012. Realizza l’opera dopo l’abdicazione di Papa Benedetto XVI, spogliando la scultura dai parametri papali e rappresentando il pontefice senza abiti. L’opera è stata poi esposta a Villa Borghese, a Roma, dove ha registrato un numero record di visitatori: 3.500 solo durante l’inaugurazione.

Nello stesso anno, è stato invitato a diventare artista residente al North American Sculpture Center di Westbury, New York, dove è sponsorizzato da ABC Stone e Precision Stone Inc.

Da qualche anno insegna all’interno dei seminari nelle scuole, Università e Accademie Italiane, cinesi e americane.

Un grande tour virtuale

Il grande vantaggio di poter condividere le opere d’arte su Instagram è la loro gratuità e facilità di fruizione. Questi artisti ci permettono di realizzare dei mini tour online, condividendo con noi anche il momento della realizzazione dell’opera.

Questo permette, a chi osserva con attenzione, di entrare in contatto in modo ancora più intimo con le opere d’arte.

 

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