Perché è così importante seguire il piano editoriale?

Su Facebook, su Instagram, su LinkedIn. Ma anche sui giornali, sul blog e nella sezione news del sito. Ovunque ci sia qualcosa da comunicare nell’ambito digitale compare lui: il piano editoriale. Incubo di molti, è un semplice strumento che serve ad organizzare i contenuti per poter sviluppare una strategia di comunicazione efficace.

La verità è, infatti, che il piano editoriale è in realtà il migliore amico di chi si occupa di gestire il blog di un’azienda o una pagina social di un brand. Anche chi utilizza i social network per promuovere la propria attività come libero professionista e addirittura gli influencer possono beneficiare di un piano editoriale ben strutturato e personalizzato. Perché?

In poche parole, permette di mettere in ordine ciò che desideri comunicare e di farlo in maniera da trarne benefici in termini di marketing.

Piano editoriale: cos’è e come crearlo

Il piano editoriale è un semplice calendario dove teniamo traccia di tutto ciò che può essere utile per riempire di contenuti il nostro canale di comunicazione. Gli elementi che non mancano mai sono:

  • data di pubblicazione;
  • orario di pubblicazione;
  • titolo dell’articolo e/o del post;
  • copy del post e/o breve riassunto dell’argomento;
  • autore (nel caso di un piano editoriale gestito da più penne);
  • eventuali risorse multimediali e link da integrare;
  • social di destinazione;
  • eventuali sponsorizzazioni e azioni di promozione.

L’esperienza insegna, inoltre, di aggiungere sempre uno spazio per le Note dove inserire lo stato di avanzamento dei lavori o eventuali messaggi tra le varie persone che operano sullo stesso file.

piano editoriale a mano

Come creare un piano editoriale: i tool più interessanti

Per poter organizzare queste informazioni, averle sempre a portata di mano e facilitare l’usabilità del piano editoriale è importante che ciascuno individui la modalità più funzionale per strutturarlo.

Già gli strumenti messi a disposizione da Google possono essere preziosi. C’è chi, per esempio, gestisce il proprio piano editoriale grazie a Google Calendar e chi, invece, è fedele alle funzionalità di Excel, trasposte in rete grazie a Google Drive.

Esistono anche dei tool specifici, gratuiti oppure a pagamento, che possono essere adottati. Per esempio, ci sono diversi plugin che permettono di integrare il piano editoriale nel tuo sito in WordPress come CoSchedule oppure Editor Calendar.

Amatissimo e molto usato è anche Trello. In questo caso, è utile anche per dividere lavori e task tra i vari collaboratori per tenere sempre sotto controllo l’avanzamento dei lavori.

Tra i più quotati anche ContentDJ che unisce le funzionalità di programmazione editoriale dei blog con quelle per il social media management. È quindi molto utilizzato da chi si trova a gestire strategie di comunicazioni che coprono entrambi i canali.

Come adattarlo ai tuoi obiettivi

Ci sono molti modi per creare un piano editoriale e modalità differenti per utilizzarlo. È evidente che si tratta di uno strumento versatile che richiede costanza nell’utilizzo. Un elemento che porta, soprattutto chi cura la comunicazione per piccoli brand, ad abbandonarlo perché si ritiene che la funzione “pianifica” di WordPress o di Facebook sia sufficiente.

Tuttavia questo comporta un grande rischio: quello di perdere il controllo sulla tipologia dei contenuti che si propone al proprio target di riferimento e sull’equilibrio degli stessi. Per ovviare a questo pericolo, un suggerimento è quello di adattare e personalizzare il piano editoriale avvicinandolo, il più possibile, alle proprie esigenze e abitudini.

Non esiste, infatti, un unico modello che funziona universalmente, ma ciascuno può utilizzare, per esempio, il programma con cui ha più familiarità, oppure l’applicazione che già ha sullo smartphone. L’obiettivo del piano editoriale è agevolare la pubblicazione dei contenuti e integrarli in una strategia di digital marketing efficace.

Per questa ragione è fondamentale, come sempre quando si parla di comunicazione, tenere sempre presenti i propri obiettivi. E, perché no, integrare il proprio piano editoriale anche con una sezione apposita per motivarsi e monitorare l’andamento del proprio progetto.

A cosa serve il piano editoriale?

In conclusione, proviamo a rispondere alla cruciale domanda sull’effettiva funzione del piano editoriale. Abbiamo visto come di crea, quali sono gli elementi che non possono mancare e anche come personalizzarlo. Veniamo, dunque, al perché usarlo.

Il piano editoriale è lo strumento che ti può permettere di fare la differenza, trasformando la tua presenza online da una semplice vetrina in un efficace strumento di marketing. Ciò perché ti consente di legare ogni contenuto ad un obiettivo specifico e misurabile, nonché a garantire la continuità di pubblicazione che, per crescere, è imprescindibile.

Consente, inoltre, di organizzare il lavoro per tempo. In questo modo, sai in anticipo di che contenuti avrai bisogno, preparandoli con calma e con cura, senza rischiare di dimenticarsi avvenimenti importanti o ricorrenze significative per la tua attività.

Funziona anche come un archivio. Dovesse sparire un post, si dovesse cancellare misteriosamente, o dovesse andare offline il sito: qui resta uno storico di tutto quello che avete prodotto e che, in qualsiasi momento, potrebbe tornare utile. Inoltre, in caso di cali di visualizzazioni o engagement, potrai ritrovare qui un elenco dei post sui vari canali di comunicazione e potrai comprendere molto in fretta quali sono le ragioni della cattiva performance di un argomento.

Infine, anche se da fuori non necessariamente si vede, seguire un piano editoriale consente di presentare la tua attività o te stesso in maniera affidabile e precisa. Sappiamo bene che sono ingredienti preziosi per raggiungere il successo.

 

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