I podcast che diventano serie tv

In principio era il radiodramma: un testo teatrale scritto appositamente per essere diffuso tramite la radio. Negli anni d’oro di questo mezzo di comunicazione, il radiodramma ha visto tra i suoi autori registi e scrittori famosi, sia in Italia che all’estero.

Poi l’immagine in movimento ha avuto la meglio: cinema e tv sono diventati il punto di riferimento per l’industria dell’intrattenimento, ma anche per la cultura e l’informazione. Oggi, però, in un’epoca in cui si sente dire spesso che l’immagine ha il predominio sulla parola, a livello comunicativo, il formato audio è tornato alla ribalta.

Audiolibri e podcast sono sempre più diffusi e apprezzati dagli utenti, che possono ascoltarli online, ma soprattutto scaricarli su pc, tablet, smartphone, per averli a disposizione durante le attività quotidiane. Contenuti facilmente fruibili in ogni momento della giornata: in palestra o durante la corsa, nel tragitto in bus o in auto verso il lavoro, ma anche mentre si cucina o si mette in ordine la casa.

Così, pian piano, questi “audio show” sono diventati tanto popolari da destare l’attenzione di produttori e sceneggiatori televisivi impegnati nella ricerca di nuovi soggetti, che hanno tratto ispirazione proprio da alcuni podcast per realizzare delle serie tv o degli speciali. È il caso, per esempio, di Comedy Bang! Bang!, show radiofonico dal quale è stato realizzato prima un podcast e poi una serie tv (dal 2012 al 2016), o di Homecoming, di cui è già andata in onda una stagione su Amazon Prime Video. Prima di passare in rassegna alcune di queste produzioni, però, facciamo un passo indietro per ripercorrere brevemente la storia del podcast fin dalla sua nascita.

microfono

Podcast: dalla nascita alla diffusione

L’origine della parola “Podcast” è strettamente legata all’arrivo sul mercato del primo dispositivo per la lettura e riproduzione di file in formato Mp3, l’iPod della Apple. Infatti, podcast deriva proprio dall’unione di iPod e Broadcast ed è stato il giornalista Ben Hammersley a utilizzarla per la prima volta in un suo articolo del 2004. Il termine indica la possibilità di accedere a un contenuto audio su un dispositivo come il computer e in una prima fase furono le radio pubbliche a sfruttare questa possibilità di rendere disponibili i loro programmi anche on-demand. Il podcast, però, ha visto la sua diffusione capillare grazie ai produttori indipendenti, che lo hanno svincolato dalle radio e lo hanno reso un prodotto spesso di grandissima qualità, declinato nelle più varie sfumature, dalla divulgazione scientifica all’approfondimento di fatti di cronaca, fino alla narrazione e alla fiction.

Dai podcast alle serie tv 

Nel 2014 l’audioproduzione Serial si è aggiudicata il Peabody Award (un riconoscimento per trasmissioni radiofoniche e televisive) per la forma innovativa di racconto e la capacità di svilupparlo in maniera coinvolgente, che è servita a ispirare anche altri prodotti. Serial ha la voce della giornalista Sarah Koenig e la prima stagione era incentrata sull’indagine giornalistica relativa alla vicenda di Adnan Syed, condannato per l’omicidio della sua fidanzata, ma dichiaratosi sempre innocente. Negli anni successivi sono state prodotte anche la seconda e la terza stagione di Serial, mentre nei primi mesi del 2019 la HBO ha distribuito uno documentario in più parti (The case agaist Adnan Syed) che racconta l’inchiesta Syed e che, sebbene non sia una vera serie tv, è comunque ispirato a Serial.

Tra i podcast di successo degli ultimi anni, Dr. Death è di certo da ricordare. Distribuito nel settembre 2018, racconta la storia vera del dottor Duntsch, neurochirurgo soprannominato “dottor Morte” perché accusato di avere volontariamente causato danni irreversibili a numerosi suoi pazienti, rimasti paralizzati o menomati. La produzione della serie tv è stata annunciata poco dopo il debutto del podcast di Wonder, e vedrà nel cast Jamie Dornan e Alec Baldwin.

Nel panorama del podcast c’è spazio anche per l’elemento comico: Comedy Bang! Bang! dello scrittore e commediografo Scott Aukerman ha visto la luce nel 2009 e da allora non ha perso smalto. All’audio show si è affiancato per alcuni anni un programma televisivo, con alcuni degli ospiti del podcast.

Con i suoi episodi di 30 minuti, Homecoming si è subito posta come un formato nuovo di serie tv, lanciata su Amazon Prime Video a novembre 2018 e ispirata all’omonimo podcast del 2016. La protagonista è Julia Roberts e l’adattamento, coinvolgente almeno quanto l’originale, sta riscuotendo molto successo. La seconda stagione è in produzione.

Lo scorso 17 settembre, infine, Netflix ha annunciato che sulla piattaforma arriverà un’altra serie tratta da un podcast. Si tratta di Equinox, produzione Netflix Original ispirata a Equinox 1985, podcast danese tra i più ascoltati su iTunes. Equinox sarà un thriller sovrannaturale che racconta la storia di Anna, una ragazza che molti anni prima ha assistito alla sparizione di un pullman pieno di studenti; sarà Tea Lindeburg a sviluppare la serie, mentre la produzione esecutiva sarà di Piv Bernth (tramite la sua casa Apple Tree Productions e con il supporto di ITV Studios), che ha prodotto anche The KillingThe Bridge e Follow The Money).

Le serie tv tratte dai podcast rappresentano degli importanti esperimenti, utili anche a studiare come le nuove forme della serialità si intrecciano, sovrappongono e sviluppano le une accanto alle altre, per coprire fasce di pubblico sempre più ampie e, a volte, permettere ad alcuni prodotti di uscire da una nicchia e diffondersi, grazie a un nuovo formato. Molto più spesso, però, il successo di uno alimenta quello dell’altro, creando un circolo virtuoso che si inserisce nell’ottica della transmedialità e ne sfrutta la potenza. Seguite anche voi delle serie tv tratte dai podcast? Quali preferite?

Raccontatecelo nei commenti!

 

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