Il product placement alla conquista delle serie TV?

Le piattaforme che usiamo quotidianamente per guardare film e serie TV, proprio come Netflix, hanno contribuito a rivoluzionare l’entertainement con alcuni importanti cambiamenti, come la fruizione dei contenuti on demand. Slegati dal vincolo degli orari di trasmissione, inoltre, i programmi non sono più interrotti dagli spot pubblicitari. Ma questo non vuol dire che l’advertising sia assente dalle produzioni video, anzi. La presenza di prodotti e marchi è frequente: negli ultimi anni, il product placement è diventato sempre più protagonista delle serie TV.

Product placement: dalle origini alla diffusione della pubblicità indiretta

Chi ricorda che lavoro fa Tom Hanks prima di finire su un’isola deserta in Cast away? Con un minimo margine di errore possiamo supporre che quasi tutti quelli che hanno visto il film hanno ben presente che lavora per FedEx, la nota società specializzata in spedizioni. È solo un esempio, ovvimente, perché il cinema non è nuovo alla presenza di aziende e marchi al suo interno.

Dal cinema a Netflix e al video streaming

L’inserimento di prodotti a fini commerciali all’interno di show, film e serie tv permette di contestualizzarli e far sembrare naturale la loro presenza: non si tratta di un advertising invasivo, che spezza la fruizione del programma, e spesso infastidisce lo spettatore, ma di una incursione dl marketing nella storia, all’interno della quale i protagonisti interagiscono con un prodotto. Le origini di questa operazione di marketing non sono affatto recenti e nel corso degli anni il suo sviluppo lo ha reso un importante strumento al servizio della comunicazione aziendale. L’inserimento di prodotti all’interno dei film deve risultare quasi casuale, per questo è sempre stato attentamente studiato da esperti del settore.

Product placement nelle serie tv

Di recente, la terza stagione di Stranger Things ha fatto parlare di sé proprio per la forte presenza di prodotti brandizzati chiaramente riconsocibili. La Concave Brand Tracking, che monitora la presenza dei brand nell’entertainement, aveva infatti stimato una cifra di svariati milioni di dollari, corrispondente al product placement nella serie, ma Netflix aveva ribadito che nessuno tra i marchi citati aveva pagato per la sua presenza e che si è trattato di una scelta necesaria, volta a riprodurre con maggiore fedeltà lo scenario della narrazione.

netflix serie tv stranger things

Nell’ottica della crescente personalizzazione dei contenuti tipica della nostra epoca, il product placement può portare enormi benefici a entrambe le parti coinvolte. Inserendo un prodotto ad hoc, amato da una specifica nicchia di pubblico, ma in maniera poco invasiva, si rafforza la relazione tra brand e cliente, così come quella tra la serie TV, il film e i suoi protagonisti e i fan. Il rischio di farsi prendere la mano esiste, però, e il product placement è di certo un’arma a doppio taglio, che può portare a un risultato stucchevole, in cui la presenza del brand non è più ridotta al minimo, ma sconfina in operazioni esteme.

Il caso dei Korean drama

Le serie TV sud coreane, conosciute come K-drama, hanno riscosso un vasto successo anche fuori dalla terra natia, non soltanto in Asia: questo ha fatto aumentare in maniera esponenziale l’interesse dei brand nei loro confronti e le operazioni di product placement. Se l’oggetto delle sponsorizzazioni sono anche i luoghi in cui si svolge l’azione, attrattivi sia per i fan orientali che per quelli del resto del mondo, a farla da padrone sono i prodotti di lusso: alcuni studi hanno infatti dimostrato che una buona percentuale del pubblico di questi show ha un alto livello di istruzione e un elevato potere d’acquisto. Così, alcuni K-drama sono stati letteralmente invasi dal product placement, tanto da sollevare delle polemiche: un’operazione nata con l’intento di sembrare il più naturale possibile non risulterebbe così più invasiva dell’advertising tradizionale?

In alcuni casi, poi, i prodotti sono diventati oggetti indispensabili all’economia della storia. In Memories of the Alhambra (prodotto da Studio Dragon e Chorokbaem Media e distribuito da CJ E&M e Netflix), per esempio, un cronografo di produzione svizzera aiuta accompagna l’eroe nel suo viaggio e lo supporta in diverse situazioni.

Qual è la vostra opinione? Cosa pensate delle operazioni di product placement nelle serie TV?

 

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