Tutti pazzi per il Prosecco DOC, anche sui social

Tutti pazzi per il Prosecco, dalle colline di Conegliano e del Valdobbiadene al mondo intero. Analizzando i dati Istat relativi all’export e al consumo di vino nel mondo, Coldiretti ha rilevato come il Prosecco DOC sia di gran lunga il vino italiano più bevuto e apprezzato anche fuori dall’Italia.

Nei primi sei mesi del 2019, infatti, le esportazioni sono cresciute ben del 25%, trainate dal mercato britannico. Effetto Brexit? Difficile dirlo, ma quel che pare certo è che i sudditi della Regina Elisabetta amano brindare con le bollicine italiane. Un trend con un impatto economico non indifferente, tant’è che solo in Gran Bretagna i produttori di Prosecco DOP, nel complesso, hanno fatturato  348 milioni di Euro nel 2018.

Merito anche di un nome diventato ormai familiare e di un brand dalla forte identità, capace di raccontarsi in maniera coerente.

Lo storytelling del Prosecco DOC, infatti, si muove con agilità tra canali di comunicazione differenti e la valorizzazione del territorio anche dal punto di vista turistico. Non è un caso che l’area delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sia stata recentemente candidata nella Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco come Paesaggio culturale.

Integrata e corale: la comunicazione del Prosecco DOC

ricetta prosecco doc

Il Consorzio di Tutela si è formato nel 2009 con l’obiettivo di tutelare, coordinare e gestire la Denominazione di Origine Controllata ottenuta dal Prosecco il 17 luglio dello stesso anno. Da Statuto si occupa di associare, su base volontaria, produttori, viticoltori, vinificatori e case spumantistiche per poter sostenere e promuovere un vino d’eccellenza e garantirne l’elevato standard di qualità.

Del resto, di Prosecco DOC si parla spesso. È sufficiente sfogliare ogni giorno i giornali e le testate web per poter trovare novità, interviste e notizie. Grazie al servizio di rassegna stampa de L’Eco della Stampa, per esempio, abbiamo tra il 27 maggio e il 10 giugno sono stati pubblicati sulla stampa tradizionale ben 442 articoli, mentre i passaggi tra radio e televisioni sono stati 252.

Molto chiacchierato anche sul web. Nello stesso periodo le citazioni del “prosecco” sono state più di 155. Dal punto di vista della comunicazione aziendale digital, il punto di partenza è, come accade anche per gli altri vini da noi analizzati il Trento DOC e lo Schioppettino, il sito web. Dinamico e responsive, si può navigare in quattro lingue: italiano, inglese, tedesco e russo. Una prima conferma dell’orientamento internazionale della produzione di questo vino.

Quali sono i canali utilizzati per la comunicazione digitale?

Già a partire dal sito del Prosecco DOC (www.prosecco.wine) sono chiari i collegamenti ai canali di comunicazione digitale implementati e sviluppati. Troviamo, infatti, link diretti a:

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • YouTube.

Quattro canali che risultano aggiornati con costanza, grazie alla pubblicazione di post, infografiche, video, interviste e fotografie.

Tutte le informazioni principali sono riportate sul sito dove, navigando tra le varie sezioni, è possibile leggere lo statuto del Consorzio di Tutela, scoprire i consigli dei produttori per conservare e servire al meglio il vino, ma anche le indicazioni per riconoscere il Prosecco DOC autentico e distinguerlo dai (tanti) falsi.

Si parla delle tipologie di Prosecco DOC: Spumante, Frizzante e Tranquillo e come si distinguono solo sulla base della quantità di zucchero presente. Mentre una sezione specifica è dedicata al tema, sempre più sentito, della sostenibilità dell’intera filiera.

Dalla storia alle ricette, il sito del Prosecco DOC condensa in maniera chiara e approfondita tutto ciò che può servire sapere sul vino, compresi gli ultimi eventi e le news. Come hanno scelto di diffondere, poi, sui social media questa miniera di informazioni?

prosecco doc mostra del cinema di venezia

Prosecco DOC sui social per coinvolgere la community

Come abbiamo già anticipato, i canali social utilizzati per promuovere il Prosecco DOC sono quattro: Facebook, Twitter, Instagram e YouTube, tutti e quattro aggiornati con costanza sia in lingua italiana (prevalentemente) che in inglese.

I contenuti pubblicati riguardano tutti gli aspetti della “vita” del calice di vino: dalle vigne agli eventi più glamour, raccontati attraverso video e fotografie. L’aspetto visivo, in linea con i trend del settore, è preponderante e curato in ogni aspetto.

Troviamo, infatti, anche alcune rubriche per raccontare il Prosecco DOC anche negli aspetti più tecnici senza venir meno allo scopo di infotainment che ricoprono i social. Un esempio è #ilGlossarioDOC che, attraverso post grafici, spiega il significato (e la pronuncia!) di alcuni termini chiave per conoscere meglio il vino come, per esempio, chamat, aromaticità, capsula o autoclave.

prosecco doc charmat

Nota di merito per l’engagement rate. Sono molti i commenti, e caratterizzati da un sentiment globalmente positivo su Facebook. A proposito di Instagram, secondo quanto rileva Ninjalitics, infatti, l’E.R. raggiunge il 52,01%, una percentuale nettamente più alta della media degli account con lo stesso numero di follower. Costante e “pulita” anche la crescita in termini di seguaci, senza ricorrere a strategie di follow/unfollow o BOT che a Instagram piacciono sempre meno, come sappiamo dalla sua campagna contro i “fake”.

Unica piccola nota in una comunicazione digital da manuale è la proposta di #italiangenio come hashtag “aziendale” su Instagram che l’account stesso ha utilizzato una sola volta negli ultimi 12 post. In generale, però, è stato utilizzato 725 volte e quasi sempre per parlare di Prosecco DOC oppure di Leonardo Da Vinci. Che sia una sovrapposizione “casuale”? Sicuramente non può che far piacere a chi si pone l’obiettivo di valorizzare un’eccellenza italiana nel mondo come il Prosecco!

 

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