Settembre, come pianificare la comunicazione del nuovo anno

Settembre è il mese in cui si ricomincia dopo la pausa estiva. Per molti business è come se fosse il 1° gennaio per ognuno di noi, quando si fanno buoni propositi e si cercano nuove strade per migliorarsi.

Tra le tante cose che bisogna pianificare e aggiornare al lavoro, il piano di comunicazione è sicuramente l’attività che richiede più attenzione.

Il piano di comunicazione infatti non prevede solo creatività e programmazione, ma anche una importante fase di monitoraggio e analisi dei risultati.

Da dove iniziare per ripensare il piano di comunicazione

Per prima cosa bisogna capire quali sono gli obiettivi che ci si vuole porre per il trimestre successivo e per l’anno a venire.

Questi dovrebbero essere confrontati con i risultati che si prevedeva di raggiungere in modo da fare alcune considerazioni.

Siamo riusciti ad arrivare al nostro obbiettivo nel periodo precedente? In che modo ed in che tempi? Quale riscontro abbiamo avuto dal nostro pubblico?

Possiamo capire cosa ha funzionato e cosa invece no. Porre degli obbiettivi irrealistici danneggerà lo sviluppo della strategia in ogni sua fase.

Un’analisi appronfondita potrebbe far sorgere dei dubbi riguardo al successo del piano di comunicazione sui social media. Il lavoro svolto potrebbe non aver portato al coinvolgimento sostanziale del pubblico. Quindi sarà necessario ripensare ad una nuova strategia, aggiustare gli obbiettivi e tenere costantemente monitorati i dati relativi all’engagment social.

Al contrario invece potrebbe essersi rivelato molto utile l’ufficio stampa che, con un buon rapporto di articoli apparsi su testate cartacee e web, ha prodotto grandi risultati. A settembre, imposteremo obbiettivi ancora più ambiziosi per provare a compensare il terreno perso online.

Come analizzare i dati? Con la media intelligence

Dicevamo che per comprendere al meglio i risultati del piano di comunicazione servono i dati accurati dal mese di settembre precedente.

Servono i report, facilmente ricavabili dalle piattaforme di qualsiasi servizio di media monitoring e media intelligence.

Il media monitoring cross-mediale è un ottimo modo per avere la visione dettagliata su tutti i media, dalla carta stampata al web, dalla tv ai social media. Successivamente, serve un servizio, manuale o automatizzato, di analisi dei risultati del monitoraggio.

Intelligence de L’Eco della Stampa permette tutto questo in modo estramamente intuitivo e automatizzato. I valori di ogni media possono essere incrociati per argomenti ed è possibile creare dashboard personalizzate per ogni membro del team di comunicazione.

media intelligence

Essendo un servizio esterno, non solo permette di controllare tutti i risultati nel dettaglio ma permette allo staff interno di coordinarsi al meglio su tutto quello che riguarda la comunicazione.

Con i report redatti da uno staff di analyst invece, si potranno scoprire direttamente tutte le criticità e i punti di forza della propria comunicazione.

Dipende dal tipo di necessità a cui bisogna rispondere, ma così il lavoro arriva già pronto. Un report dettagliato conterrà tutte le analisi e eventuali commenti, pronti per essere diffuso al top management.

Qualsiasi sia l’approccio preferito per il tipo di realtà e obbiettivi che si vuole raggiungere, con la media intelligence si individuano le attività migliori per crescere le potenzialità del prossimo comunicazione.

La riuscita invece, è tutta nelle vostre mani!