Sleddog a Castelmagno: vivere la montagna con i cani da slitta

Se guardando “Balto”, il cartone animato di Walt Disney, avreste voluto guidare la slitta che porta la medicina a Nome, lo Sleddog è l’attività che fa per voi. Si tratta di uno sport invernale in cui si guida una slitta, trainata da diversi cani. Un’attività molto popolare nei Paesi del Nord e in Germania e che, ultimamente, si sta diffondendo anche in Italia.

Come spiega Massimo Bassan, Presidente della FIMSS (Federazione Italiana Musher Sleddog Sport), “la competizione tra club e federazione ha permesso di offrire un prodotto appetibile e di maggiore qualità rispetto al passato. Va detto che lo Sleddog è arrivato nel nostro Paese negli anni Settanta, grazie a due fratelli italo-armeni, Ararad ed Armen Khatchikian, che hanno vinto importanti premi, facendo così conoscere questo sport da noi”.

Un settore, quello dello Sleddog, che è stato solo in parte toccato dal Covid-19. “Le competizioni si sono comunque svolte – continua Massimo – per cui il mondo agonistico non ha risentito granché dell’emergenza. Al contrario, le scuole e chi fa attività di Sleddog con persone comuni hanno subìto parecchi danni”.

Sleddog a Castelmagno

Una storia di coraggio e passione

Ha trasformato il Covid-19 in opportunità Fabrizio Fulcheri, che ha portato la sua attività di Sleddog, Ranch Alpi del Mare, in pianta stabile a Castelmagno, un paese montano in provincia di Cuneo, patria dell’omonimo formaggio, eccellenza italiana.

“A questa attività mi dedico da sei anni – ci racconta – ma, inizialmente, lavoravo in zone più basse di Castelmagno, dove la neve era sempre poca. Sono arrivato qui perché nell’inverno 2018, i titolari di due locali, La Font e La Meiro, mi hanno contattato per organizzare una giornata di Sleddog, sfruttando una pista da fondo poco usata, ma molto adatta per praticare questo sport”.

Relais La Font

L’evento ha riscosso grande successo, tanto che l’anno seguente a Fabrizio viene riproposta l’attività in maniera continuativa, grazie ad un accordo tra le due strutture e il comune di Castelmagno. Nel marzo 2020, tutto si ferma per il lockdown, ma allo stesso tempo esce un bando per la gestione della pista per lo sci di fondo. Fabrizio non se lo lascia scappare e si aggiudica la direzione dell’impianto.

“Questa è stata la nostra idea vincente – evidenzia Fabrizio – perché essendo i gestori, possiamo battere e modellare al meglio la pista, senza rischiare che qualcuno calpesti la neve e renda pericoloso il percorso. Inoltre, trovandoci a 1700 metri di altitudine, il manto bianco si mantiene per un tempo più lungo rispetto ai posti dove lavoravamo prima”.

Tutto questo nonostante il Covid. “Diciamo che siamo stati fortunati a svolgere un’attività consentita dai DPCM – ammette Fabrizio – alcuni stop forzati agli spostamenti, come quelli del periodo natalizio, ci hanno penalizzato ma, nel complesso, non possiamo lamentarci”.

Andrea Amedeo dell’azienda La Meiro

Fare sport con i cani grazie allo sleddog

Ad oggi questa attività conta una ventina di cani da slitta. Dà lavoro, oltre che a Fabrizio, ad altre due persone, più 3/4 aiutanti nei weekend. “La caratteristica peculiare dello Sleddog – spiega Fabrizio – è il rapporto diretto con un animale, cosa che nessun altro sport invernale offre”.

Anche se per poco tempo, quando si fa Sleddog è bene cercare di collaborare con i cani, senza vederli come una mera fonte di divertimento. “Per esempio, se li aiutiamo spingendo la slitta quando c’è una salita – consiglia Fabrizio – loro saranno più contenti e andranno più veloci quando ci sarà una discesa. Bisogna cercare di essere un musher, termine che indica colui che guida la slitta, a tutti gli effetti”.

Un aspetto che sembra scontato, ma che non lo è affatto, è che non tutti i cani sono adatti a trainare una slitta. “L’animale deve avere l’istinto di farlo – dice Fabrizio – se non ce l’ha è inutile provarci, non è una cosa che si insegna. E, a volte, ad averlo sono quelli più insospettabili. Ricordo una persona che venne a fare Sleddog e ci parlò di quanto il suo amico a quattro zampe tirasse come un matto il guinzaglio quando era a passeggio. Allora gli suggerii di provare a portarlo da noi e si rivelò un promettente cane da slitta.

sleddog
 I cani da slitta Siberian Husky ed Alaskan Husky

Normalmente, quando i cani hanno 7/8 mesi iniziamo a farli passeggiare con un’imbragatura apposta per vedere come si comportano. Successivamente, proviamo ad attaccarci noi, usando corde elasticizzate per vedere se il cane tende a scattare oppure no. Dopodiché, cominciamo ad utilizzare carrelli, per abituarlo all’idea della slitta ed al lavoro in gruppo”.

Già, perché fare squadra non è sempre facile. “Gli abbinamenti per tirare una slitta non sono scontati – afferma Fabrizio – i cani hanno simpatie ed antipatie e bisogna prestare attenzione a mettere insieme quelli giusti. A volte capita di trovare accoppiate che si rivelano vincenti solo se messe in una determinata posizione, ma sono cose che si scoprono man mano”. Un’attività complessa che ripaga con straordinarie emozioni.

Ho provato per voi! 😉

Tanti progetti anche per l’estate

“Adesso la nostra stagione invernale è praticamente finita. Quest’autunno – conclude Fabrizio – offriremo ai nostri clienti l’esperienza con il carrello di cui ho parlato prima, simile alla slitta, ma più facile da manovrare. Quest’estate, invece, organizzeremo attività di dog trekking, ovvero passeggiate con un cane. Un passatempo adatto a tutti, soprattutto a quelle famiglie che desiderano un animale, ma vivendo in alloggio non lo possono tenere”.

 

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