Fare marketing su Tinder: il caso di Urania e Montone

Non è sempre facile trovare il claim giusto, il canale adatto, il contenuto originale per promuovere il proprio brand. Lo sa bene chi si occupa di marketing e, soprattutto, di marketing online. Ormai è stato sperimentato e inventato quasi tutto ed è addirittura nata una vera e propria professione totalmente social-based: l’influencer.

Cosa fare per spiccare rispetto alla concorrenza e raggiungere il proprio target travolto e sommerso da informazioni di ogni tipo? Un caso a dir poco curioso è quello della misteriosa etichetta Mistress che ha usato Tinder, la popolare app per incontri, per promuovere il primo singolo dei Montone. Come ha fatto?

Tinder, chatbot e visualizzazioni che volano

Tutto è nato dalla canzone “Da quando sei sparita” del giovani gruppo romano Montone. Il testo racconta la fine di una storia d’amore che, nel video, viene raccontata dal punto di vista di una giovane ragazza bionda. Nulla di sorprendente, fin qui. Ma l’idea dell’etichetta è di iscrivere su Tinder la protagonista del video, che si chiama Urania.

Della giovane si dice che fa l’attrice e che le piace la musica indie. Grazie, poi, all’installazione di alcuni chatbot – uno degli strumenti di marketing a disposizione dei brand su Tinder-, Urania ha iniziato ad interagire con i vari match fino ad arrivare al punto clou: inviare il link al video direttamente su YouTube.

Tutti pazzi per Urania, ma cosa resta di Montone?

Colpo di genio oppure esagerazione? È presto per dirlo, tant’è che per ora si sta parlando di più dell’operazione di marketing che del gruppo. In ogni caso, è interessante osservare come Mistress abbia cercato di utilizzare un canale alternativo per stabilire una connessione con il proprio target.

Anche scorrendo i commenti sotto al video emerge come l’immedesimazione e il confronto con “Urania” sia una chiave vincente che ha stimolato visualizzazioni e interazioni. Come spiegano a proposito delle conversazioni con gli utenti le menti del progetto a Noisey:

“Sicuramente quegli utenti che hanno inconsciamente capito di far parte di una cosa più grande di loro, nello specifico uno che ha scritto “Ho visto il video, quando scorrevi i profili su Tinder mi sono immaginato di comparire io!” o quelli che hanno mangiato la foglia arrivando fino in fondo per curiosità o sadismo, non sappiamo. In diversi avranno segnalato il profilo, considerando che abbiamo dovuto ripristinare tutto almeno tre volte, ma può anche darsi che sia stato l’IT di Tinder a sgamarci! Quando abbiamo letto, tra i primi messaggi ricevuti, un utente che ci scriveva “Sei la migliore qui dentro perché ti piacciono i Pop X!” abbiamo capito che eravamo sulla strada giusta, quel messaggio voleva dire “guarderò volentieri il tuo video e ne vorrò parlare, perché sono sicuro che ci capiremo”. La profilazione via Tinder potrebbe apparire limitante, ma abbiamo preferito qualche migliaio di visualizzazioni verticali piuttosto che milioni indifferenziate, mentre da oggi andranno benissimo.”

A dire il vero il progetto non ha (ancora) spiccato il volo, ma i primi ingaggi frutto della campagna già ci sono stati.

Da Domino’s ad Amnesty International: altre storie di Tinder Marketing

Quella di questa misteriosa etichetta it pop per lanciare Montone non è però una novità assoluta. Infatti, esistono diversi strumenti che consentono di utilizzare Tinder per fare pubblicità. Ne hanno approfittato già alcuni brand tra cui Domino’s Pizza che, lo scorso anno, ha creato un profilo “pizza” per San Valentino. A partire dai match si potevano ottenere sconti o omaggi. Una campagna che ha coinvolto più di 200.000 utenti.

Il South by Southwest (SXSX) Festival, invece, ha creato il profilo Tinder di Ava, la protagonista del film “Exmachina” nei giorni della première. Dopo aver chattato un po’ con la bella fake protagonista, veniva inviato a tutti il link all’account Instagram del film dove poter guardare il trailer e alcune immagini in anteprima. Mossa di successo, soprattutto perché il tema del film è proprio l’intelligenza artificiale.

Tinder marketing per il sociale

Non solo marketing, ma anche advocacy. Nel 2016, infatti, l’Immigration Council of Ireland ha lanciato una campagna su Tinder per sensibilizzare il target al tema della prostituzione e della tratta. I profili fake, in questo caso, sono stati utilizzati per raccontare le storie di alcune donne che hanno subito questa forma di violenza. Alla fine la call to action era sempre la stessa:

“Your options are left or right”

“Sex trafficking victims have no options. You have the option to help end it now.”

Tinder per il sociale è stato utilizzato anche da Amnesty International Australia. L’argomento, in questo caso, erano i matrimoni forzati. L’idea è stata di creare account che presentassero come immagine una fotografia con un copy che evidenziasse la brutalità di questa pratica e, soprattutto, il fatto che per molte bambine non fosse possibile compiere una scelta.

Avreste mai pensato di poter utilizzare anche così Tinder?

 

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