Comunicare il vino online: l’esempio del Trentodoc

Un italiano su tre sceglie di andare in vacanza per poter godere di un’esperienza enogastronomica. E lo fa principalmente in Italia dove le eccellenze sono moltissime e distribuite in tutte le Regioni. Questo è quanto emerge dal primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico in Italia realizzato da Roberta Garibaldi, Università degli studi di Bergamo e World Food Travel Association.

Proprio perché esiste un interesse sempre più forte rivolto al mondo del food & wine anche dal punto di vista turistico, comunicare la propria realtà o azienda è fondamentale. È utile, in primo luogo, per farsi conoscere e notare. Ma anche per attrarre su di sé un flusso di turisti, e potenziali clienti, che, oggi come non mai, è in cerca di esperienze enogastronomiche.

Come comunicare, dunque, il vino? Ci siamo già dedicati in maniera particolare a Instagram, consigliandovi alcuni hashtag a tema vino. Questa volta, invece, andremo a scoprire come l’Istituto Trento Doc, di cui fanno parte ben 52 aziende spumantistiche del territorio, racconta la Sua eccellenza online.

Trentodoc, un racconto collettivo dal territorio

trentodoc cover

Sono più di 30 anni che l’Istituto Trento Doc esiste e organizza attività a tutela e valorizzazione di uno spumante prodotto nella provincia di Trento. Un vino unico, figlio dell’intuizione del giovane enologo Giulio Ferrari che, nei primi anni del Novecento, per primo ebbe l’idea di produrre uno spumante trentino.

Più di un secolo dopo, l’azienda che porta il suo cognome e il Trentodoc sono sinonimo di eccellenza enologica.  La D.O.C., ovvero la denominazione di origine controllata, è stata riconosciuta nel 1993 ed è stata la prima volta che un vino spumantizzato con il metodo classico ottiene questa certificazione in Italia.

Dove trovare queste informazioni? Oggi che l’informazione è sempre più digitale, troviamo la storia, il marchio, il disciplinare e tutti i dettagli per iniziare a conoscere meglio il Trentodoc sul sito internet. All’indirizzo trentodoc.com troviamo anche un approfondimento sui quattro vitigni che possono essere utilizzati per lo spumante.

Ci si cala nell’ambiente della provincia autonoma dove tutta la produzione deve, da disciplinare, aver luogo. Non manca uno spazio dedicato alla provincia, dalle montagne al clima fino alla scoperta delle aziende unite nell’Istituto. Ci sono tutte, ordinate sia per luogo che in ordine alfabetico per facilitare la consultazione.

Possono mancare, infine, i consigli pratici per valorizzare il Trentodoc? Certo che no. Abbinamenti, stagioni, regole di consumo: sul sito si trova tutto ciò che può essere utile per godere appieno dell’esperienza enologica.

Facebook, Twitter, Instagram e YouTube per parlare a pubblici diversi

Ad integrare ed arricchire la presentazione del Trentodoc sul sito web, l’Istituto gestisce quattro account social a cui è possibile collegarsi direttamente dall’homepage:

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • YouTube

Il più seguito, con più di 68.000 like, è Facebook dove troviamo, raccontati per immagini, gli eventi con il Trentodoc come protagonista, i vigneti in tutte le stagioni, le persone che partecipando alla produzione. I contenuti sono prevalentemente visivi, in linea con il trend che vede il visual come elemento che fa il successo sui social. Onnipresente il marchio “Trentodoc” che, impresso sulle foto o indicato in didascalia come hashtag, identifica ogni post. Esiste anche una pagina Facebook dedicata interamente al mercato statunitense, chiamata quindi Trentodoc USA seguita da più di 6.000 utenti. Con riferimento ad entrambe le pagine, è importante ricordare come, nel corso degli anni, l’algoritmo sia stato modificando riducendo il reach organico delle pagine.

Twitter parla inglese. Su questo social, infatti, troviamo articoli e approfondimenti internazionali. Parte dei post sono dedicati a delle semplici traduzioni in lingua dei contenuti proposti in italiano sugli altri social, altri invece sono link di approfondimento da testate straniere come Forbes oppure il Chicago Tribune. Stona in una comunicazione così curata, e sempre identificata da un hashtag chiaro, una sola nota: la biografia in italiano può sembrare fuori luogo per un account che scrive contenuti soltanto in inglese. Che sia una svista?

Passiamo, infine, all’analisi dell’account Instagram @trentodoc. Anche in questo caso, si capisce subito che il target è internazionale: bio e descrizioni sono sempre in inglese. Mentre nelle stories si utilizzano in maniera intercambiabile italiano e inglese, in base al tema di cui si sta parlando. Interessante l’equilibrio dei contenuti. Troviamo, infatti, immagini dell’ambiente, del vino, degli eventi, del dietro le quinte, di ambienti dove il vino diventa pretesto per vivere un’esperienza. Non manca anche la rassegna stampa e social, tra stories e post, che è cruciale anche per un’azienda vinicola per potersi sempre migliorare e non perdere d’occhio i trend del mercato.

Un’ultima nota sul canale YouTube, apparentemente abbandonato. L’ultimo video, infatti, è stato pubblicato due anni fa. Un vero peccato, perché potrebbe essere un’ulteriore canale per raccontare un territorio scenografico dove viene prodotto un vino che è decisamente fotogenico con le bollicine in movimento. Per di più, non sono stati registrati per ora cali della visibilità dei contenuti, soprattutto se ben indicizzati, per la narrazione visiva di prodotti così suggestivi. 

#noiTrentoDoc, un hashtag per raccontare il lato umano

 

Una delle sfide più impegnative per chi è impegnato in un business e si trova a doverlo comunicare è quella di creare una connessione con il proprio pubblico. I social, da questo punto di vista, hanno offerto un’opportunità incredibile alle aziende che possono instaurare una conversazione con il cliente e mostrare il proprio lato più umano.

Allo stesso tempo non è, però, cosa facile. Soprattutto per chi è abituato a dare il meglio di sé nella propria attività tra campi e vigneti. L’Istituto Trento Doc ci offre un esempio interessante di come tradurre in pratica l’esigenza di raccontarsi in prima persona. Lo fa grazie all’hashtag #noiTrentodoc che, su tutti i canali scelti per la comunicazione social, presenta in poche parole e un’immagine le persone vere che sono parte del mondo dello spumante trentino.

Emergono così le storie delle famiglie che, nel corso dell’ultimo secolo, hanno consentito a questa eccellenza di emergere. Ma anche le proposte nuove e le cantine più nuove, a testimonianza dell’interesse dei giovani per il Trentodoc e per il territorio trentino.

L’hashtag, utilizzato quasi esclusivamente dagli account ufficiali, consente di rendere bene la dimensione collettiva dell’esperienza e della produzione del Trentodoc. L’uso del noi, prima del marchio, allarga l’orizzonte e suggerisce, istintivamente, la presenza di più aziende coinvolte e in rete. È semplice poi tornare al sito per scoprire effettivamente quante, dove si trovano, cosa fanno nel concreto le persone che scopriamo ritratte sui social.

Nel complesso, il Trentodoc si presenta online in maniera elegante, spicca la forte vocazione internazionale e l’attenzione al dettaglio con contenuti mai casuali. Al centro viene messa l’esperienza del vino, sul territorio così come nelle sale da degustazione. Non mancano le persone per uno storytelling a 360° di un prodotto non semplice, ben valorizzato.

 

Tutte le immagini sono tratte dalla pagina Facebook Trentodoc.

 

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