Virtual tour: così cambia il modo di viaggiare

Con il rientro dalle vacanze e la routine quotidiana che riprende, nulla è meglio per distrarsi un attimo e rinfrescarsi il cuore che dedicare qualche minuto a guardare i siti di località estive dove ci piacerebbe andare, anche solo con la mente.

Con la digitalizzazione è cambiato anche il modo di scegliere le vacanze: quando ero bambina si andava in agenzia di viaggi e si chiedevano informazioni su nuove mete; se invece si restava fedeli alla stessa località ricordo che con mia madre da un anno all’altro si prendeva nota dei “cartelli di affittasi” appesi nelle villette più interessanti al mare, o degli alberghi che piacevano di più, e si chiamavano verso l’inizio dell’anno nuovo.
Adesso invece, oltre alle foto che propone internet, c’è uno strumento ancora più performante e che ci cala direttamente nel luogo da sogno delle nostre vacanze: il virtual tour!

Lo utilizzo ormai da anni, ma ho capito quanto il modo di vivere delle nuove generazioni sia cambiato solo questa estate: ho mostrato a mio figlio di 4 anni il tour virtuale dell’Hotel al mare dove saremmo andati (a dire il vero lo abbiamo guardato insieme più e più volte, nell’attesa della tanto agognata vacanza) e, appena giunti sul posto, lui è corso tra i corridoi, ha ammirato la hall, e ha urlato, entusiasta: “è proprio come me lo aspettavo!”

Scompare quindi l’immaginazione del chissà come sarà, e prende posto la certezza del come è.

Ma chi ha inventato i virtual tour?

Pare che le origini del termine risalgono al 1994, quando fu creata la ricostruzione tri-dimensionale a computer di un castello, Il Dudley Castle, in Inghilterra così come era nel 1550. Fu così presentato dalla Regina Elisabetta II quando aprì il centro visitatori del castello e dal British Museum.
Il virtual tour è un percorso solitamente composto da una mappa o pianta, da una serie di fotografie tri-dimensionali, dette fotosferiche, eventualmente da qualche immagine bi-dimensionale e/o video. Talvolta alcuni confondono il video con il virtual tour ma il video è un percorso fisso già predefinito in partenza ed ha una durata temporale, mentre il virtual tour è un percorso messo a disposizione dell’utente che poi decide cosa vuole vedere e quando.

Oggi il virtual tour viene utilizzato non solo per i luoghi di vacanze, ma anche da negozi o agenzie immobiliari (quale modo migliore per far visitare gli appartamenti facendo risparmiare tempo ai possibili acquirenti?) o da altre realtà che vogliono sfruttare questo modello per stupire il pubblico.

Un esempio recente è il Waste Travel 360°, il primo viaggio virtuale nel mondo dei rifiuti e del riciclo. Si tratta di un progetto innovativo presentato nell’ambito del La Versiliana dei Piccoli: il virtual tour viene utilizzato per permettere all’utente di interagire direttamente con i materiali, dall’alluminio alla plastica, dal vetro al legno, dall’acciaio alla carta, proprio come in un videogioco. La stessa modalità sarà probabilmente sfruttata anche nelle scuole, e potrà avvicinare tutti a realtà lontane.

Un modo per viaggiare un po’, pur restando qui.

 

 

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