Web e musei: cosa monitorare?

Arriva l’estate e con lei tanti viaggi e posti da vedere.

L’Italia è ancora una delle mete preferite  per i turisti con la sua storia e le tantissime città d’arte.

La crescita dei visitatori si attesta al 18% negli ultimi otto anni. Percentuale che è aumentata di anno in anno senza sosta.

Basti pensare che nel 2017 si è registrato il record di visitatori con numeri che sono arrivati a più di 50 milioni di turisti presenti in Italia. L’elezione di Matera come Capitale Europea per il 2019 può aver aiutato, ma il trend è innegabile.

Tuutavia, al di là di numeri e statistiche, bisogna dire che i musei italiani hanno una presenza sul web a dir poco scarsa. Complice forse un’idea un po’ vecchia, sembra che il nostro paese possa vivere di immaginario comune confidando esclusivamente sulla bellezza creata nei secoli precedenti.

Per essere presenti sul web servono strumenti digitali e anche profili social. Ma soprattutto personale specializzato nella creazione di contenuti strategici e gestione del monitoraggio della propria presenza online.

Monitoraggio dei social media

I social media rappresentano (a ragione) il mezzo maggiormente utilizzato per testimoniare la propria presenza.

Sfruttare il desiderio di molti utenti di geolocalizzarsi nelle località è fondamentale per raggiungere un numero più elevato di persone.

L’importanza cresce ancora di più se la città, il paese o il museo in questione sono meno conosciuti. Il fatto stesso che qualcuno voglia far sapere di essere in quel determinato luogo implicitamente lo eleverà a destinazione esclusiva, invitando anche altri a fare lo stesso.

Quindi, prima di tutto bisogna invitare i turisti a geolocalizzarsi.

Un semplice cartello potrebbe bastare, ma perché non pensare ad una piccola installazione con la quale i social addicted possano interagire mentre fanno foto e video con lo smartphone?

Una volta effettuato questo passaggio diventa fondamentale seguire quanti visitatori decidono di utilizzare l’installazione. Come è possibile senza l’utilizzo di strumenti invasivi e poco pratici come le telecamere? La risposta è semplice: con il media monitoring.

Così si potrà anche registrare le interazioni ed il coinvolgimento scaturito da questa attività, in ambito social media ma anche sotto altri aspetti. Ad esempio, potrebbe essere interessante scoprire un eventuale nesso esistente tra l’utilizzo dell’installazione ed il trend di monitoraggio webacquisto dei biglietti.

Monitoraggio delle recensioni e degli articoli

Le review rappresentano ancora uno spauracchio per chiunque abbia attività commerciali nel settore food e delle strutture ricettive. Da un po’ di tempo a questa parte, i musei rientrano nelle cose d’obbligo da recensire.

Di conseguenza è consigliabile tenere conto di quanto scritto dai viaggiatori per migliorare, nei limiti delle possibilità stabilite dalle regole ministeriali e nazionali, i propri servizi.

Si potrebbe scoprire ad esempio che il book shop non è perfettamente fornito di libri, guide o gadget che piacciono ai turisti. Oppure che il bagno pubblico è spesso chiuso per le pulizie o che ci sono persone che bivaccano all’esterno della struttura, disturbando chi è desideroso di scoprire nuove culture e arte straniera.

Il monitoraggio delle recensioni offre davvero numerose possibilità per capire in che modo è possibile migliorarsi e migliorare l’esperienza dei turisti.

Come la maggior parte dei business, anche i musei devono controllare cosa viene scritto della propria struttura da blogger e giornalisti. Siti specializzati nel settore travel rappresentano un ottimo mezzo di promozione.
Essere inseriti, ad esempio, nei “10 posti da vedere assolutamente” può essere un vanto di cui andare fieri e da condividere con i propri follower.

Monitorare i musei di altre città

Il monitoraggio di altre strutture museali non significa entrare nell’ottica dei competitor. In realtà è utile guardare fuori dai propri spazi, per trovare spunti e possibili collaborazioni.

Il web è uno spazio che non richiede viaggi in aereo o costi maggiori rispetto a quelli preventivati, ma permette relazioni e collaborazioni virtuali.

In occasione della nascita o della morte di Amedeo Modigliani,ad esempio, il Museo del Novecento di Milano che ha in mostra alcune sue opere, potrebbe monitorare le iniziative previste nella città di Livorno che ospita la sua Casa Museo per avviare un’amicizia collaborativa sul web.

Monitorare il lavoro delle altre gallerie è un modo per stimolare la creatività, non solo per iniziative da avviare ma anche per quanto riguarda la gestione dei contenuti del sito web, dei social media e delle digital PR.

Il monitoraggio del web non è quindi una pratica da usare solo per chi ha grandi business da far crescere, ma anche da strutture pubbliche che vogliano migliorare i propri servizi e la propria presenza online.