Media partner: come scegliere quelli perfetti per te

Visibilità e reputazione sono due ingredienti fondamentali per poter trasformare un evento in un successo. Infatti, al giorno d’oggi, non è sufficiente organizzare e pianificare a puntino un appuntamento, ma è altrettanto fondamentale pianificare una strategia di comunicazione che ne supporti la diffusione. Gli strumenti sono molti: dal marketing tradizionale fino al coinvolgimento di blogger e influencer.

Tuttavia si può trovare un prezioso alleato anche in giornali, riviste, televisioni o web-magazine. Come? Coltivando e instaurando un rapporto di collaborazione che porti benefici ad entrambi. Vediamo, dunque, come scegliere i media partner adatti per assicurare al tuo evento il successo che merita.

Media partner: 5 consigli per scegliere quelli adatti a te

Qualsiasi evento offre l’opportunità di far confluire in un unico spazio più persone interessate all’argomento che proponi e, potenzialmente, alla tua attività. Di conseguenza, è un’occasione ghiotta per stabilire relazioni e dedicarti al networking.

Perché ciò sia possibile, però, è importante attirare nella location dell’evento le persone giuste. Una delle strategie utili, da questo punto di vista, è quella di coinvolgere sin da subito e in maniera continuativa dei media partner a supporto della promozione dell’iniziativa.

I media partner, infatti, sono proprio quelle testate giornalistiche o blog che si impegnano a dare copertura dell’iniziativa. Di fatto, si tratta di una garanzia di notorietà dell’evento molto preziosa. Naturalmente ciò non prescinde da un’attenta attività di ufficio stampa, né si ottiene in cambio di niente.

Ogni testata ha le sue regole per la concessione delle media partnership: talvolta possono prevedere un investimento economico, altre volte è preferito uno scambio di visibilità, altre ancora il coinvolgimento diretto di uno o più giornalisti durante l’evento.

Prima, però, di tuffarsi nel panorama mediatico in cerca del partner perfetto, meglio fermarsi e chiedersi quale sia il media partner giusto per noi. Ecco quindi cinque elementi da tenere in considerazione per fare una scelta che ti aiuterà a raggiungere gli obiettivi dell’evento!

Locale o nazionale?

L’errore più classico della comunicazione in generale è quella di voler parlare a tutti. È vero che ci sono messaggi potenzialmente universali, ma è importante chiedersi, con franchezza, quale sia la portata geografica dell’evento che vogliamo promuovere.

Uno spettacolo teatrale in dialetto, per esempio, beneficerà da un media partner ben radicato sul territorio dove quel dialetto viene parlato. Al contrario, per un festival di cinema con titoli da tutta Europa un media partner di tiratura nazionale può essere decisamente più adatto.

Che lingua parla il tuo media partner ideale?

La questione geografica si accompagna, naturalmente, anche a quella linguistica. Se la nostra iniziativa è in lingua italiana, è poco interessante (sebbene molto prestigioso) annoverare tra i media partner il New York Times. Ciò perché la sovrapposizione tra il pubblico che vorremmo coinvolgere e la comunità di lettori del quotidiano è marginale.

Al contrario, se stiamo organizzando una conferenza internazionale specialistica e interamente in lingua inglese, potrebbe non essere utile avere come media partner una televisione locale. I servizi che produrrà potrebbero interessare il loro pubblico, ma solo una piccola parte potrà tradurre questo interesse in azioni di partecipazione o supporto concrete.

Non tutti i media sono uguali

Terza domanda da porsi è che tipo di media coinvolgere. Anche in questo caso la risposta dipende dal proprio target. Dati alla mano possiamo optare per una televisione se puntiamo ad un pubblico adulto, o un webmagazine se vogliamo, invece, coinvolgere i giovani.

Fondamentale è capire chi sono i lettori o gli spettatori del partner che stiamo valutando per capire se corrispondono alle persone che vorremmo includere nel nostro network oppure no.

L’importanza della condivisione di visione e linguaggio

Organizzatore e media partner si muovono a braccetto. Per questo motivo, è importante che i due abbiano una visione comune del tema che si andrà ad affrontare nell’iniziativa. È proprio così che l’unione può fare concretamente la forza.

Oltre ad una concomitanza di vision, è preferibile che anche il linguaggio e lo stile utilizzato per trattare l’argomento cardine dell’evento non siano troppo distanti. Non c’è un tone of voice giusto e uno sbagliato. Cambia di caso in caso. Ciò che si consiglia è di prestarci attenzione per evitare imbarazzi o scivoloni.

Immaginate di organizzare un evento che vuole affrontare un tema serio con uno stile leggero e ironico, e di trovare un media partner estremamente serioso e impostato. L’effetto è di straniamento e la comunicazione perde in efficacia.

Reputation first

Infine, l’elemento più importante. Tra partner dev’esserci stima reciproca perché, come anticipato, ci si presenta pubblicamente insieme. Nella scelta dei media da coinvolgere, dunque, è bene chiedersi quale sia la reputazione della testata o del blog coinvolto. Cosa si dice di lui sul web? Cosa pensano di lui i nostri clienti e i suoi lettori? Ed è in questo caso che ci viene in soccorso il media monitoring.

Sono domande fondamentali perché, una volta stabilita la partnership, l’obiettivo dovrebbe essere crescere insieme e non rischiare di perdere credibilità per una collaborazione poco gradita.

Nel complesso, l’insieme dei media partner dovrebbe risultare una combinazione di alleati e supporter credibili e vari, che aiutino a raggiungere il pubblico per noi prioritario diffondendo il nostro messaggio. Non dobbiamo esagerare: anche scegliere solo 3 o 4 media partner, ma entusiasti e coerenti con i nostri obiettivi, possono essere sufficienti per crescere e assicurarci il successo del nostro evento.

 

Articoli correlati

evento online

5 consigli per promuovere un evento online

Comunicazione

ECOffee con Francesca Anzalone: come fare digital PR

Comunicazione, Digital Marketing
Media Trends 2019

I trend del 2019 per i media e la comunicazione

Comunicazione, Media Intelligence
Torna su